30/07/2014

economia

Portogallo e Slovenia: una sfida o un pericolo?

 

Harvey (Threadneedle): Fattori come il problema del Banco Espirito Santo e le lotte politiche nel Paese ex yugoslavo rendono complicate le strategie di investimento. Ma le prospettive migliorano

E' bastato il mancato rimborso di un piccolo bond da parte del Banco Espirito Santo portoghese (con una cospicua partecipazione di una banca francese) per riaccendere la febbre nell’eurozona.

Martin Harvey, che gestisce portafogli a reddito fisso e copre i Titoli di Stato Europei in Threadneedle Investments, commenta la situazione in Portogallo ed offre la sua previsione sulle preoccupazioni riguardo il Banco Espirito Santo. Martin parla anche della Slovenia in vista delle elezioni e di come ciò possa influenzare la sua esposizione verso le obbligazioni di questi mercati periferici.

 “Non pensiamo che in Portogallo i problemi derivanti dal debacle del Banco Espirito Santo (BES) debbano essere visti come un problema sistemico per i titoli sovrani – commenta Harvey - e riteniamo che gli effetti di contagio siano esagerati e probabilmente aggravati dal posizionamento e dalla scarsa liquidità. Ciò ricorda che le nazioni periferiche continueranno ad affrontare mini-crisi sporadiche a causa dei profondi problemi strutturali che le loro economie e i sistemi finanziari devono affrontare. Crediamo che l'economia portoghese sia migliorata poichè la profondità della crisi e delle politiche di sostegno da parte della BCE dovrebbero consentire che questo miglioramento continui. In questo contesto, le obbligazioni portoghesi offrono un valore a medio termine e manteniamo le nostre posizioni sia in obbligazioni a 5 che 10 anni.

La politica slovena è stata una preoccupazione costante negli ultimi mesi”, continua Harvey. “Nonostante lotte politiche e scompigli, l'economia sembra essersi stabilizzata a inizio 2014, ma avremo bisogno di guardare da vicino l'impatto delle turbolenze politiche sulla fiducia. Anche se le elezioni hanno fermato il processo di privatizzazione, la maggior parte delle politiche adottate dal governo precedente per evitare una crisi del debito rimangono intatte e il relativamente basso livello di indebitamento rispetto al resto della regione della Slovenia continua a sostenere la nostra visione strategica positiva.

In entrambi questi mercati”, conclude Harvey, “la forte performance del 2014 sta a significare che gli investitori sono probabilmente desiderosi di prendere profitti piuttosto che rischiare un continuo ampliamento, e, anche a seguito della recente situazione di stress, gli spread sono notevolmente inferiori rispetto all'inizio dell'anno. Detto questo, riteniamo che la scarsa liquidità in questi mercati renda il trading tattico difficile e si scontri con i nostri titoli a più lungo termine”.

 


Portogallo e Slovenia: una sfida o un pericolo?

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