

Gli investitori stanno scaricando contemporaneamente lo yen e i titoli di Stato a lungo termine giapponesi, noti come JGBs. Questa strategia riflette la paura persistente di tassi d'interesse bassi, applicati in un contesto di stimoli fiscali potenzialmente crescenti. Ricordiamo che l'economia nipponica sopporta già uno dei più alti carichi di debito del mondo sviluppato, esacerbando le preoccupazioni per una latente crisi debito Giappone. Nonostante la fragilità della valuta, l'aspettativa di una maggiore liquidità ha spinto l'indice Nikkei, l'indice di riferimento di Tokyo, oltre la soglia cruciale dei 54.000 punti per la prima volta. Questo picco è arrivato mercoledì dopo che i media locali hanno riferito che il Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe indire elezioni anticipate già a febbraio.
Con lo yen al livello più debole contro il dollaro da luglio 2024, i trader si muovono con estrema cautela. L'autorità finanziaria potrebbe trovarsi in una posizione difficile se volesse tentare un'azione diretta sul mercato in un momento così prossimo a un voto lampo.
Ciononostante, la vigilanza rimane massima. Un voto anticipato potrebbe anche portare il Giappone ad affrontare una sua peculiare versione del fiscal cliff americano.
Mentre l'Asia deve gestire i rischi del proprio mercato valutario, i metalli preziosi continuano a godere di un inizio d'anno robusto. L'oro e l'argento hanno raggiunto nuovi massimi storici. Questi beni rifugio sono forti dei rendimenti sbalorditivi registrati nell'anno precedente e l'attuale salita è alimentata dalle tensioni geopolitiche che spingono gli afflussi verso questi lidi sicuri. Il dollaro USA, al contrario, ha mostrato segni di cedimento. La divisa americana ha dovuto fare i conti con dati economici interni meno brillanti e con le preoccupazioni sulla reale indipendenza della Federal Reserve.
I dati sull'inflazione, pubblicati martedì, hanno mostrato una crescita moderata negli Stati Uniti. Questo elemento cruciale mantiene viva la possibilità di tagli dei tassi d'interesse nel corso del 2026. Nonostante ciò, gli operatori di mercato non si aspettano alcuna mossa concreta da parte della Fed prima della scadenza del mandato del presidente Jerome Powell, prevista per maggio.
Lo scontro crescente tra Powell e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rafforza le argomentazioni per una strategia diversificazione investimenti che vada oltre i confini statunitensi. Alcuni investitori parlano apertamente di una riemersione del Sell USA trade.
Oggi l'attenzione è puntata anche sulla Corte Suprema degli Stati Uniti. La Corte è attesa per l'emissione di una o più sentenze che potrebbero includere il contenzioso sulla legalità dei dazi globali imposti da Trump. L'annuncio delle decisioni è previsto per le 10 del mattino ET, corrispondenti alle 15:00 GMT, ma la Corte non comunica mai in anticipo quali sentenze saranno rilasciate.
I riflettori si sposteranno successivamente sulle trimestrali banche USA, chiudendo il cerchio dell'intensa giornata finanziaria. Sono attesi i risultati di giganti come Citigroup, Bank of America e Wells Fargo. Gli operatori di mercato cercheranno dettagli e commenti sulla controversa proposta di Trump di imporre un tetto del 10% ai tassi di interesse sulle carte di credito.
Questa proposta ha già generato forti reazioni nel settore. JPMorgan Chase, per esempio, che martedì aveva riportato utili trimestrali che superavano le stime degli analisti, ha affermato che l'eventuale tetto danneggerebbe gravemente i consumatori. Queste preoccupazioni sulla regolamentazione hanno già pesato sull'umore del più ampio mercato finanziario.

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