28/01/2015

economia

Sotto la Mole il mercato immobiliare si e' rimesso in moto

 

Mancini (Casa.it): La crescita intensa delle compravendite in corso a Torino, come in altre grandi città, rafforza la convinzione che il mercato residenziale abbia svoltato e stia andando verso un nuovo e più soddisfacente punto di equilibrio

Buone nuove per chi, a Torino e provincia, progetta di mettere in vendita o cercare casa. Incrociando i dati dell'Agenzia delle Entrate con gli annunci inseriti nel suo database, il portale immobiliare Casa.it registra e "certifica" l'inversione di tendenza del mercato che interrompe una serie di anni di stagnazione, caratterizzati da scambi e quotazioni in caduta libera.

Sotto la Mole il mercato immobiliare si e' rimesso in moto

Nel primo semestre del 2014 il mercato immobiliare nel capoluogo e in provincia si è rimesso in moto con buona intensità. Sotto la Mole Antoneliana, infatti, le compravendite di abitazioni registrate sono state oltre 5.000, pari a un +11% rispetto allo stesso periodo del 2013. Anche in Provincia il mercato ha dato segnali di ripresa, con una crescita degli scambi del 17,2% e oltre 11.000 abitazioni che hanno cambiato proprietà. Nell'ultimo trimestre di quest'anno, tuttavia, la vivacità degli scambi ha un po' frenato: in città gli scambi (rispetto al terzo trimestre 2013) sono cresciuti solo dello 0,7%; in Provincia invece l'andamento è stato negativo (-1,1%).
Nel corso dell'anno, i prezzi medi dell'offerta immobiliare in città hanno subito una "limatura" del 6,5% rispetto al 2013, toccando un valore medio di poco superiore ai 2.400 € al metro quadro.

Seguici: 

Oggi il punto ideale d'incontro tra le parti (Key Market Price) calcolato da Casa.it si colloca intorno ai 2.300 € al mq. Si badi, tuttavia, che si tratta di un valore che riflette una media generale, dato che per le abitazioni di pregio si superano con disinvoltura i 5.000 € al mq.
Torino - lato offerta
Negli ultimi 3 anni, l'offerta di abitazioni in vendita in città è cresciuta a ritmi del +13% annuo. Tra le aree in cui l'offerta è cresciuta maggiormente rispetto all'autunno 2013 figurano lo storico e multietnico quartiere di San Salvario e i popolosi quartieri periferici di San Donato e Bertolla, a nord-ovest e nord della città.
Dal punto di vista della composizione, l'offerta di abitazioni vede al primo posto i bilocali con una quota del 33% sul totale dello stock, seguiti da monolocali (22%) e trilocali (18%). Gli appartamenti di taglio più piccolo sono concentrati in massima parte nelle aree periferiche, mentre le metrature più ampie si trovano in prevalenza nelle aree centrali e semi centrali.

Torino - lato domanda
La ricerca di abitazioni si distribuisce in maniera abbastanza omogenea in tutte le macroaree della città, ad esclusione di quartieri popolari o ex industriali all'estrema periferia urbana come Barriera di Milano, Falchera, Lingotto e Barca.
La zona del centro fa registrare una buona ripresa nella domanda dopo quasi un anno di stasi. In evidenza tra le aree che stanno attirando un numero crescente di potenziali acquirenti i quartieri di Parella, San Donato e Santa Rita.
Poco meno del 40% di chi cerca casa in città è orientato al trilocale. Monolocali e bilocali, invece, assorbono insieme il 45% della domanda cittadina, lasciando alle unità immobiliari di grandi dimensioni un residuale 16%. In media, il taglio dei trilocali richiesti varia da un minimo di 80 mq. a un massimo di 120 mq. commerciali.
"La crescita intensa delle compravendite in corso a Torino, come in altre grandi città, rafforza la convinzione che il mercato immobiliare residenziale abbia svoltato e stia andando verso un nuovo e più soddisfacente punto di equilibrio", ha commentato Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it. "In ogni caso, le previsioni devono tenere in debita considerazione l'incidenza di dinamiche prettamente locali. A Torino, ad esempio, i segnali di una ritrovata vivacità del mercato, soprattutto in termini di quotazioni di vendita che si erano manifestati in primavera, hanno dovuto fare i conti con l'orientamento a un ulteriore ribasso nelle richieste della domanda".



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