04/02/2015

economia

La posizione aggressiva della BCE

 

Jonsson (Neuberger Berman): L’imponente programma di allentamento monetario della BCE arriva tardi ma dovrebbe incoraggiare l’inflazione e favorire i titoli più rischiosi nei mesi a venire

Molti economisti ed investitori hanno continuato a discutere per un paio d'anni sul fatto che la Banca Centrale Europea dovesse adottare misure più incisive per stimolare l'economia europea ed evitare una spirale deflazionistica. Per quegli osservatori, e per i mercati in generale, il piano annunciato dalla BCE ieri è una buona notizia, per:
1. Portata: la banca centrale ha sorpreso il mercato con l'ampiezza del suo programma, che fornisce 1.100€ miliardi di stimolo sotto forma di acquisto di obbligazioni nel corso nei prossimi 18 mesi.

La posizione aggressiva della BCE

2. Velocità: gli acquisti avverranno rapidamente a 60 miliardi di euro al mese, analogamente (se consideriamo la dimensione economica) alle iniezioni della Federal Reserve di 100 miliardi di dollari mensili.
3. Condivisione di rischio limitata: l'unica delusione, dal nostro punto di vista, è il fallimento delle misure per istituire una condivisione piena del rischio sull'intero sistema europeo. Per esaminare le preoccupazioni della Germania, la BCE si assumerà soltanto il 20% del rischio di default associato con l'acquisto dei bond, con il restante 80% delle potenziali perdite che ricadono sulle banche centrali dei Paesi emittenti. Riteniamo questo sia un segnale negativo e l'ammissione che il sistema economico dell'Eurozona rimane frammentato.
Nel complesso l'annuncio fa un passo positivo nel ricostruire la credibilità della BCE. Prevediamo che l'impatto sarà in generale positivo per i titoli rischiosi all'interno del mercato obbligazionario, inducendo un restringimento degli spread sul mercato dei titoli sovrani periferici così come sul debito societario europeo. È probabile, invece, che l'azionario segni un rally per le migliorate prospettive economiche.

La posizione aggressiva della BCE

Inizialmente, la curva dei rendimenti si è appiattita in qualche modo in risposta all'annuncio, dato che questo inaspettatamente prevedeva l'acquistabilità dei titoli obbligazionari a 30 anni. Tuttavia, riteniamo che, nel corso del tempo, la curva dei rendimenti dovrebbe farsi più ripida sulla base delle prospettive economiche migliorate. Cosa più importante, lo stimolo dovrebbe indebolire ulteriormente l'euro che, insieme ai prezzi delle materie prime, è cruciale nel muovere l'inflazione al di sopra degli scomodi livelli attuali.
Nel corso degli ultimi 10 anni i prezzi delle materie prime e le valute sono stati i driver dell'inflazione. Dato che la BCE ha un'influenza limitata sulle materie prime, le valute sono ora il mezzo più importante a sostegno dei prezzi.
Le ultime misure adottate dalla BCE sono un passo rilevante. Il nuovo programma è imponente e siamo ottimisti sul suo impatto potenziale. Se la BCE non dovesse vedere i risultati sperati potrebbe ancora adottare nuove misure il prossimo anno, rinforzando la sua credibilità e sostenendo le prospettive di crescita europee. Allo stesso tempo, riteniamo che l'allentamento non sia sufficiente da solo, sono estremamente necessarie riforme strutturali in tutta Europa che incoraggino un'espansione significativa e di lungo periodo.

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Jon Jonsson, Senior Portfolio Manager Global Fixed Income di Neuberger Berman



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