13/05/2015

economia

Il Jobs Act puo' davvero rilanciare il settore mutui

 

Per Manfredi (SuperMoney) è il momento ideale: valori immobiliari ai minimi storici, tassi di interesse quasi a zero e se questi nuovi contratti portassero realmente ad una apertura da parte delle banche, potremmo aspettarci una ripartenza del settore

A circa due mesi dall'entrata in vigore del Jobs Act (inserito in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 marzo), non sono ancora stati sciolti tutti i dubbi su come le diverse banche considerano tale forma di contratto. Resta da capire, in particolare, se esistano limiti alla possibilità per i giovani intestatari di contratti a tutele crescenti di ottenere un mutuo.

Il Jobs Act puo' davvero rilanciare il settore mutui

L'Osservatorio SuperMoney ha interpellato direttamente diversi istituti di credito - Banca Sella, CheBanca!, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e UniCredit - per analizzare le reali opportunità di accesso a un mutuo riservate a un giovane assunto con contratto di lavoro a tutele crescenti. Nessuna delle banche coinvolte ha dichiarato di applicare politiche restrittive nei confronti di lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti.
La simulazione realizzata da SuperMoney è orientata anche a sopperire all'assenza di dati ufficiali, impossibili da reperire in questo momento. Il Jobs Act è attivo da due mesi e anche i primi dipendenti ad aver giovato del nuovo regime fiscale non hanno neppure concluso il periodo di prova, solitamente quantificato in due mesi e, per tanto, la domanda di mutui generata dal target in esame è ad oggi pressoché inesistente.

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Il profilo del richiedente posto in esame è il seguente: età compresa tra i 25 e i 30 anni, con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, RAL 25.000 euro, valore immobile 200.000 euro. Questo il risultato della simulazione per ciò che riguarda i mutui a tasso variabile:
Il profilo di riferimento è stato pensato con l'obiettivo di rispettare i criteri di plausibilità e conformità al contesto di riferimento, selezionando età, retribuzione e desideri d'acquisto il più possibile esemplificativi della situazione reale. Questo l'esito della simulazione, a cui hanno partecipato cinque istituti di credito.
Un discorso a parte merita UbiBanca la quale, pur non avendo partecipato alla simulazione, ha comunque tenuto a precisare che fin dal 2013 si occupa di elaborare prodotti finanziari attenti agli interessi dei giovani sottoposti a forme di contratto atipiche e che la filosofia dell'istituto non muta nei riguardi di profili in possesso di un contratto di lavoro a tutele crescenti.

Tutti gli istituti coinvolti nella simulazione hanno sottolineato che non sussiste alcuna differenza di trattamento fra lavoratori contrattualizzati attraverso la formula prevista dal Jobs Act e quelli sottoposti a modalità tradizionali di assunzione. L'unico vincolo, specificano, è dato dalla reale capacità del richiedente di soddisfare i criteri di affidabilità creditizia che ogni erogatore di finanziamenti prevede.
Si ricorda, a tal proposito, che esistono specifici servizi assicurativi volti a tutelare i dipendenti in possesso di contratti di lavoro scarsamente tutelanti, sottolineando allo stesso tempo il rischio di stipulare accordi che presentano tassi d'interesse assimilabili a condotte usuraie.
In nessuno dei casi analizzati nel corso della simulazione è stata richiesta la firma di un garante mentre le politiche sull'ipoteca sono le medesime previste nei regolari contratti di stipula, che consistono, di solito, in un bene immobile con iscrizione ipotecaria pari al 150% del mutuo erogato.

Il settore mutui si attesta in netta crescita e il trend delle erogazioni è in positivo da 4 trimestri consecutivi. Secondo l'ultimo rapporto Abi, nel trimestre dicembre 2014 - febbraio 2015, le concessioni di mutui sono aumentate del 42,4%. Secondo i dati Bankitalia, inoltre, si registra un calo significativo dei tassi d'interesse sui mutui. A febbraio - mese in cui sono state effettuate le ultime rilevazioni - il tasso sui mutui si attestava al 3,01%, in ribasso rispetto al 3,07% di gennaio.
"Alla luce di una serie di congiunture di carattere sia economico che sociale - ha commentato Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney - possiamo dire che questo è davvero il momento ideale per i giovani che si sentono pronti ad affrontare il progetto di mutuo. I valori immobiliari sono ai minimi storici, i tassi di interesse rasentano lo zero e se questi nuovi contratti portassero realmente ad una apertura da parte delle banche potremmo davvero aspettarci una ripartenza del settore. Sembra che le cose stiano cambiando in meglio, anche se - aggiunge - è troppo presto per fare bilanci. Non esistono dati ufficiali e ora si attende la riprova più importante, quella dei fatti".

Il team dell'Osservatorio SuperMoney tornerà sull'argomento nei prossimi mesi per commisurare l'evoluzione del mercato e analizzare i reali effetti della legge sul settore mutui attraverso i dati concreti. In tal modo sarà possibile valutare in modo oggettivo se le parole delle banche e di Renzi trovano reale riscontro nella realtà. Lo stesso Premier ha ribadito nei giorni scorsi l'impegno assunto degli istituti e della stessa Abi nel garantire pari condizioni di accesso ai finanziamenti a chi stipula contratti secondo la tipologia del Jobs Act.
Resta da capire, inoltre, come i diretti interessati della legge vivano la propria condizione e fino a che punto si possano sentire pronti a farsi carico di un impegno di tale portata senza la certezza di un posto fisso.
 



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