23/12/2015

economia

Abenomics 2.0: piu' di quel che si puo' vedere

 

Secondo gli analisti di WisdomTree Europe, la politica di crescita strutturale giapponese si sta muovendo nella giusta direzione, con il team di Abe che sta mettendo in atto progressi concreti sulla costruzione di alleanze credibili con business leader

Recentemente, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha presentato un aggiornamento sulle sue priorità di politica economica per il 2016 e oltre. I punti chiave non hanno portato sorprese positive che potrebbero forzare revisioni rialziste per le prospettive di crescita del 2016.
Tuttavia, i nuovi dettagli di "Abenomics 2.0" del Giappone suggeriscono che la politica di crescita strutturale si sta muovendo, realmente, nella giusta direzione, con il team di Abe che sta mettendo in atto progressi concreti sulla costruzione di alleanze credibili con business leader, per supportare la sua strategia di crescita. Progressi per l'economia politica verso buy-in e consensus ad ampio raggio tra il governo e il settore privato non dovrebbero essere sottovalutati, dato che possono rappresentare un elemento di forza nel guidare il momentum di medio e lungo termine per il mercato strutturale rialzista negli asset di rischio denominati in Yen - il "Japan Inc." è tornato, a nostro avviso.

Abenomics 2.0: piu' di quel che si puo' vedere

Le informazioni principali
Sul fronte numerico e fattuale, le recenti dichiarazioni politiche rientravano bene all'interno di ciò che era già stato contrassegnato nel corso delle ultime quattro o cinque settimane in varie notizie riportate dalla stampa:
- Abe ha formalmente incaricato i ministri del Governo di redigere un budget supplementare di circa ¥ 3,5 trilioni, pari a circa lo 0,7% del prodotto interno lordo (PIL);
- Abe di fatto si ? impegnato a ridurre l'aliquota dell'imposta sulle società dal 32,11% al di sotto del 30%, con efficacia dall'anno fiscale 2016;
- Abe ha confermato la sua volontà di aumentare il salario minimo del 3% ogni anno per portarlo dall'attuale ¥ 798 a ¥ 1.000 per ora.
Nel futuro immediato, la spinta al salario minimo e il budget supplementare saranno probabilmente più incisivi, in generale, per la loro influenza positiva sulla domanda interna nel 2016, e in particolare durante il periodo che precede le elezioni del Senato a luglio 2016. In particolare, adesso ? confermato che il budget supplementare conterrà un sussidio in denaro ai pensionati a basso reddito fino a ¥ 30.000.

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Data l'elevata propensione al consumo per le persone a basso reddito, questo potrebbe aumentare la spesa dei consumatori nella misura dello 0,25%, secondo le nostre stime. L'impatto del rialzo del salario minimo rischia di essere di grandezza simile. L'Ufficio del Gabinetto stima che un intervallo compreso tra il 5% e 9% della massa salariale totale del Giappone si trovi nella condizione di retribuzione minima proprio adesso. Quindi un aumento del 3% Potrebbe tradursi in un aumento dei redditi aggregati pari circa allo 0,35%. Ancora una volta, la propensione al consumo potrebbe essere relativamente elevata, a nostro avviso.
Il ritorno di "Japan Inc."
Più importante della crescita aritmetica modestamente positiva descritta sopra sono le positive e mirate dinamiche decisionali che stanno guidando le priorità di Abenomics 2.0. Dopo anni di sfiducia e di non-cooperazione, gli annunci della scorsa settimana dimostrano la rinascita dello "Japan Inc.", la cooperazione tra gli imprenditori (business leader) e l'ufficio del Primo Ministro sta cominciando a prendere piede.

Risultati concreti e tangibili sono emersi già nelle scorse settimane. La Keidanren Giapponese - la più rilevante associazione del business in Giappone - ? d'accordo ad impegnarsi per aumentare sia gli investimenti di capitale, nonché la base retributiva dei lavoratori. In particolare, ha promesso di aumentare il Capex da 71,1 trilioni ¥ a 81,7 ¥ trilioni nei prossimi due anni, con un incremento di circa il 7% annuo; allo stesso tempo, la base di retribuzione dei lavoratori dovrà essere aumentata di oltre il 2% concessa quest'anno.
In cambio, la Keidanren ha ottenuto l'accordo dal Primo Ministro Abe sulla focalizzazione e raggiungimento di nove priorità fondamentali sul fronte politico:
- Taglio iniziale delle imposte sulle società (fatto; vedi sopra); o Taglio della tassa sulle immobilizzazioni materiali per i nuovi acquisti di attrezzature;

- Focus sulla deregolamentazione pro-business;
- Promozione delle potenzialità del libero scambio del Trans-Pacific Partnership (TPP) e di un'ulteriore espansione del libero scambio;
- Assicurare fornitura di energia stabile e a basso costo; o Promuovere tecnologia di nuova generazione;
- Espandere il supporto fiscale per la ricerca e lo sviluppo;
- Promuovere la partecipazione del lavoro più attiva tra le donne, i giovani, gli anziani e i non giapponesi;
- Aumentare la liquidità del mercato del lavoro e della mobilità attraverso la deregolamentazione.
E' importante notare che la lobby delle grandi imprese in Giappone sta ormai apertamente mettendo in agenda una partecipazione più attiva del lavoro, che comprende i non-giapponesi. In altre parole, lentamente ma inesorabilmente il tabù - di fatto - di discutere dell'immigrazione sta cominciando a erodersi. A questo punto, i responsabili politici e dirigenti d'impresa sono pienamente consapevoli di quanto stretto il mercato del lavoro sia diventato, e il puro pragmatismo sta cominciando a entrare in gioco, a nostro avviso.

Mentre, nella nostra esperienza, molti investitori globali restano concentrati sul giudicare i progressi della Abenomics dal fatto se il Giappone inizierà a fare affidamento sul lavoro "non Giapponese" per aumentare il potenziale di crescita interna, la priorità domestica è chiaramente legata alle modifiche delle leggi fiscali: tre delle nove richieste dal Keidanren coinvolgono la riforma fiscale (ad esempio, un più basso tasso effettivo, una più bassa tassa sulle immobolizzazioni (attrezzature) e maggior sostegno fiscale alla ricerca e sviluppo.
Come sempre, modifiche al fisco risultano complesse e devono essere studiate attentamente. Tutti i dettagli cominceranno ad essere definiti a breve, dato che il dibattito sul budget nazionale del prossimo anno avrà il suo culmine nelle prossime tre-quattro settimane.
Per adesso, ciò che conta è che il tasso tendenziale venga tagliato al di sotto del 30% l'anno prossimo, e le politiche fiscali adeguate per generare maggiori investimenti in attrezzature aziendali e spesa per la ricerca e sviluppo siano all'ordine del giorno, con la lobby delle grandi imprese impegnata a fornire più del 7% del Capex dal prossimo anno, se Abe rispetterà la sua parte del patto.

Per gli investitori, la crescente trasparenza di un concreto sostegno fiscale per la spesa in attrezzature potrebbe segnare un punto di svolta positivo per le aziende giapponesi attive nei beni strumentali dopo un deludente 2015, a nostro avviso.
Che dire di Banca del Giappone (BoJ)?
Gli annunci politici delle scorse settimane non hanno coinvolto direttamente la Banca del Giappone (BOJ). Tuttavia, indirettamente, la crescente certezza di un impulso fiscale sia per i redditi delle famiglie che per gli investimenti delle imprese ha probabilmente rafforzato un ulteriore stimolo di politica monetaria, attesa con un po' di ritardo.
Un fattore aggiuntivo nella tempistica della prossima mossa sarà la decisione imminente dalla Federal Reserve (Fed) nel mese di dicembre.
Data la vasta esperienza e il network nel mondo della finanza internazionale, il governatore della BOJ, Haruhiko Kuroda, potrebbe benissimo prendere un approccio attendista: "aspetta e vedi". Parliamo chiaramente: se la Fed potesse fare parte del lavoro della BOJ, modificando la politica monetaria relativa attraverso tassi più elevati negli Stai Uniti, il Giappone potrebbe prendere uno stimolo da "free ride", dato che l'aumento dei differenziali dei tassi Usa-Giappone riavviarebbe un carry trade che spingerebbe lo yen in basso e il dollaro in alto.

Proprio come i business leader, la BOJ ? parte integrale del "One team, One dream"
Manteniamo la nostra idea di un probabile ulteriore stimolo monetario in arrivo dal Giappone, con la linea temporale adesso probabilmente spostata da marzo a maggio 2016, invece che nel 2015. Continuiamo a sottolineare che il driver principale vada al di là del dibattito intorno al "CPI di inflazione aritmetica" e a cosa il corretto paniere dell'indice dovrebbe essere simile.
Le nostre riflessioni si basano sulla convinzione che il Primo Ministro Abe stia portando tutte le parti coinvolte nella politica economica: business leader, leader della politica fiscale, leader della politica monetaria e i leader regolamentari, verso il cosidetto "One Team, One Dream".
La verifica più chiara della nostra tesi centrale sarebbe se la BOJ incorporerà il target di 600 trilioni ¥ di PIL nominale di Abe nel suo obiettivo di politica monetaria.

Più concretamente, gli strumenti del contributo alla strategia di crescita della BOJ nel 2016, potrebbero essere, a nostro avviso, l'aumento del budget di acquisto degli Exchange Traded Fund (ETF) da 3 trillioni ¥ a 6 trillioni ¥, ampliando le opzioni di obbligazioni eligibili per acquisti della BOJ includendo "zaito" e titoli di Stato regionali, nonché, eventualmente, la possibilità di adottare tassi negativi per incoraggiare spostamenti di saldi di cassa del settore privato verso asset produttivi e più rischiosi.
A nostro avviso, in tutto o in parte, questi strumenti monetari potrebbero essere messi in atto in Giappone entro la metà del 2016 al piu' tardi.
 



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