23/12/2015

idee

Che cos'è l'innovazione?

 

Lazzari (Arc Asset Management): si tratta di un qualcosa che porta a una crescita e si riproduce, ha rendimenti di scala senza crescenti, ma ciò è possibile grazie allo scambio tra gli individui. Corre sullo stesso binario della tecnologia

L'innovazione è un cambiamento. Ma che tipo di cambiamento? E' una scoperta?
Il tempo meteorologico cambia spesso in una giornata, ma sicuramente non rappresenta un'innovazione. L'innovazione non è nemmeno una scoperta, intesa come qualcosa di nuovo che nasce, d'improvviso, senza nessun collegamento con il passato; qualcosa che per lo più scaturisce casualmente.

Che cos'è l'innovazione?

L'innovazione è forse una scoperta unita ad un particolare cambiamento, è un mutamento determinato, voluto, cercato, che deve portare ad un miglioramento, ad un progresso, e deve essere anche in grado di essere valutato.
Innovare non significa per forza rompere con il passato, al contrario, deve cercare di migliorarlo e di incrementarlo. Se non genera progresso non è innovazione, ma bensì novità, cambiamento, scoperta…
Ma l'innovazione come si realizza?
Sicuramente ci vuole immaginazione, senza la quale non si riesce ad alimentare la capacità di innovare, bisogna andare oltre l'abitudine ed i luoghi comuni, perché uccidono ogni immaginazione, in quanto ci fanno vedere secondo le loro intenzioni.
Poi è fondamentale innestare nel ciclo produttivo o distributivo - continuamente day by day - le nuove metodologie, le soluzioni, le novità, all'attività tradizionale.

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Amazon applicando le potenzialità offerte dall'innovazione digital a un mercato tradizionale è diventata una delle più grandi aziende. Questo è un esempio di innovazione: un passato che continua nel futuro migliorandolo, senza essere intrappolati nel passato stesso e che lo trascende. Bisogna avere la forza di rompere con le nostre abitudini, di fare previsioni e analisi libere dal passato: come diceva Nietzsche, "il peggior modo per ripagare il maestro è rimanere allievo".
Oggi l'innovazione è imprescindibile dall'approccio digital, dalla continua interconnessione di dati, cose e/o persone. La conseguenza di questo è che il progresso può e deve avvenire attraverso l'intelligenza collettiva. I servizi o i prodotti non possono essere realizzati dall'individuo, come è avvenuto in passato, oggi il singolo può far crescere la specie umana, attraverso lo scambio di competenze passando dall'intelligenza singola a quella collettiva, e il mondo digital ora rende questo sempre più possibile e necessario.

L'innovazione è come una torcia che accende altri fiammiferi, senza però che lei perda la propria fiamma e si consumi per loro.
L'innovazione porta a una crescita e si riproduce, ha rendimenti di scala senza crescenti, ma ciò è possibile grazie allo scambio tra gli individui.
Innovazione non significa necessariamente tecnologia. In ambito finanziario, non tanto nel settore bancario quanto soprattutto nell'offerta di servizi e di soluzioni nell'ambito del risparmio gestito o individuale e nell'asset management, la tecnologia è stata ancora poco utilizzata e quindi le potenzialità per fintech (la tecnologia digitale applicata al settore finanziario) sono notevoli.
È possibile quindi sostenere che innovazione e tecnologia corrono sullo stesso binario.
Prendiamo ad esempio la tecnologia web. Oggi il consumatore ha la possibilità di acquistare sul web, anche tramite app, oggetti di varia natura. Perché non permettere al consumatore 2.0 la possibilità di usufruire dell'innovazione anche nel settore finanziario?

Negli ultimi tempi, anche in questo ambito, abbiamo assistito a delle straordinarie innovazioni tecnologiche: i robo-advisor, una sorta di consulente finanziario virtuale che, sfruttando la tecnologia, offre servizi di consulenza finanziaria al pubblico in modo efficiente e a un costo competitivo, puntando sulla semplicità e sulla qualità dell'esperienza online per il consumatore; piattaforme applicative che riguardano la produzione e la distribuzione di prodotti finanziari allo scopo di innovare la finanza tradizionale e di creare nuove opportunità.
Parliamo quindi di fintech: un mercato per sua natura tradizionale che si apre alla volontà di innovare.
L'importanza dell'innovazione, anche in questo settore, si evince dal numero sempre maggiore di startup che, per definizione, devono avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Nel settore del risparmio gestito, in particolare tra gli operatori di venture capital, si sta registrando un interesse crescente verso questa tipologia di iniziative.

A mio avviso è necessario cavalcare il momento per poter offrire rapidamente nuovi servizi, come nel caso di Amazon, partendo dal mercato tradizionale: dalla semplice firma di un mandato è possibile offrire un servizio di identificazione a distanza certificato; o una app rivolta ai gestori con la possibilità di interagire direttamente con i clienti, anche potenziali.
Le "fintech" di successo dovranno avere due caratteristiche fondamentali, semplicità e sicurezza.
Rendere più semplice la vita del risparmiatore, consentendo allo stesso tempo di aumentare le sue opportunità e l'autonomia di scelta, quando, come e con l'operatore selezionato.
Allo stesso modo il tutto avviene nella massima sicurezza.
Pensando al mondo digital non posso che immaginare un futuro in progresso.
Angelo Lazzari, Amministratore Delegato di Arc Asset Management



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