05/11/2014

cover
Digital Bros: il game-entertainment offre grandi opportunità

Non solo distributore, oggi publisher, rassicurando gli investitori sulle strategie future

Digital Bros è un'azienda particolare, quotata in Borsa in un periodo difficile come quello della bolla speculativa, oggi parte dall'Italia per espandersi nel mondo. Abbiamo incontrato Raffaele Galante, che ha fondato l'azienda con il fratello Rami.
Intrattenimento e videogames: è ancora un mercato importante?
Un mercato, quello dell'intrattenimento e dei videogiochi, che è sempre stato importante. L'Italia, in questo contesto, è sempre stato tra il quinto e sesto posto a livello mondiale. Negli ultimi anni il mercato dei videogiochi ha subito un fortissimo cambiamento, con una contrazione del mercato retail, e sono nate nuove opportunità distributive per i videogame. Si tratta di opportunità per il consumatore che puo' scaricarsi i giochi direttamente, su console, sul PC, ma anche quella di giocare sui nuovi device, che sono gli smartphone e i tablet.

Digital Bros: il game-entertainment offre grandi opportunit

Nuove opportunità, e la vostra azienda continua a investire...
Noi negli ultimi sei anni abbiamo avuto un'evoluzione che ci ha portato a diventare una realtà internazionale attraverso la nostra attività di publishing. Siamo diventati editori e produttori dei nostri videogame e adesso li distribuiamo in tutto il mondo. Abbiamo aperto le nostre filiali negli Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e in Spagna. Significa che siamo presenti nei mercati occidentali più importanti e negli USA l'operazione strategica è stata importante anche perché rappresenta il crocevia sia per il contenuto sia per la tecnologia. L'apertura della nostra sede a Los Angeles in California è stato un bel passo avanti per accelerare il nostro processo di publishing.
Diventare editori in un mercato che cambia: quali sono le opportunità già colte?

Abbiamo pubblicato dei titoli che hanno avuto notevole successo sia nel retail sia nel digitale. Abbiamo lanciato lo scorso anno Payday con uno riscontro molto importante. Poi abbiamo lanciato un'altra franchigia che ha dato risultati non solo nella distribuzione digitale, ma anche nel mobile e si chiama Terraria.
Il mobile sta diventando sempre più importante?
Noi abbiamo aperto la nostra divisione due anni fa per iOS e Android e questo ha rappresentato un incremento della nostra presenta nel mondo dei giochi e accentuato la nostra attività di publisher. Ma l'evoluzione è continua anche per noi. Un mese fa abbiamo acquisito un paio di aziende, una negli Stati Uniti e una nel Regno Unito. Il primo è uno studio di sviluppo per giochi che funzionano sulle console, mentre l'altro è specializzato in giochi per mobile. Per Digital Bros le attività devono ampliarsi parallelamente. Da distributori siamo diventati produttori, quindi publisher e chiudiamo tutta la filiera. Raggiungiamo il consumatore direttamente, o attraverso il canale retail o attraverso i canali digitali.

Quanto conta la presenza internazionale?
Ci aiuta a essere molto equilibrati su tutti i mercati importanti: Stati Uniti, Europa e Australia.
La vostra azienda è quotata in Borsa. Che peso ha avuto nella crescita dell'azienda?
Noi ci siamo quotati nel momento dell'entusiasmo di quella che poi è stata definita la bolla speculativa di internet, era l'anno 2000. Ma quando ci siamo quotati avevamo un progetto di creare una società che passasse da una gestione completamente privata e familiare e che diventasse anche manageriale, proprio per una nostra apertura ai mercati internazionali. Il periodo è stato difficile, anche noi ne abbiamo risentito. Siamo tra le poche sopravvissute e siamo qui presentando dei fondamentali importanti.
Cosa conta per avere successo?
Non abbiamo una ricetta certa, noi sappiamo che abbiamo dei piani strategici di espansione nel game entertainment e questo è il nostro punto di forza. Abbiamo tenuto duro nei momenti di difficoltà, ma questa è una fase molto importante in questo settore e abbiamo accumultato una lunga esperienza in questo settore come società quotata. Più passa il tempo e più possiamo consolidare il nostro know-how e dare tranquillità agli investitori perchè siamo una società che ha un passato, un presente, ma che pianifica il proprio futuro.

Seguici: 

In questo contesto, ci spiega la Digital Bros Academy?
Si tratta di dare l'opportunità di formarsi a talenti italiani che possono diventare protagonisti nello sviluppo e nella produzione di videogame. L'Italia è sempre stata una nazione importante per il consumo di videogiochi, come accennato prima, ma non abbiamo mai avuto una tradizione di industria di produzione di titoli come è accaduto in altri Paesi. Oggi vogliamo mettere in rilievo i talenti italiani, che spesso troviamo in giro in diversi studi di sviluppo sparsi per il mondo. Vogliamo fare la nostra parte, ossia aiutare ad emergere forze fresche che possano aiutare a portare creatività a questa industria.
Tecnologia e creatività: ci sono reali possibilità?
E' strano per noi vedere che l'Italia rappresenta il punto di riferimento per il design e per il mondo della moda e non si capisce perché non possa accadere anche per i videogame. Nei prossimi anni vorremmo dare l'opportunità a dei ragazzi di prepararsi per creare qualche grande successo, magari pubblicato dal gruppo Digital Bros.

E per i talenti?
Siamo sempre alla ricerca di talenti, anche nel campo dell'Hi-Tech perché pensiamo che il mondo dei videogame è molto legato al mondo della tecnologia, basti pensare come sia cambiato continuamente in questi anni. Dai computer alle console, oggi ai vari dispositivi mobili e in futuro per la realtà virtuale piuttosto che gli oggetti indossabili.
La gamification è ormai all'ordine del giorno...
La gamification è importante perché i giochi sono un mezzo per promuovere le nuove tecnologie. Molte aziende si stanno avvicinando al mondo dei videogame perché vogliono essere più vicine al loro utente e farli divertire è una forma diretta e funzionante. Molte aziende che sono lontane dal mondo dei videogiochi hanno trovato proprio nel game il modo di entrare in contatto con il proprio consumatore e quindi la gamification, ossia rendere giocabile qualcosa, rende più semplice la comunicazione e l'empatia con il consumatore. Il mondo della moda, del food, dell'automotive utilizzano i giochi per comunicare ed espandere la loro comunicazione, soprattutto per le multinazionali che devono usare linguaggi universali.

 

 



Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo con gli amici e colleghi


ARGOMENTI: marketing - retail - ecommerce - digital transformation - pmi - high yield - bitcoin - bond - startup - pagamenti - formazione - internazionalizzazione - hr - m&a - smartworking - security - immobiliare - obbligazioni - commodity - petrolio - brexit - manifatturiero - sport business - sponsor - lavoro - dipendenti - benefit - innovazione - b-corp - supply chain - export - - punto e a capo -

> Vai al sommario < - > Guarda tutti gli arretrati < - > Leggi le ultime news <

Copyright © 2009-2021 BusinessCommunity.it.
Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Tutti i Diritti Riservati. P.I 10498360154
Politica della Privacy e cookie

BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo


Copertina BusinessCommunity.it