13/05/2015

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I costi della contraffazione alimentare del Made in Italy

 

Osservatorio Italia In Testa: in Europa il business dell'imitazione dei nostri prodotti raggiunge 26 miliardi di euro contro un export alimentare che ne vale circa 13. L'Italia chiede all'UE un marchio di origine per tutelare anche l'industria italiana ed il consumatore

E' partita l'EXPO 2015 e si ritorna doverosamente a parlare di tutela del nostro patromonio enogastronomico, ora più che mai sotto attacco da parte di chi copia, anche in modo spudoratamente fantasioso, i prodotti della nostra eccellenza.
Nella sola Europa il business della contraffazione alimentare ("Italian Sounding") tocca complessivamente i 26 miliardi di euro contro un export alimentare che vale circa 13 miliardi di euro. Le cose non vanno meglio nel resto del mondo: il mercato nord americano sviluppa complessivamente 24 miliardi di euro di fatturato "Italian Sounding" a fronte di un export dei prodotti alimentari autentici pari a circa 3 miliardi di euro. Negli altri Paesi (extra Ue ed extra Nord America) l'italian sounding vale 10 miliardi di euro contro un export dei prodotti made in Italy che vale 4 miliardi di euro (per ogni prodotto alimentare autentico ce ne sono 2,5 falsi). (Dati Federalimentare)

I costi della contraffazione alimentare del Made in Italy

Delle potenzialità del settore delle esportazioni e della necessità di tutelale il Made in Italy e trovare soluzioni efficaci per combattere la contraffazione e l'italian sounding, si è discusso nel corso del convegno dal titolo "Prospettive di tutela del Made in Italy alle porte dell'Expo", organizzato dall'Osservatorio Italia In Testa.
"L'entrata in vigore della nuova direttiva europea che abolisce l'obbligo di indicare la sede dello stabilimento di produzione, non ha certo aiutato il nostro mercato interno - ha spiegato Vito Giambiero Gulli, Consigliere Federalimentare - nel prossimi mesi chiederemo di essere tutelati con una lettera all'Europa, si dovranno ritenere di produzione italiana solo gli articoli che indicano in maniera inequivocabile il luogo in cui sono stati prodotti.
"Il reato di falso, o di contraffazione, non riguarda solo l'italian sounding", ha spiegato Annaluce Licheri, Presidente Osservatorio Italia in Testa. "La politica Italiana prevede specifiche sanzioni per la contraffazione di tutti i prodotti, nel settore della moda o del design, in particolare, le corti di Milano e di Roma, che sono delle sezioni specializzate di eccellenza, emettono velocemente provvedimenti di inibitoria e provvedimenti di sequestro previa descrizione. In ogni caso, va evidenziato che i tribunali negli ultimi anni hanno ribaltato la giurisprudenza in tema di falso innocuo, grossolano, escamotage a cui ricorrevano i venditori di prodotti contraffattio falsi (spesso apponendo etichette con la dicitura "falso d'autore", è stata anticipata la soglia di punibilità di codesti reati, e quindi anche il falso d'autore è un reato, con la conseguenza che la Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità del marchio falso d'autore, per contrarietà alla legge penale".

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"E' necessario creare un marchio di origine che consenta di individuare il luogo di provenienza del prodotto, la Svizzera e la Francia da tempo hanno introdotto questa regola, si tratta di un dato oggettivo che tutela il consumatore che viene informato in maniera chiara e corretta, inoltre questo favorirebbe il mercato interno e aiuterebbe a mantenere viva l'industria italiana", ha dichiarato Amedeo Teti, Direttore Generale per la politica commerciale internazionale - Ministero dello Sviluppo Economico.
"E' fondamentale far comprendere che la contraffazione è un danno per le imprese e per l'intera economia del nostro Paese, secondo dati Ocse, il valore dei falsi in Italia si attesta sui 6,5 mld di euro, sottraendo 5,2 mld di gettito fiscale. Tra le possibili soluzioni: incrementare la comunicazione del prodotto, favorire la tracciabilità, e aumentare la sinergia tra turismo e prodotti enogastronomici", ha concluso Gaetano Dentamaro, Presidente Sezione Agroalimentare Confindustria Bari.



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