24/12/2014

digital

La rivoluzione per gli e-store del Made in Italy e' cominciata

 

Dal convegno “e-Commerce People Summit” emerge che il digitale apre il futuro dell'export. Sulle modalità e le opportunità ne hanno illustrato la loro visione FiloBlu, Microsoft, Facebook, PayPal e Google

Nonostante il canale di vendita online rappresenti attualmente un boom, in Italia solo il 4% delle aziende vende in rete, contro il 15% della media europea, superati perfino dalla Grecia. Inoltre, siamo all'ultimo posto in Europa per i pagamenti elettronici, considerato che l'83% avviene ancora in contanti. Ma è una vera opportunità per il Made in Italy quella che si cela dietro a questi dati: dall'e-Commerce People Summit tenutosi recentemente, emerge che nel mondo le ricerche che hanno a che fare con il Made in Italy crescono al ritmo del 18% all'anno e che l'utente medio nel 27% dei casi spende in nazioni straniere alimentando quindi un business crossborder. Una grande occasione di crescita per il nostro export, che bisogna saper cogliere con strumenti specifici. L'evento di Santa Maria di Sala è stato organizzato da FiloBlu, azienda specializzata nell'ideazione e sviluppo di canali di e-commerce.

La rivoluzione per gli e-store del Made in Italy e' cominciata

Come Christian Nucibella, fondatore e AD di FiloBlu ha rimarcato: "E' in atto una rivoluzione: la gente fino a poco tempo fa si informava sui siti e comprava nel luogo fisico, ora succede il contrario soprattutto tra i giovani, che visitano il negozio fisico e poi comprano online e non solo, ora il consumatore vuole essere sempre in contatto con il brand. Le imprese devono quindi essere preparate a comunicare e vendere su più canali che devono dialogare tra loro.
Ciò significa che, per esempio, deve essere sviluppato un customer care nuovo e diverso; i brand devono imparare a seguire i clienti durate la loro giornata in funzione delle abitudini di interazione con diversi strumenti di informazione e punti vendita, online e offline. Serve investire nell'online con la stessa energia con cui si gestisce il negozio fisico.

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Inoltre, in un prossimo futuro, sarà d'obbligo essere internazionali, ma senza dimenticare gli asset strategici delle nostre origini italiane, soprattutto in termini di creatività, artigianalità, emozione. In Italia abbiamo una grande capacità, forse unica al mondo, di creare qualsiasi prodotto e fare impresa.
Il Made in Italy è un valore importante per il successo di uno store online che guarda al mercato estero e che deve essere percepito dal consumatore anche a livello di usability e customer engagement.
In questa direzione, abbiamo lanciato durante il Summit due nuovi strumenti ideati per aumentare la brand experience del consumatore: IWISHU e Shoppable Video. Il primo consente di creare un video emozionale che può essere guardato dal destinatario dell'acquisto on line, direttamente sul suo telefonino attraverso un semplice codice, rendendo il suo regalo indimenticabile. Il secondo, realizzato in collaborazione con Moda & Tecnologia, è una novità assoluta che offre la possibilità di acquistare un prodotto cliccando sull'oggetto del desiderio direttamente sul video che si sta guardando. D'ora in poi sarà possibile acquistare il prodotto indossato dalla nostra top model preferita durante una sfilata con un semplice click".

Christina Lundari, Country Manager della divisione Advertising & Online di Microsoft Italia, ha sottolineato: "la digitalizzazione del business rappresenta un'opportunità incredibile per le aziende italiane e per promuovere il made in Italy in tutto il mondo. Il pubblico dei nativi digitali ci insegna che già oggi l'unica strategia commerciale vincente è quella dell'omnicanalità.
I consumatori sempre più vorranno comprare su più canali ed avere a disposizione subito il prodotto che cercano, e saranno sensibili a offerte e servizi altamente personalizzati. Le aziende devono prepararsi a rispondere a queste esigenze per non perdere una grande opportunità, anche rispetto alla competizione che può arrivare da oltre confine. Affrontare questa sfida significa riorganizzare la propria azienda con l'obiettivo di integrare perfettamente i propri servizi, dal magazzino alla logistica, dal CRM alla business intelligence fino alla comunicazione. In questo modo si può rispondere in modo immediato e puntuale alla domanda di mercato con un marketing 1-to-1 che risponderà alle preferenze dei singoli individui. La tecnologia consentirà inoltre di rendere la comunicazione molto più ingaggiante. I consumatori comprano storie, emozioni, passioni, soprattutto nei comparti moda e lusso. Il web può arricchire la relazione del brand con il proprio pubblico perché presenta diversi vantaggi rispetto agli altri mezzi. Il grande plus di internet è di essere un mezzo interattivo in cui l'utente può interagire con un click per entrare in un mondo di marca, intrattenersi e comprare. La nostra specializzazione è quella di creare format di pubblicità altamente coinvolgenti, come la gamification, attraverso la quale il pubblico, divertendosi, impara a conoscere il brand. Inoltre internet permette una profilazione senza uguali che evita dispersioni di denaro per dare il messaggio giusto, nel momento giusto, alla persona giusta.

Emerge, quindi, l'importanza di saper profilare gli utenti che prevede una capacità di analisi delle informazioni specifica per veicolare i messaggi al target corretto. Fattori che ci riportano a un altro tema del Summit: la crescita del social commerce, ovvero della promozione del proprio business online su piattaforme social.
Come ha spiegato Valerio Perego, Head of Agency Partnership di Facebook Italia: "Facebook ha in Italia 20 milioni di utenti, di cui 16 accedono da piattaforma mobile. Quello che è interessante sottolineare è che non sono semplicemente users, ma persone che, grazie alla loro vita digitale, ci rendono partecipi anche dei loro gusti e interessi. Grazie alla Business Metrics, uno strumento di analisi che integra il contesto di ricerca alle logiche di business, possiamo targetizzare il nostro pubblico in base a cluster di riferimento che sono stati individuati, nel nostro caso, grazie a ricerche condotte con Istituti specializzati nel definire i parametri di misurazione migliori. Il futuro in questo senso è una comunicazione profilata one to one, è questa l'incredibile risorsa da sfruttare a livello di social commerce.

A questo proposito, Federico Zambelli Hosmer, Head of Market Development di PayPal Italia, fa riflettere sulla user experience del target profilato: "Grazie alla nostra piattaforma di compratori che conta 157 milioni di utenti attivi, di cui 4 milioni in Italia, che processa 7000 dollari al secondo solo nel terzo trimestre, abbiamo potuto analizzare il comportamento dei consumatori online con studi mirati, arrivando a dati sorprendenti: ben il 23% degli acquirenti abbandona un sito quando deve lasciare i suoi dati e registrarsi e il 45% interrompe il percorso di acquisto perché non si ricorda le credenziali di accesso. E' quindi fondamentale, per un corretto e proficuo business online, semplificare il processo di acquisto e trattare gli utenti come persone fisiche e reali, investendo per rendere la loro user experience, e quindi l'acquisto online, un'esperienza piacevole e facile. Per esempio, grazie a strumenti che ricordano le credenziali della nostra carta di credito, rendendo un acquisto quanto più immediato e semplice possibile.

Se le opportunità per l'e-commerce Made in Italy sono soprattutto nell'export, non bisogna pensare che un negozio virtuale ideato per l'Italia possa andare bene anche per l'estero. Alessandra Domizi, Industry Manager Retail di Google Italia, ha sottolineato che: "bisogna innanzitutto conoscere il mercato finale per avere alte possibilità di successo. Per esempio, in Giappone le ricerche mobile hanno superato quelle da desktop, per cui sarebbe impensabile penetrare quel mercato senza una strategia mobile ad hoc. Inoltre, bisogna lavorare alla brand awareness anche nel Paese di destinazione del messaggio e far sapere che il nostro progetto è online. Quando si intercetta un utente per la prima volta ha inizio una conversazione, ma poi bisogna essere costanti per portarla avanti in maniera coerente con i valori del brand. Crediamo che per le piccole e medie imprese italiane ci sia un vero potenziale inespresso nell'e-commerce: la domanda c'è e sta crescendo. Per questo abbiamo sviluppato tre progetti per aiutarle a sfruttare questa opportunità per il Made in Italy: lavoriamo con 52 camere di commercio italiane grazie a 100 giovani che operano nei distretti delle eccellenze italiane per farsi portavoce del mezzo digitale per aiutare l'espansione all'estero. Il secondo progetto si chiama "Eccellenze in Digitale", un portale in cui le aziende trovano risorse e strumenti per valutare il loro potenziale all'estero. Infine: Google.it/madeinitaly , una piattaforma per promuovere le eccellenze e i casi di successo italiani all'estero grazie a una finestra di visibilità".

 



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