03/09/2020

editoriale


Recovery fund peggio della Troika 

"Il modo in cui funzionerà l'European Recovery Facility è che i contributori netti giudicheranno la conformità da parte dei destinatari netti. Questo è peggio della Troika. Le istituzioni europee potranno infatti interferire ancora di più sulle politiche economiche e fiscali di un Paese. L'UE sta sacrificando i suoi migliori programmi e obiettivi per pagare un piano di ripresa scadente". Sono le parole del tedesco Wolfgang Munchau, direttore di eurointelligence.com ed editorialista del Financial Times.
Un analista che non può esser certo tacciato di sovranismo o populismo.
Il dramma è che ha ragione.
Il Ministro Gualtieri in audizione alla Camera ha affermato che le centinaia di miliardi di euro che dovrebbero arrivare dalla UE all'Italia sono prestiti e fondi, ma ha aggiunto che i primi saranno di natura privilegiata, quindi il Recovery Fund ha l'aspetto di un gigantesco MES!  L'UE inoltre stanzia i fondi dopo che le si sottopone un piano da approvare e che vede una congrua e contingente spesa preventiva da parte del governo (paghiamo prima le nostre quote). 
Per aver accesso a prestiti e fondi (che arriveranno in tranche se tutto va bene dalla seconda metà del 2021), occorre poi che siano prima soddisfatti dei prerequisiti, contenuti nelle raccomandazioni che ogni stato membro della UE riceve a primavera.
Cosa c'è scritto nelle nostre? Le solite cose.

Seguici: 

In sintesi, ridurre il debito pubblico, rivedere il catasto (patrimoniale), e fare le riforme del sistema pensionistico, su quello del lavoro, quello giudiziario e intervenire sul funzionamento della pubblica amministrazione.
Se l'Italia farà le riforme che chiede la Commissione allora potrà avere accesso ai fondi e ai prestiti. Se no il Rutte di turno potrebbe bloccare tutto, o quanto meno frenarlo fortemente. Tenendo conto che ci verrebbero prestati anche soldi nostri (siamo contributori netti della UE), sicuri che sia un grande affare? Senza contare che il debito con la UE diventerebbe senior e quindi farebbe diventare tutto il nostro debito pubblico subordinato. E' un attacco ai nostri titoli pubblici. Follia. E come va avanti il Paese fino al 2021? Magari dimenticando gli applausi del Parlamento ed emettendo titoli di stato senza dover chiedere niente a nessuno...

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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