28/01/2015

economia

Giappone: e' finita la corsa (al ribasso) dello yen?

 

Paganini (FXCM): La BoJ conferma di essere alla ricerca di una svalutazione, seppur non dichiarata, della divisa locale, palesando in questo modo la necessità di ricorrere ancora alla domanda estera per sostenere la ripresa

Nel giorno stesso in cui la Fed ha deciso di mettere termine al programma di Quantitative Easing, la Banca Centrale del Giappone ha deciso di espandere il proprio programma di QE andando a modificare il ritmo delle immissioni di liquidità a circa 80 trilioni di yen all'anno (10-20 miliardi di yen in più rispetto al QE precedente) al fine di ricercare una ripresa dell'inflazione e, con essa, economica.
Il tempismo dell'intervento a sostegno dell'economia, che implicitamente va a ricercare una svalutazione dello yen, ha dato, ancora una volta, i suoi frutti. Il UsdJpy ha raggiunto e ben superato i target forniti in precedenza (115.00), raggiungendo quota 121.85 yen per ogni dollaro scambiato sul mercato interbancario, prima di partire con una correzione che ha coinciso con gli storni cui abbiamo assistito sui listini prima del recupero post ultima riunione della Fed, che ci conferma come i processi di avversione al rischio siano ancora da considerare come temporanei, oltre al fatto che il mercato sta prezzando una riuscita delle politiche americane a sostegno della ripresa.

Giappone: e' finita la corsa (al ribasso) dello yen?

Nel Paese del Sol Levante ci sarà da valutare attentamente l'evoluzione dei dati, con attenzione particolare al Pil, ancora troppo volatile ed in grado di mostrare delle variazioni tendenziali (anno su anno) che si muovono tra valori positivi e negativi e con variazioni congiunturali (mese corrente rispetto al precedente) che seguono la stessa scia, oltre che all'inflazione che, attualmente, si trova da 7 mesi sopra il target del 2%, l'obiettivo quest'ultimo ricercato nel medio-lungo periodo dai policy makers.
Sul fronte dei prezzi tuttavia, si stanno registrando delle pressioni a ribasso della domanda, che seguono l'aumento delle imposte sui consumi decise recentemente, che insieme ai ribassi visti sui prezzi del petrolio rendono necessaria la continuazione e l'espansione del QE, così come avvenuto. Come si suol dire, siamo in ballo e allora balliamo.

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La BoJ conferma di essere alla ricerca di una svalutazione, seppur non dichiarata, della divisa locale, palesando in questo modo la necessità di ricorrere ancora alla domanda estera per sostenere la ripresa, andando a posizionarsi all'interno del panel di Banche Centrali che, in un modo o nell'altro e più o meno esplicitamente, stanno ricercando una svalutazione della valuta nazionale (BCE con possibile QE, BoE con la sua astuzia, si veda il report relativo al quarto trimestre 2014, RBA e RBNZ che lo hanno dichiarato apertamente e SNB, alle prese con la lotta al rafforzamento del franco).
Dal punto di vista dei prezzi, la tenuta dei supporti posti sopra i target che avevamo fissato in precedenza ci conferma l'importanza del livello passante per 115 figura, con l'area passante per 113¾ che rappresenta a nostro parere l'area oltre la quale potrebbe cominciare ad essere possibile l'eventuale valutazione di approfondimenti ribassisti del cambio, che corrisponderebbero a riprese di valore sostanziali dello yen che a quel punto potrebbe provare a puntare le aree inizialmente rappresentate da 110.00 per poi tentare estensioni, in caso di raggiungimento dell'area con stocastico giornaliero lontano dall'ipervenduto, verso il più ambizioso 107.50. Questo rappresenta uno scenario difensivo rispetto alla potenziale rivalutazione del dollaro americano nei confronti dello yen, con l'area passante per i massimi di periodo che potrebbe rappresentare una valida zona di approdo per le quotazioni che, se dovessero raggiungere tale area con un buon momentum, potrebbero tentare delle rotture dirette verso area 124.90, 125.75 e 126¾.

L'idea di curare anche eventuali storni dei prezzi per valutare degli acquisti giustificati sia dal punto di vista tecnico che dei rapporti tra rischio e rendimento associati a tali tipi di operatività ci sembra intelligente, soprattutto di fronte a figure di continuazione (rettangoli, triangoli o bandiere) come l'ultima avvenuta. Da notare anche la validità dell'unica correlazione stabile nel tempo, ossia i movimenti inversi tra borse e yen.
Matteo Paganini, Chief Analyst FXCM



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