25/11/2015

economia

Come affrontare lo stress finanziario

 

Lawson (Standard Life Inv.): le nostre previsioni presumono che non si verificheranno ulteriori cali nei prezzi delle commodity e una stabilizzazione dei recenti livelli di stress finanziario

L'economia mondiale affronta un'importante congiuntura, caratterizzata da tensioni in crescita in molte aree:
- Consumi robusti e servizi vs settore manifatturiero ed esportazioni.
- Economie sviluppate resilienti vs mercati emergenti sotto pressione.
- Politica monetaria USA divergente rispetto a quelle di Cina, Giappone ed Europa.
Con questo scenario non c'è da sorprendersi che i prezzi di tanti asset finanziari siano sottoposti ad ampie fluttuazioni. Quindi quale sarà il quadro nel lungo periodo?

Come affrontare lo stress finanziario

Secondo Jeremy Lawson, Chief Economist, Standard Life Investments, "per il 2016 continuiamo a vedere un'espansione moderata a livello globale, che favorisce una crescita modesta degli utili al di fuori dei settori energia e materie prime. Crediamo che una crisi finanziaria dei mercati emergenti estesa o sistemica resti improbabile, ma la pressione su un certo numero di grandi economie in via di sviluppo non svanirà tanto presto. Per quanto riguarda la crescita del PIL a livello globale dovrebbe migliorare marginalmente ma rimanere sotto la media".
Le implicazioni per gli investitori sono notevoli, poiché dovranno tenere conto, durante il processo di asset allocation strategica, quali potranno essere le ripercussioni dei bassi rendimenti di bond, liquidità e azioni per la parte restante del ciclo economico. Le azioni - soprattutto - sono sensibili agli sviluppi dell'attività globale dato che tendono ad avere un esposizione maggiore verso l'esterno rispetto alle economie nel loro insieme. In questo contesto potrebbe essere vantaggioso spostarsi in modo selettivo verso il segmento del credito.

Seguici: 

"All'epicentro della crisi, in Cina, il nostro scenario di base non prevede un hard landing, dato che prevediamo nuovi stimoli fiscali - prosegue Lawson -, ma nella transizione verso un nuovo modello di crescita rimarrà irregolare e ostile per i produttori di commodity. Potremmo trovarci davanti un'ulteriore decelerazione della crescita ed è probabile che la moneta cinese si indebolisca moderatamente rispetto al dollaro.
Le nostre previsioni presumono che non si verificheranno ulteriori cali nei prezzi delle commodity e una stabilizzazione dei recenti livelli di stress finanziario. Se lo stress dovesse crescere ancora c'è un forte rischio che la crescita non rimbalzerà, attraverso l'effetto sulla fiducia di consumatori e aziende, quando l'allentamento della politica monetaria nelle economie sviluppate tornerà rapidamente in agenda".

 



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