10/02/2016

idee

Italia al 41° posto su 109 Paesi per capacita' di attirare i talenti e mobilita' internazionale

 

Secondo il Global Talent Competitiveness Index (GTCI) Svizzera, Singapore e Lussemburgo ancora sul podio. L'importanza della mobilità dei talenti: la retribuzione, da sola, non basta per attirarli e fidelizzarli

"Capacità di attirare i talenti e mobilità internazionale" è stato il tema del Global Talent Competitiveness Index (GTCI) 2015-16, uno studio annuale fondato sul una ricerca INSEAD condotta in collaborazione con Adecco Group e HCLI (Human Capital Leadership Institute di Singapore)

Italia al 41 posto su 109 Paesi per capacita' di attirare i talenti e mobilita' internazionale

Lo studio verte sulle conclusioni derivate dalla correlazione significativa tra la circolazione dei talenti e la prosperità economica. La mobilità è fondamentale per colmare i gap di competenze; inoltre, un'alta percentuale di lavoratori orientati a innovazione e imprenditorialità sono nati o hanno studiato all'estero. Non sorprende quindi rilevare che i primi in classifica siano destinazioni ambite dai professionisti altamente qualificati. Con l'emergere di nuove forme di flussi migratori, gli organi decisionali devono plasmare politiche e strategie più consone alle questioni urgenti delle comunità locali e agli interessi di più lungo periodo dei cittadini.
I tre Paesi migliori in termini di competitività dei talenti sono la Svizzera al primo posto, seguita da Singapore e Lussemburgo, rispettivamente secondo e terzo classificato, a conferma delle posizioni del 2014.

I Paesi classificati nella top 10 hanno dimostrato una chiara apertura in termini di mobilità dei talenti: circa il 25% delle rispettive popolazioni di Svizzera e Lussemburgo è nato all'estero; la percentuale sale al 43% a Singapore. La proporzione è significativa anche negli Stati Uniti (4), Canada (9), Nuova Zelanda (11), Austria (15) e Irlanda (16). La top 20 non ha subito modifiche rilevanti rispetto alla pubblicazione dell'ultima edizione della relazione GTCI, fatta eccezione per l'ingresso della Repubblica Ceca (20) nel gruppo, il netto miglioramento della performance della Nuova Zelanda e una modesta flessione per Canada e Irlanda.
L'Italia occupa il 41esimo posto nel ranking che comprende 109 Paesi. Da un lato, il nostro Paese vanta alti standard dal punto di vista della capacità di sviluppare e formare talenti e le loro competenze professionali, dall'altro però non risulta sugli stessi livelli per quanto riguarda la capacità di attrarre nuovi talenti e professionisti.

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La "circolazione dei cervelli"
Commentando i risultati, Ilian Mihov, Rettore di INSEAD, ha affermato che "a fronte della rapida evoluzione delle dinamiche dei mercati del lavoro globali, l'indice GTCI assume un'importanza sempre maggiore per i principali influencer alla ricerca di strumenti quantitativi e raccomandazioni che contribuiscano a dare impulso alla competitività e a raccogliere le sfide attuali nel mondo del lavoro. Persino le principali economie come Cina, Germania e Brasile subiranno i contraccolpi delle gravi carenze di manodopera".
Secondo Bruno Lanvin, Executive Director di Global Indices presso INSEAD, e co-autore della relazione, "una raccomandazione chiave che emerge dalla relazione riguarda gli Stati, che devono imparare a gestire le nuove dinamiche emergenti della "circolazione dei cervelli" con maggiore abilità. Mentre la mobilità economica temporanea di figure altamente qualificate potrebbe essere inizialmente considerata come una perdita per il paese di origine, gli stati devono tener conto del guadagno netto che percepiranno al momento del ritorno in patria. Lo sviluppo eccezionale del settore dell'elettronica di Taiwan, grazie ai lavoratori rimpatriati dalla Silicon Valley, è un modello preso ad esempio da molti.

Nuove tecnologie potrebbero creare nuove sfide per i lavoratori aventi livelli diversi di competenze: l'automazione sta annientando i lavori non specializzati; gli algoritmi potrebbero determinare la delocalizzazione delle posizioni che richiedono competenze di livello medio".
Paul Evans, Professore emerito titolare della cattedra di Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo intitolata alla Shell, presso INSEAD, e Direttore Accademico e co-autore dell'indice GTCI, ha sottolineato che "la nostra analisi dei dati globali mostra che la retribuzione, da sola, non basta per attirare e fidelizzare i talenti, anche dall'estero la qualità della gestione assume infatti un ruolo sempre più importante. Mentre le opportunità di istruzione superiore rimangono un fattore chiave nella capacità di attirare e fidelizzare i talenti, un fattore di richiamo sempre più irrinunciabile coincide con la professionalità delle imprese e delle pratiche di gestione, come dimostrato dall'ottimo posizionamento in classifica dei Paesi Nordici che brillano in termini di meritocrazia, gestione professionale e attenzione verso lo sviluppo dello staff. Un aspetto particolarmente importante per la generazione del millennio, formata dai leader creativi del futuro".

Andrea Malacrida, Amministratore Delegato Adecco Italia, si è detto "fiducioso sulla possibilità, anche per il mercato italiano, di poter iniziare a costruire forme di attrazione verso i migliori talenti e candidati. L'alternanza generazionale, in questo caso, può essere un primo passo verso questo obiettivo, così come buone prospettive di miglioramento possono derivare dai percorsi di alternanza scuola-lavoro. E' inoltre necessario - continua Malacrida - guardare alla mobilità internazionale anche come occasione per i talenti di raggiungere le proprie ambizioni. È importante che chi ha maturato esperienze di lavoro all'estero, però, possa rientrare nel nostro Paese e possa avere la possibilità di valorizzare le proprie competenze.
Gli otto messaggi chiave
Attraverso l'analisi e il confronto delle valutazioni conseguite dai singoli stati, emergono vari pattern e analogie, che convergono verso otto messaggi chiave relativi al tema di quest'anno:

1. La mobilità è diventata un ingrediente chiave dello sviluppo di talenti: trascurando di incoraggiare mobilità internazionale e "circolazione dei cervelli", il talento creativo non raggiungerà la fase di pieno sviluppo.
2. Il dibattito sulla migrazione deve passare da emozioni a soluzioni: adottando una prospettiva orientata al talento, gli stati trarranno vantaggio dalla gestione della circolazione delle persone.
3. Le pratiche di gestione fanno la differenza in termini di capacità di attirare i talenti: oltre agli incentivi economici e al tenore di vita, un'altra discriminante importante nella capacità di attirare i talenti è la professionalità della gestione e l'investimento nello sviluppo dello staff.
4. Mentre le persone continuano a spostarsi dove ci sono lavori e opportunità, ora i lavori si stanno spostando dove ci sono talenti: alcuni paesi hanno cominciato ad attirare l'attenzione degli investitori internazionali a fronte della disponibilità di talento creativo a costo ragionevole: Cina, Corea del Sud, Filippine e Vietnam nella

regione Asia-Pacifico; Malta, Slovenia, Cipro e Moldavia nella regione Europea; Turchia, Giordania e Tunisia nella regione MENA; e Panama in America Centrale.
5. Debuttano nuovi poli in grado di attirare talenti: Mentre gli USA, Singapore e la Svizzera da sempre rappresentano mete privilegiate dai talenti, la concorrenza potrebbe inasprirsi tra i poli emergenti come Indonesia, Giordania, Cile, Corea del Sud, Ruanda e Azerbaigian, a fronte dell'incremento dei lavoratori interessati a queste destinazioni sempre più interessanti.
6. I lavoratori non qualificati continuano a essere sostituiti da robot, mentre gli algoritmi determinano la delocalizzazione dei lavoratori della conoscenza: mentre la tecnologia e altri fattori continuano a ridefinire la mobilità, i lavoratori della conoscenza ne subiscono le conseguenze e tale evoluzione segnala la possibile delocalizzazione di interi settori di attività. Alcuni potrebbero dover lavorare virtualmente da casa per diversi datori di lavoro, mentre altri saranno costretti a riqualificarsi e trasferirsi lontano per trovare lavoro.

7. In un mondo caratterizzato dalla circolazione di talenti, città e regioni rivestono un ruolo sempre più importante nella gara per aggiudicarsi il talento globale: agilità e branding delle città sembrano essere discriminanti più critiche rispetto alla dimensione, poiché sempre più metropoli adottano politiche creative per attirare i talenti da tutto il mondo.
8. La scarsità delle competenze professionali affligge i paesi emergenti: i gap nelle competenze professionali persistono nei paesi emergenti come Cina, India, Sudafrica, e soprattutto in Brasile, dove le capacità dei talenti mostrano segni di indebolimento su tutti i fronti. Anche alcuni paesi ad alto reddito come Irlanda, Belgio e Spagna cominciano a manifestare lo stesso fenomeno.
Quest'anno l'indice GTCI ha ottimizzato la copertura geografica, analizzando 109 stati (rispetto ai 93 del 2014), che rappresentano l'83,8 percento della popolazione mondiale e il 96,2 percento del PIL mondiale.

 



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