04/03/2015

economia

Attenzione al gap azionario: USA vs Europa

 

Faulkner-MacDonagh (Standard Life Inv.): Non c’'è un numero sufficiente di aziende di portata globale in Europa, che abbiano una struttura di capitale adatta ad approfittare dei bassi tassi d'’interesse e gestire in modo aggressivo attività e passività

Il gap tra le performance azionarie tra Stati Uniti ed Europa è pressoché il più ampio degli ultimi 20 anni. Standard Life Investments ha analizzato nel dettaglio l'enorme abisso tra i due mercati per capire cosa significhi questo per gli investitori.
Nell'ultima Global Perspective, Standard Life Investments sottolinea come, scegliendo di investire in questi due mercati, si tenda a trascurare alcuni importanti fattori strutturali. Il team di ricerca ha analizzato alcuni bilanci e conti economici di singole società per chiarire le ragioni che potrebbero portare a colmare questo divario nei prossimi anni.

Attenzione al gap azionario: USA vs Europa

Dall'analisi emerge che, benché il contesto macroeconomico abbia svolto un ruolo più significativo nel guidare i rendimenti negli ultimi dieci anni a livello globale, le aziende USA si sono dimostrate più efficienti nella gestione dei bilanci e nelle ristrutturazioni, nel nuovo mondo post-crisi finanziaria, rispetto alle aziende europee:
- Le aziende statunitensi riescono spesso a sfruttare meglio i bassi tassi d'interesse a livello globale, riducendo i titoli in circolazione attraverso buy-back e aumentando la leva finanziaria.
- La ripresa relativamente rapida del sistema finanziario degli Stati Uniti ha aiutato le aziende nei loro sforzi di ristrutturazione - attraverso procedimenti per fallimento rapidi un'efficiente gestione del capitale circolante.
- Le migliori aziende statunitensi hanno incrementato l'esposizione globale più rapidamente, riuscendo a beneficiare del trend di deprezzamento del dollaro USA.

Seguici: 

- Dopo la crisi finanziaria solo poche aziende europee sono state in grado di generare grandissimi profitti - solo due a fine 2014. Al contrario negli Stati Uniti le aziende che hanno generato maxi guadagni sono raddoppiate, una media di 13 ogni anno.
Chris Faulkner-MacDonagh, Markets Strategist di Standard Life Investments ha commentato:
"Ci siamo resi conto che non c'è un numero sufficiente di aziende di portata globale in Europa, che abbiano una struttura di capitale adatta ad approfittare dei bassi tassi d'interesse e gestire in modo aggressivo attività e passività.
In Europa, infatti, è molto probabile che le aziende di questo tipo siano di piccole dimensioni; hanno di conseguenza una limitata esposizione globale, ridotte economie di scala e un limitato accesso ai mercati dei capitali.

Oggi gli investitori sono disposti a pagare un premio eccezionale per accedere agli asset americani che offrono rendimenti davvero interessanti, ma dovrebbero anche chiedersi come reagiranno queste aziende ai piani della Federal Reserve sulla normalizzazione della politica monetaria e sull'innalzamento dei tassi di interesse. Gli investitori che sono alla ricerca di segni di riduzione del divario tra USA ed Europa, dovrebbero inoltre concentrarsi su quelle imprese europee che spostano la propria attenzione sul return on equity, attraverso la ristrutturazione dei bilanci, o che attuino riacquisti di azioni per aumentare la redditività".
 



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