08/07/2015

idee

Mork & Mindy e la fatica di Sisifo

 

Mork viene dal pianeta Ork e Mindy cerca di spiegargli come funziona la vita sulla terra. Una rubrica di Gian Luca Bocchi

Mork: Ciao Mindy, ho appena letto sul giornale che la nuova moneta da due euro sarà disegnata da un designer greco, ma è vero?
Mindy: E' proprio così caro Mork. Il destino è spesso beffardo e proprio adesso, sul precipizio dell'appartenenza all'Unione, ecco che la Grecia dimostra, per l'ennesima volta, di possedere requisiti che senza di lei andrebbero (andranno?) perduti. L'artista disegnatore Georgios Stamatopoulos ha partecipato al concorso indetto per coniare una nuova moneta da due euro in occasione dei trent'anni della bandiera dell'Unione: quella composta da un cerchio di dodici stelle su fondo azzurro.

Mork & Mindy e la fatica di Sisifo

Mork: Hai ragione Mindy, sembra quasi un colpo di scena all'interno di una farsa, con una trama così complessa da non riuscire a figurarsi il finale.
Mindy: Beh, non solo Mork. Io personalmente ci vedo molto altro. Intanto il disegno è evocativo: come ha evidenziato il suo stesso disegnatore, sono dodici stelle che danzano insieme, ma sembrano omini stilizzati quasi a ricordare che questo è lo spirito con cui è nata l'Unione, questa dovrebbe essere un'Europa dei popoli. E avere tutti la stessa dignità, la stessa libertà, le stesse opportunità e gli stessi doveri non significa essere tutti uguali e fatti con lo stampino. Ogni struttura che funzioni è una continua ricerca di equilibrio tra rigore ed estro, tra organizzazione e aspirazione, tra solidità e cambiamento, tra meccanica ed arte. Ecco direi che nessun Paese come la Grecia rappresenta l'essenza dell'arte e della storia dell'arte. L'arte coglie l'essenza del tutto e Atene è stata la culla in cui sono germogliati tutti i semi del sapere che ancora oggi sono alla base della cultura europea, e mondiale.

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Mork: Ma la Grecia di oggi viene descritta da alcuni giornali come molto diversa, piena di lavativi che hanno vissuto alle spalle degli altri Paesi e ora non vogliono ripagare il conto. E' definita incapace di fare alcuna riforma, quasi un bambino capriccioso che non rispetta le regole...
Mindy: Le tue affermazioni caro Mork sono purtroppo molto comuni tra chi non si è informato. Mettere un Paese contro l'altro, soprattutto se parliamo delle nazioni giudicate economicamente meno forti (quali la stessa Italia o la Spagna o il Portogallo) priva il dibattito di una controparte importante e mette in ombra tutto quanto la Grecia ha fatto in questi ultimi 5 anni. Secondo un rapporto della Commissione Europea dello scorso anno, i dipendenti del settore pubblico sono scesi da 907 mila nel 2009 a 651 mila nel 2014 con un calo netto del 28%, una cifra che definirei mostruosa. Come se in Italia i dipendenti pubblici calassero dai 3,2 milioni circa a 2,3 milioni in 5 anni. Direi semplicemente inimmaginabile a livello di conseguenze sul mercato del lavoro e dunque dei consumi. Inoltre se guardiamo a quanto si sia ristretto il deficit fiscale (da -15,6% nel 2009 a -2,5% nel 2014) non troviamo eguali in nessun altro Paese europeo, ad eccezione dell'Irlanda. Proprio per i tagli alla spesa e l'aumento delle tasse, ed in assenza di qualsiasi incentivo all'investimento o al consumo, dal 2009 ad oggi Atene ha visto il proprio prodotto interno lordo contrarsi del 25%, mentre la disoccupazione ha raggiunto l'esorbitante livello del 26%. Senza considerare che la quasi totalità dei fondi che sono stati concessi al Paese sono andare a ripagare debiti pregressi: la gente di Grecia non ha visto un soldo di ciò che è passato tra banche e creditori stranieri.

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Mork. Ma quindi vuoi dire che Atene non ha colpe?
Mindy: Certo che ha colpe e responsabilità. A livello politico, economico, sociale. La classe dirigente greca ha di fatto pian piano condotto il Paese lungo un sentiero che per decenni le ha permesso di vivacchiare senza implementare quelle riforme che le avrebbero permesso di strutturarsi per crescere meno ma più solidamente. Ha problemi di corruzione, di legalità, di burocrazia. Senza contare che dal 2010 in avanti ha dovuto ammettere conteggi sbagliati sia sul fronte del debito che del deficit. Le colpe sono tante e questo va ammesso, ma sostenere che in questi cinque anni non si siano messe in atto misure drastiche è semplicemente inesatto, oltre che umanamente scorretto. Cavalcare l'onda della virtù tedesca contro il vizio greco non solo è dannoso per l'Europa tutta, ma contempla una profonda ignoranza dei numeri e dei dati.

Mork: Ma quindi, cosa si dovrebbe fare secondo te?
Mindy: Bisognerebbe che tutti i governi dell'Eurozona si sedessero ad un tavolo e cominciassero a ridisegnare i pilastri sociali ed economici della nuova Europa. Quando la Grecia entrò nell'Unione Monetaria due anni dopo la partenza della moneta unica, le banche europee (tedesche in primis) hanno fatto a gara a chi prestava di più ai risparmiatori/investitori ellenici, applicando probabilmente tassi ben più elevati di quelli che venivano concessi ai prenditori tedeschi o austriaci. E il tasso più elevato probabilmente è sembrato normale, perché concedere finanziamenti ai greci era considerato più rischioso che concederli ai propri connazionali. Ma dopo, quando si è trattato di pagare le conseguenze di quel rischio, le banche non ne hanno voluto sapere. Oggi dovremmo chiederci se vogliamo un'Europa modellata sulla Germania o se vogliamo un'Unione in cui varie sfumature siano tra loro complementari, per evitare il lento e costante soffocamento delle economie mediterranee che sono radicalmente diverse da quelle del centro-Europa. Non aver capito questo al momento della nascita della moneta unica, e soprattutto continuare a non comprenderlo ora, mina profondamente il futuro dell'Eurozona perché nessun Paese può essere privato ad oltranza della speranza di risollevarsi economicamente e umanamente in qualsiasi baratro sia profondato. E come oggi vediamo annaspare la Grecia, un domani potremmo vedere la stessa sorte toccare a qualcun altro, che non farà abbastanza tagli agli stipendi, alle pensioni, alla spesa pubblica, alla sanità, o che non raggiungerà la parità fiscale e quindi dovrà aumentare le imposte ed operare un ennesimo ritocco al rialzo dell'Iva o di qualcosa d'altro.

Mork: detta così sembra una prospettiva decisamente fosca!
Mindy: fosca e totalmente priva di utilità, e mi sorprende che coloro che si dicono a favore del miglioramento delle condizioni sociali del Paese siano tanto ciechi da non vederlo. E il destino che potrebbe toccare alla Grecia, e dopo di lei forse a qualcun altro, mi ricorda un po' il supplizio di Sisifo, personaggio mitologico condannato a spingere un enorme macigno sulle ripide pendici di un monte da cui ogni volta rotola fino valle. E l'austerity a oltranza sta portando a questo: l'inutilità della fatica istituzionalizzata.

 

 



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