06/01/2016

economia

Cosa succedera' dopo la decisione della Fed

 

Tank (Neuberger Berman): nel 2016 sono previsti otto incontri della Fed e le cose potrebbero farsi molto interessanti. Se i mercati hanno ragione, si potrebbero avere aumenti dei tassi a seguito di due o tre di queste riunioni

Era da tempo ormai che la Federal Reserve mandava messaggi circa un rialzo dei tassi, in modo da preparare bene i mercati per la sua decisione di aumentare il tasso sui Fed Fund di 25 punti-base, il primo rialzo in nove anni.
Janet Yellen ha detto fin dall'inizio del 2015 che il FOMC si preparava a normalizzare i tassi rispetto al livello zero e che quando il processo fosse iniziato la commissione si sarebbe mossa con grande cautela. Anche se le comunicazioni sono state talvolta poco chiare, in ultima analisi questi due elementi del messaggio sono stati importanti nella definizione delle aspettative di mercato.

Cosa succedera' dopo la decisione della Fed

Probabilmente l'aumento dei tassi a dicembre non sarà un evento una tantum. A nostro avviso, la stretta finanziaria sarà un processo graduale, come è stato possibile osservare nel prezzo forward che nelle scorse settimana indicava una probabilità dell'80% circa di un rialzo dei tassi e, in prospettiva, un tasso dei Fed Funds di circa 90 punti base a fine 2016.
Il prossimo anno sono previsti otto incontri della Fed e le cose potrebbero farsi molto interessanti. Se i mercati hanno ragione (e i futures dei Fed Fund hanno funzionato molto meglio degli economisti della Fed e di Wall Street nel predire la traiettoria della politica monetaria), si potrebbero avere aumenti dei tassi a seguito di due o tre di queste riunioni. È molto probabile che la Fed farà una pausa nel meeting di gennaio e aspetterà di vedere cosa succede e che farà una nuova mossa solo dopo una accurata lettura dei dati. A mio avviso, l'effetto sarà quello di far salire la suspense intorno a ciascuno di questi incontri mentre i membri del FOMC ed i mercati dibattono sulla strada giusta da percorrere.

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È importante sottolineare che la transizione che la Fed sta iniziando, da un'economia massicciamente stimolata dalla politica monetaria ad una che si basa sui fondamentali, è del tutto normale e del genere che si è verificato in tutti i cicli monetari Usa dell'era moderna. Tali transizioni possono essere difficili in quanto gli investitori tendono a dubitare della crescita futura. Naturalmente, il ciclo attuale è molto lontano dall'essere normale ma credo che gli investitori abbiano acquisito fiducia rispetto al fatto che l'economia americana ed i mercati possano continuare ad avere buone performance una volta iniziato il processo di normalizzazione.
Come al solito, anche il prossimo anno la Fed monitorerà tre elementi chiave nelle sue analisi: l'inflazione, l'occupazione e le condizioni dei mercati finanziari. Con la normalizzazione dei prezzi dell'energia e delle materie prime verso il basso, molti pensavano che le buone notizie sull'inflazione fossero finite ma abbiamo appena assistito ad un'altra discesa dei prezzi energetici. Questo meriterà costante attenzione. Lo stesso vale per il rallentamento della crescita in Cina dato il suo impatto considerevole sull'economia mondiale, ed ovviamente anche su quella degli Stati Uniti. La manifattura è stata debole a livello globale mentre i settori dei servizi hanno continuato ad andare bene. Il trend dell'occupazione negli Usa sembra generalmente positivo.

Supponendo che la Fed non stia commettendo un errore di politica, crediamo saranno gli asset obbligazionari più rischiosi a beneficiare di questo processo lungo e graduale, includendo i senior floating rate loan e le obbligazioni ad alto rendimento di qualità superiore (con attenzione nella selezione dei nomi energetici). Anche selezionare debito dei mercati emergenti sembra molto interessante dal punto di vista delle valutazioni. Sul fronte azionario, la prospettiva del lento rialzo dei tassi potrebbe sostenere i corsi azionari. Tuttavia, una delle principali incognite è rappresentata dagli utili societari e dal proseguimento o meno dell'attuale stagnazione (che negli Usa riflette, tra gli altri fattori, la debolezza delle società energetiche e la forza del dollaro).
Ritengo che la Fed abbia preso una decisione importante, anche se telefonata, di iniziare ad alzare i tassi dai minimi storici. Ancora più importante, però, è il percorso che verrà intrapreso a partire da qui. Anche se potrebbero emergere delle polemiche a ciascuna delle riunioni della Fed nel 2016, appare probabile un percorso graduale verso tassi sostanzialmente moderati.

Brad Tank, Chief Investment Officer Fixed Income di Neuberger Berman
 



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