01/04/2020

editoriale


Togliete il pareggio di bilancio!

Sarebbe una beffa. Con il Programma di Acquisti per l'Emergenza Pandemia (PEPP) di 750 miliardi della BCE, potremmo avere qualche decina di miliardi da utilizzare, che l'economia reale non vedrà mai, però salverebbe le banche. Ma la Commissione Europea sospendendo il patto di stabilità consentirebbe ai governi di fare più deficit. Sarebbe una manna, poter finalmente aver a disposizione fondi senza dover litigare con Dombrovskis sui centesimi. La beffa sta nello sciagurato "pareggio di Bilancio" inserito da Monti in Costituzione (art. 81) e l'Italia è l'unico Paese dell'Eurozona ad averlo fatto. Va immediatamente tolto! Occorre inoltre, come affermato da Tria, "la monetizzazione di una parte dei deficit pubblici, destinata a finanziare, senza creazione di debito aggiuntivo, un ampio e generalizzato programma di investimenti pubblici". Senza monetizzazione del debito (una mera partita di giro tra Banca Centrale e Stato), ci indebiteremo ulteriormente con i mercati finanziari, e questo, a crisi finita, ci porrebbe di nuovo alla mercè dei mercati stessi, con un inevitabile processo di consolidamento fiscale (leggi austerity).

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E questo a Bruxelles e a Francoforte lo sanno bene. Ecco perché continuano a proporre il MES anche sotto diverse denominazioni. Quest'ultimo vincolerà di fatto l'Italia all'euro, poiché il debito contratto con questo ente di diritto lussemburghese (che prenderebbe i soldi dalla BCE) rende il prestito "senior" e quindi il primo ad esser ripagato con le nostre entrate fiscali o patrimoniali. Un modo subdolo per portare la Troika in casa. Visto l'atteggiamento della BCE, che quantomeno si avvicina - finalmente - a quello di una vera banca centrale, che bisogno c'è di chiedere prestiti a strozzo quando gli stessi soldi li potresti avere quasi gratis e senza condizioni?
Chi ci vuole svendere?   

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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