22/10/2014

economia

Il fattore invecchiamento nei Mercati Emergenti

 

Stassopoulos (AllianceBernstein): Le aspettative di vita si sono allungate e negli anni a venire i soggetti più anziani dovrebbero incidere in misura crescente sull’espansione della spesa per consumi. Da 12 trilioni USD nel 2014 a 63 trilioni USD nel 2030

Il rapido invecchiamento demografico in atto nei Paesi in via di sviluppo rappresenta un mercato importante per le società produttrici di beni di consumo. Per gli investitori è fondamentale comprendere perché i cambiamenti socioeconomici complessi incideranno in modo inconsueto sui modelli di spesa a fronte della maturazione dei mercati emergenti.

È facile sottovalutare i fenomeni di invecchiamento demografico nelle economie in via di sviluppo. A paesi come l’India e la Cina è infatti riconducibile la quota preponderante della popolazione mondiale più giovane. Cionondimeno, a seguito del calo dei tassi di natalità e del miglioramento dei servizi sanitari, gli anziani rappresenteranno una percentuale crescente della popolazione. Nei primi 12 mercati emergenti, il numero degli ultra 65enni sta aumentando a un tasso annuo pari a circa il 3,7%, una velocità quasi doppia rispetto a quella del mondo sviluppato.

Dal momento che le aspettative di vita si sono allungate, negli anni a venire i soggetti più anziani dovrebbero incidere in misura crescente sull’espansione della spesa per consumi. Secondo le nostre stime, l’ammontare annuale della stessa nei mercati emergenti crescerà da USD 12 trilioni nel 2014 a USD 63 trilioni nel 2030, registrando quindi un incremento di USD 50 trilioni. Verrebbe forse da pensare che i settori finanziario, dell’intrattenimento e della salute siano quelli meglio posizionati per beneficiare di questa tendenza. Del resto nei paesi sviluppati i più anziani sono spesso visti come i fruitori di servizi di gestione patrimoniale post-pensionamento, viaggi crociera e  farmaci costosi per contrastare malattie legate all’età.

Noi la vediamo diversamente. Dal nostro punto di vista, infatti, l’esempio dei mercati sviluppati non aiuta a comprendere la spesa per consumi delle fasce demografiche più anziane nei mercati emergenti, dove il rapido sviluppo economico sta trasformando le dinamiche legate al reddito e al mercato del lavoro.

 

La precarietà del lavoro a scapito del ceto medio

 

Nell’ambito della nostra ricerca sulla spesa per consumi nei mercati emergenti condotta negli ultimi quattro anni, abbiamo incontrato i consumatori in 13 di queste economie. Abbiamo così scoperto che in tali paesi i giovani stanno rapidamente acquisendo livelli di istruzione e qualificazione superiori rispetto ai loro connazionali più anziani, inclusi quelli all’apice della propria capacità di guadagno. Di conseguenza, una percentuale crescente di ultra 45enni, che costituiscono il ceto medio in ascesa, sta perdendo il lavoro e arretrando nei gradini più bassi della piramide.

Ciò spiega perché i lavoratori dei paesi emergenti stiano raggiungendo i loro livelli di reddito massimo in età molto giovane, spesso tra i 35 e i 39 anni, con un anticipo di dieci anni rispetto ai loro coetanei dei paesi sviluppati. Inoltre, i lavoratori più avanti con l’età che stanno attualmente perdendo il proprio impiego, dispongono in genere di risparmi esigui o inesistenti, pertanto, invece di vivere una vita agiata, subiscono una regressione nella scala sociale.

Riteniamo che ciò eserciterà un impatto rilevante sul potere di acquisto e sulle preferenze degli appartenenti alle fasce demografiche più anziane dal Cile alla Cina.

 

Nuove battaglie per vecchi lavoratori

 

Lo scorso mese, ad esempio, abbiamo parlato con Enrique, di Santiago de Querétaro, in Messico. A 52 anni lavora come rappresentante medico e percepisce il 70% in meno rispetto a quando, a 45 anni, ricopriva un incarico di dirigente di livello intermedio. Ai quei tempi, poteva permettersi di acquistare vestiti alla moda per i figli durante i suoi viaggi settimanali negli Stati Uniti; la sua famiglia andava spesso al cinema e al ristorante e in estate si godeva esclusive vacanze al mare. Nel 2006 tuttavia Enrique ha perso il lavoro in quanto sostituito da un candidato più giovane. All’improvviso, la sua situazione finanziaria è precipitata.

Enrique rimpiange di non aver risparmiato abbastanza nei periodi fortunati. Il pensionamento è una grande sfida. Oggi le sue priorità in termini di spesa consistono nel procurarsi farmaci generici convenienti e prodotti che offrano un buon rapporto qualità prezzo.

Quello di Enrique non è un caso isolato. Molti dei suoi coetanei sono infatti alle prese con gli stessi problemi e abbiamo osservato situazioni analoghe in diversi paesi emergenti. Diversamente da quanto succedeva in passato, un diploma di laurea non basta più per garantire ai lavoratori di mezza età un futuro roseo, giacché lo sviluppo socioeconomico sta creando una generazione di giovani con qualifiche analoghe e una migliore padronanza della lingua inglese, spesso pronta a lavorare per compensi meno elevati.

Poiché nei mercati emergenti è probabile che gli individui, con l’avanzare dell’età, debbano affrontare situazioni di instabilità finanziaria, i beni di lusso e gli articoli per il tempo libero non rappresentano delle priorità. È questo il motivo per cui riteniamo che le società produttrici di beni di consumo vincenti saranno quelle che sapranno conquistare una quota crescente della popolazione senescente offrendo prodotti di qualità a prezzi convenienti e servizi quali assicurazioni vecchiaia o assistenza sanitaria più economica. Le dinamiche d’invecchiamento demografico rammentano agli investitori che alle ricerche tradizionali nei fondamentali societari occorre abbinare la comprensione delle forze sottostanti che stanno plasmando l’evoluzione dei mercati emergenti.

 

Tassos Stassopoulos, responsabile della strategia Emerging Consumer e delle strategie Global Growth/Thematic di AllianceBernstein

 


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