25/11/2020

editoriale


La pioggia di folgori su Damasco

Piano piano il castello di carte sta crollando e vediamo una pioggia di folgori che si abbattono su Damasco.
Abbiamo assistito ad un bel uno-due a spazzar via comandamenti scolpiti nell'acqua senza remore morali e senza tener conto di anni e anni di bufale spacciate per dogmi sacri.
In una intervista il Presidente UE Sassoli ammette che il MES, visto che non se lo fila nessuno tranne qualche invasato qui da noi, è uno strumento obsoleto, la cui dotazione (400 mld) dovrebbe essere trasferita alla Commissione Europea (noi saremmo per la restituzione ai vari Paesi).
Enrico Letta lo aveva preceduto di poco con una proposta simile ("gli stati non si fidano").
Poi Sassoli esorta la BCE a cancellare i debiti che gli Stati hanno contratto via emissione di bond causa COVID-19, dimostrando così che questa non è un'ipotesi di qualche folle ma una scelta possibile e anche praticabile.
Cose ribadite anche da un articolo di Cottarelli su Repubblica.
Ohibò! Per anni ci siamo sentiti dire che tutto ciò era impossibile.
Invece, in pochi giorni, lo scenario europeo è cambiato, e radicalmente.
Sarà che i macrodati di Francia e Germania sono tutt'altro che buoni, anzi, ma improvvisamente i media portano alla ribalta due temi considerati tabù fino a ieri.

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Sarà arrivata a Sassoli una comunicazione da Parigi o Berlino?
Il MES, che in Europa nessuno vuole causa condizionalità nel suo statuto, a quanto pare non serve neanche nella versione sanitaria.
Venisse liquidato significherebbe che all'Italia tornerebbero indietro, o comunque nella disponibilità, circa 60 miliardi di euro (ce ne avrebbero dati massimo 36 in 3 anni), circa la metà di quanto stanziato dal governo per combattere la pandemia.
Immaginate cosa potrebbero significare se impiegati per aziende, autonomi e famiglie, alle prese con un crollo dei consumi superiore all'8%.
La differenza tra chiudere e sopravvivere. E senza doverli rendicontare a nessuno, visto che sono soldi nostri.
Ma anche il fronte del debito adesso è diventato caldo. Con i rendimenti ai minimi storici è possibile emettere buoni del tesoro abbattendo la spesa per interessi, tenendo conto che comunque li acquista la BCE.
Però mentre gli altri Stati ne stanno emettendo a raffica per supportare le politiche di spesa interna causa pandemia, il nostro MEF ha il braccino corto e si comporta ancora come se ci fossero ancora i vincoli di bilancio, sospesi almeno fino alla fine del 2021.
E questo è francamente incomprensibile, visto che comunque sarebbero acquistati dalla BCE con il PePP, quindi debito passibile di cancellazione.
Se c'è arrivato persino Sassoli, magari lo capisce anche qualcuno in via XX Settembre a Roma.
Stavolta il Fate presto! lo diciamo noi.
L'Italia non può più aspettare.    

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Claudio Gandolfo

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