- il Kospi sudcoreano ha toccato +7,7 % grazie a esportazioni che hanno superato le aspettative di marzo;
- il PMI manifatturiero coreano ha registrato la crescita più forte in oltre quattro anni, trainata da semiconduttori e nuovi prodotti;
- il sentiment delle imprese giapponesi è aumentato significativamente nello stesso periodo;
- i mercati di Giappone e Taiwan hanno seguito con incrementi analoghi, alimentando l’entusiasmo per la catena di approvvigionamento tecnologica;
Il rapporto del Wall Street Journal sulla possibile partecipazione degli Emirati Arabi Uniti al conflitto non ha fermato l’impulso, né la proposta di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per aprire lo Stretto di Hormuz. Anche Marco Rubio, Segretario di Stato statunitense, ha sottolineato la necessità di riconsiderare i rapporti con la NATO al termine delle ostilità.
Nel frattempo, i futures sull’S&P 500 guadagnano lo 0,2 % e le azioni di Wall Street hanno chiuso in rialzo martedì, spinto dalle scommesse su una possibile uscita dalla guerra.
Il prezzo del Brent è salito dell’1,2 %, recuperando parte delle perdite precedenti.
In Europa, i futures pan‑regional sono in crescita dell’1,8 %, con il DAX tedesco e il FTSE britannico che seguono l’andamento positivo. Un dato di rilievo è la riammessa della Grecia nell’indice sviluppato di MSCI a partire da maggio prossimo, un segnale di ripresa dopo 13 anni di esclusione.
Il mercato globale sembra ora più propenso a credere in una pausa delle ostilità, ma la volatilità rimane alta. Gli operatori devono monitorare da vicino gli sviluppi diplomatici, le dichiarazioni delle autorità e le reazioni dei principali indici per valutare se il rally azionario iran possa trasformarsi in una tendenza sostenuta.
Clicca per ingrandire l'immagine
Articolo del 01/04/2026