29/10/2014

economia

Investitori preoccupati dalla politica monetaria con la fine del QE della FED

 

Hartnett (BofA Merrill Lynch): "I saldi di cassa sono alti, ma gli investitori si stanno ritirando su posizioni di riferimento, piuttosto che mettere in scena un esodo dai mercati". Cala la propensione al rischio

Le preoccupazioni per l'imminente fine del quantitative easing (QE) negli Stati Uniti lasciano gli investitori molto meno fiduciosi nelle prospettive per l'economia globale e la redditività delle imprese. Questo è quento emerge dalla BofA Merrill Lynch Fund Manager Survey di ottobre.
Dopo un forte calo di oltre 20 punti percentuali da settembre, solo il 32% degli intervistati si aspetta che l'economia globale si rafforzi nei prossimi 12 mesi. Questo è il valore più basso in due anni. Le aspettative di inflazione e utili sono crollati: il recente consenso mondiale che vede sotto-trend sia l'inflazione sia la crescita è ancora più forte questo mese, attestandosi al 77%.

La politica monetaria è alla base di questo cambiamento nel sentiment. Solo il 18% dei gestori di fondi ora vede la politica come troppo stimolante, in calo di 14 punti percentuali e al livello più basso da agosto 2012, prima dell'ultima iniziativa QE negli Stati Uniti. La percezione di rischio monetario è aumentata, insieme al rischio per i mercati emergenti.

La risposta degli investitori è stata quella di ridurre le esposizioni più rischiose. I saldi di cassa sono saliti al 4,9%, mentre gli orizzonti di investimento si sono accorciati e i sovrappeso nell’azionario sono caduti rapidamente (13 punti percentuali mese su mese). Le posizioni sottopeso nelle materie prime sono aumentate, mentre i settori sensibili alle asset class, come energia e materie prime, hanno visto grandi  spostamenti verso posizioni di sottopeso.

Gli intervistati hanno perso il loro appetito per i mercati emergenti e titoli azionari europei. Sia il posizionamento sia le intenzioni per i prossimi 12 mesi sono diventate negative o neutre. Invece, hanno riacquistato fiducia nel mercato statunitense e aumentato la loro preferenza per il Giappone.

"I saldi di cassa sono alti, ma gli investitori si stanno ritirando su posizioni di riferimento, piuttosto che mettere in scena un esodo dai mercati", ha dichiarato Michael Hartnett, chief investment strategist presso BofA Merrill Lynch Global Research. "Con l’addio alla “hope trade” della BCE, le prestazioni delle azioni europee stanno tornando ai fondamentali. La nostra visione rimane pessimista, e continuiamo a privilegiare gli stock dividend yield difensivi e ci aspettiamo eventuali rally di titoli ciclici di breve durata", ha aggiunto Manish Kabra, European equity and quantitative strategist.

 

Svanisce l’entusiasmo europeo

 

Dopo la conferenza stampa della Banca Centrale Europea all'inizio del mese, gli intervistati sono incerti sulla politica in Europa.  Il 26% del panel globale ormai non si aspetta che la BCE avvii un programma di QE, in salita dal 19% del mese scorso. 

Investitori preoccupati dalla politica monetaria con la fine del QE della FED

Le aspettative per la crescita in Europa sono diminuite notevolmente. Solo un 16% dei gestori di fondi regionali ora si aspetta che l'economia del continente si rafforzi il prossimo anno, rispetto al 45% del mese scorso.
Le prospettive per la redditività delle imprese sono fortemente influenzate da questo. Dopo un calo mese su mese di quasi 30 punti percentuali, il 52% ora non si aspetta una crescita degli utili a due cifre nella regione, mentre una percentuale ancora elevata di gestori di fondi giudica troppo elevata la stima del reddito-per-azione per le imprese europee.
In questo contesto, il posizionamento in titoli azionari europei è diminuito. Solo il 4% di investitori globali riferisce di sovrappesare la regione ora, in calo di 14 punti percentuali rispetto al mese scorso.

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Inoltre, il mercato ha perso il suo appeal come “top pick” degli investitori da sovrappesare nei prossimi 12 mesi. Solo il 3% ancora vederla così positivamente.

 

Cresce l’interesse per il Giappone

 

Al contrario, l'appetito per l'esposizione al Giappone è aumentato ulteriormente. Il 14% di asset allocator vorrebbe essere più sovrappeso nell’azionario del Paese del Sol Levante per il prossimo anno. Una lettura che è di circa 10 punti percentuali superiore rispetto a quella rialzista per qualsiasi altro mercato importante. A differenza di altre regioni, per i gestori di fondi le aspettative di inflazione sono in aumento. Il 46% si aspetta che i prezzi al consumo salgano nel prossimo anno, rispetto al 18% del mese scorso.

Le prospettive sempre più negative degli investitori sullo yen contribuiscono a queste valutazioni. I gestori di fondi globali sono ora ugualmente al ribasso sulla valuta giapponese e sull'euro. Questo segna un cambiamento notevole rispetto al mese scorso, quando il differenziale tra i due era di oltre 20 punti percentuali.

 

Salgono le preoccupazioni fiscali e monetarie

Oltre alla loro posizione meno ottimista sulla politica monetaria, gli intervistati sono anche preoccupati per la politica fiscale. Il 19% dei gestori di fondi globali ora considera la politica fiscale come troppo restrittiva. Dopo un aumento del 12% nel giro di due mesi, questo rappresenta il valore più alto di questa misura in più di un anno.

 

 

 



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