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03/09/2020

leisure

Non si parla mai abbastanza di Ransomware, eppure Garmin ... - Punte e a capo

 

Milioni di utenti con dispositivi (costosi) bloccati: cosa insegna questa vicenda

Si parla di tecnologia come elemento essenziale del modo di vivere di questo millennio.
Ebbene, forse è il caso di riflettere con attenzione su quanto stiamo narrando, intendo come categoria di giornalisti, nonché tutti i vari produttori di prodotti e gadget tecnologici.
Gli utenti dei servizi di Garmin si sono trovati improvvisamente con degli oggetti stupidi al posto di oggetti smart.
Infatti, l'azienda è stata vittima di un ransomware, ossia i propri computer sono stati criptati e presi in ostaggio da cybercriminali che hanno preteso una cifra ingente per il riscatto.

Non si parla mai abbastanza di Ransomware, eppure Garmin ... - Punte e a capo

Non mi interessa raccontare la vicenda di Garmin e del perché possa succedere un disastro del genere, mi interessa di più riuscire a far comprendere quanto i prodotti che si appoggiano a servizi digitali siano assolutamente vulnerabili, ma soprattutto, rendano gli oggetti inutili o completamente stupidi, azzerando il valore attribuito alla tecnologia.
Vi sarete accorti, guardando la pubblicità, della comunicazione di Nissan Juke che dice all'assistente di Google di inviare l'indirizzo dell'ufficio all'auto, che ne pensate?
Ovviamente è una bella cosa, nel senso che integriamo tecnologie, ma è chiaro che il percorso del dato deve essere protetto.
Se Google o l'auto venissero compromesse a livello di sicurezza, piuttosto che venga a mancare la connettività, il tutto andrebbe a farsi benedire.
Con oggetti intelligenti, a cui si è disposti a riconoscere un sovrapprezzo, si rischia di vivere un'esperienza negativa, quasi come quel turista in Porsche che seguendo il navigatore ha incastrato la propria auto nei vicoli stretti!

La tecnologia è vulnerabile, il lockdown ha fatto esplodere i casi di ransomware e di phishing, nonché di attacchi di tutti i tipi come è emerso nelle tante interviste del Late Tech Show.
C'è bisogno di costruire un clima di fiducia verso la tecnologia, visto che non possiamo più farne a meno, ma è altrettanto vero che la tecnologia deve costruirsi una reputazione di credibilità, fatta di sicurezza e resilienza.
Non è facile, a partire dalla base, la connettività, punto dolente e nervo scoperto nel nostro Paese.


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