13/04/2016

economia

Paesi emergenti: un po' di fiducia dopo lo scetticismo

 

Secondo un report di Raiffeisen le azioni EM potrebbero avere un andamento molto positivo nei prossimi 5-10 anni in base alle valutazioni favorevoli che hanno ottenuto nel frattempo. Tuttavia, non è possibile fare alcuna previsione per i prossimi mesi

I mercati azionari dei Paesi emergenti si sono stabilizzati a febbraio e da metà mese avevano iniziato una netta ripresa che si è notevolmente rafforzata durante i primi giorni di marzo. Un aiuto è giunto sia dall'aumento dei prezzi delle materie prime sia dalla crescente convinzione degli operatori di mercato che la banca centrale USA probabilmente per ora si asterrà da ulteriori rialzi dei tassi d'interesse. Quest'ultima potrebbe, tuttavia, rivelarsi anche un'interpretazione errata, perché i recenti dati congiunturali negli USA stanno più che altro aumentando la pressione sulla banca centrale per alzare i tassi d'interesse.

Paesi emergenti: un po' di fiducia dopo lo scetticismo

Contrariamente ai mercati azionari sviluppati, almeno a febbraio l'MSCI Emerging Markets non aveva più fatto segnare nuovi minimi, ma è rimasto decisamente sopra i corsi minimi di gennaio. Questo riflette l'eventuale inizio di una forza relativa dei mercati dei paesi emergenti e ciò a sua volta sarebbe un segno molto positivo per le prossime settimane e mesi.
L'atteggiamento degli investitori internazionali nei confronti dei mercati emergenti è stato molto negativo all'inizio dell'anno, e anche questo aumenta le possibilità di una forte ripresa dei corsi - almeno nel breve periodo. Il diffuso scetticismo e il marcato pessimismo della maggior parte degli investitori hanno, inoltre, significativamente contribuito affinché le valutazioni delle azioni degli Emerging Markets siano così interessanti come in pochi altri momenti negli ultimi due, tre decenni. Il loro rapporto medio prezzo-utile degli ultimi 10 anni è di circa 10-11. Negli ultimi 25 anni è sceso sotto quota 10 solo sei volte e in ognuno di questi casi nei cinque anni successivi avevano fatto seguito marcati rialzi dei corsi di ben oltre il 100% cumulativamente.

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Naturalmente da ciò non si possono dedurre previsioni future, dato che l'economia mondiale e il contesto finanziario negli ultimi decenni hanno subito notevoli cambiamenti. Illustra comunque che le azioni dei Paesi emergenti potrebbero avere un potenziale in termini di quotazioni abbastanza elevato, se la situazione fondamentale e la percezione degli investitori dovessero cambiare in positivo. La parola chiave è naturalmente "quando". Oggi come oggi, le possibilità di un tale miglioramento nei prossimi trimestri sono abbastanza buone. Se, tuttavia, l'economia mondiale dovesse, contrariamente alle aspettative, rallentare ancora significativamente e addirittura scivolare in una recessione, sarà molto difficile un rialzo dei corsi azionari nei paesi emergenti.
Comunque, è possibile che anche in tal caso tengano meglio, in termini relativi, dei mercati sviluppati, nettamente più cari. Dopo oltre cinque anni di performance inferiori alla media sarebbe senz'altro giunto il momento di una riscossa.

Le basse valutazioni azionarie in molti Paesi emergenti rispecchiano naturalmente la redditività in calo delle imprese in tali Paesi e il tasso di crescita ridotto. Allo stesso tempo, riflettono, però, anche aspettative molto negative. Scontano un'ulteriore riduzione della crescita e degli utili e potenziali nuovi problemi provenienti da/in Cina, così come nuove svalutazioni valutarie. Proprio riguardo a queste ultime è, però, già successo molto negli ultimi anni e dal punto di vista odierno dovremmo aver superato la stragrande maggioranza dei riallineamenti valutari.
Di conseguenza, i saldi delle partite correnti di numerosi Paesi emergenti sono già notevolmente migliorati. In breve, le azioni EM potrebbero avere un andamento molto positivo nei prossimi 5-10 anni in base alle valutazioni favorevoli che hanno ottenuto nel frattempo. Tuttavia, in base a questa informazione non è possibile fare alcuna previsione per i prossimi mesi e naturalmente sono sempre possibili nuove battute d'arresto.



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