13/05/2015

economia

Chi vince l'Expo delle valute?

 

Paganini (FXCM): sveliamo quali sono le quattro divise più forti e le quattro più deboli nei confronti dell’Euro. All’'Expo 2015 i turisti cinesi e indiani i più avvantaggiati

Saranno circa 24 milioni i visitatori attesi a Milano, molti di questi sono stranieri: 3,3-4,4 milioni arriveranno dall'Europa e 2,7-3,6 dai Paesi extra Ue, e in particolare da Australia, Brasile, Cina, Canada, India, Giappone, Russia, Corea del Sud, Usa ed Emirati Arabi. Si calcola che in media i turisti passeranno dai quattro ai sei giorni in Italia durante il semestre di Expo, con circa il 40% degli stranieri in arrivo per visitare la manifestazione che intende prolungare la permanenza nel Bel Paese oltre il tempo della visita ai padiglioni e alle aree espositive. Ma se guardiamo ai principali cambi valutari, quali saranno i visitatori che ne beneficeranno di più? E chi, invece, potrà contare su una minore capacità di spesa?

Chi vince l'Expo delle valute?

Fxcm, broker globale di riferimento nel mercato delle valute, ha stilato un'analisi che riguarda le principali divise protagoniste all'Expo milanese.
"Il quadro generale è caratterizzato da una debolezza ormai strutturale che ha riguardato l'Euro - ha commentato Matteo Paganini, capo analista di Fxcm Italia - e che probabilmente continuerà nei prossimi mesi. Tra i turisti più avvantaggiati i cinesi, previsti in oltre un milione, e gli indiani grazie alla politica della loro banca centrale volta a favorire la crescita. Ben posizionati i britannici, con a un'economia che riesce meglio la ripresa meglio della nostra. A soffrire di più i brasiliani, con il real che va incontro a nuove potenziali perdite e i giapponesi seppure lo yen sia in graduale recupero".
Le quattro valute forti contro l'Euro
Yuan (Cina)
La decisione di non concentrarsi più su obiettivi di massimizzazione della crescita economica al fine di ricercare degli equilibri sostenibili nel lungo periodo ha frenato lo sviluppo del colosso orientale, che rimane comunque su cifre di tutto rispetto. Questo rallentamento, anziché pesare sulla divisa cinese, le ha fatto recuperare valore contro l'euro anche in virtù del processo di internazionalizzazione dello yuan, cominciato circa un paio di anni fa (finora il suo valore è stato controllato, ora è libero di rivalutarsi gradualmente). E sarà così anche nei prossimi mesi.

Seguici: 

Rupia (India)
L'economia indiana ha ripreso a crescere. Dopo un forte periodo di stagnazione, le attese degli investitori continuano a rimanere sbilanciate verso potenziali miglioramenti dovuti alla realizzazione delle riforme strutturali. La nuova politica della Banca Centrale che si concentrerà sul mantenimento della stabilità dei prezzi, potrebbe condurre a tagli di tassi di interesse al fine però di sostenere la crescita, il che potrebbe portare la rupia a guadagnare più terreno rispetto a quello percorso durante gli ultimi mesi.
Dollaro (USA)
La divergenza tra le politiche monetarie della Federal Reserve e della BCE ha pesato sul cambio tra euro e dollaro, con quest'ultimo in forte guadagno. L'economia americana è in ripresa e si procederà con un rialzo di tassi che potrebbe condurre a ulteriori rivalutazioni del biglietto verde. Questi rialzi potrebbero avvenire tra l'autunno inoltrato e la fine dell'anno, periodo entro il quale potremmo assistere a piccole retromarce del dollaro prima di cominciare a salire nuovamente, non oltre però la parità.


Sterlina (UK)

La debolezza strutturale dell'euro ha superato quella della sterlina, portando il cambio tra le due valute a penalizzare il portafoglio dei residenti sul continente. Le due economie risultano asimmetriche, con quella inglese più vicina ad una ripresa rispetto alla nostra, il che potrebbe condurre a rivalutazioni ulteriori del pound, soprattutto nel momento in cui la Banca Centrale d'Inghilterra dovesse decidere di seguire la Federal Reserve a livello di normalizzazione della propria politica monetaria.
Le quattro valute deboli contro l'Euro
Real (Brasile)
L'economia brasiliana durante gli ultimi anni ha sofferto di un pesante rallentamento e di tensioni interne sotto il profilo politico e di riforme non attuate, il che ha portato il real brasiliano a perdere valore sia nei confronti del dollaro che dell'euro. Attualmente ci troviamo di fronte ad una fase di respiro di breve periodo per la divisa brasiliana nei confronti dell'euro, ma non ravvisiamo condizioni strutturali al fine di una ripresa importante da qui a fine anno, uno scenario quest'ultimo meno probabile rispetto a potenziali nuove perdite di valore del real.

Dollaro Canadese (Canada)
L'economia canadese risulta molto legata ai prezzi del petrolio e delle materie prime, che ultimamente hanno mostrato segnali di debolezza che hanno pesato sulla divisa, soprattutto dopo la decisione della Banca Centrale di tagliare il costo del denaro dall'1% allo 0.75%. Il dollaro canadese ha perso terreno nei confronti del dollaro per poi recuperare parzialmente ed il fatto che la moneta unica europea stia soffrendo di debolezza strutturale a livello mondiale ha portato il loonie a segnare dei guadagni contro l'euro. Potremmo ora, combinando le debolezze relative delle due economie, attenderci consolidamenti/salite della divisa canadese contro la moneta unica europea, pur di fronte a possibili nuove discese contro il dollaro.
Yen (Giappone)
L'economia giapponese è alle prese con una serrata lotta contro la disinflazione e la Banca Centrale continua ad immettere liquidità nel sistema economico al fine di dare slancio alla ripresa economica. Questo modus operandi ha pesato sullo yen che si è riportato su livelli pre-crisi contro il dollaro (durante la crisi lo yen è salito in quanto considerato valuta rifugio), mettendo però a segno dei buoni guadagni contro l'euro a partire da inizio anno (a causa del movimento di ribasso dell'euro contro il dollaro). E' possibile che il recupero della divisa nipponica contro la moneta unica prosegua in maniera graduale durante l'anno non tanto grazie ad una forte ripresa giapponese, quanto ad una potenziale debolezza di euro.

Dollaro Australiano (Australia)
Il dollaro australiano continua ad essere additato da parte della Banca Centrale come troppo forte nei confronti dell'euro, anche considerando il fatto che esso ha perso valore contro il dollaro americano. Una divisa più bassa nel medio periodo potrebbe risultare propedeutica ad una crescita economica dell'isola più bilanciata e si potrebbe procedere con ulteriori tagli di tassi (attualmente al 2.25%). Non escludiamo che possano dunque verificarsi delle ulteriori perdite di valore contro il dollaro, un braccio di ferro che contro l'euro potrebbe però essere vinto.

 



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