27/04/2016

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Il commercio mondiale di merci contraffatte vale 338 miliardi di euro

 

Secondo un rapporto dell'OCSE e dell'EUIPO le importazioni di merci contraffatte e usurpative valgono circa il 2,5% delle importazioni globali. Italia al secondo posto tra i Paesi più colpiti dopo gli USA

Per l'Italia il danno della contraffazione è enorme. Secondo gli ultimi dati disponibili del 2013 il commercio internazionale di merci contraffatte e usurpative ha un valore pari a 461 miliardi di USD (338 miliardi di euro), equivalente al 2,5% degli scambi commerciali a livello mondiale.
Nell'UE questi prodotti hanno rappresentato ben il 5% delle importazioni totali, per un valore fino a 85 miliardi di EUR.

Il commercio mondiale di merci contraffatte vale 338 miliardi di euro

Sono questi alcuni dei risultati principali di una relazione congiunta dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) resa nota a Parigi, che presenta un'analisi quantitativa del valore del commercio mondiale di merci contraffatte e usurpative.
Il documento, intitolato "Trade in Counterfeit and Pirated Goods: Mapping the Economic Impact" (Il commercio di merci contraffatte e usurpative: una mappatura dell?impatto economico), stima gli effetti economici della contraffazione e della pirateria sugli scambi internazionali in base ai dati relativi a quasi mezzo milione di sequestri doganali. Secondo le conclusioni dell'analisi i prodotti contraffatti e usurpativi possono provenire da tutte le economie. Nel contesto di tale fenomeno, le economie emergenti svolgono un ruolo importante in quanto produttrici di prodotti contraffatti o zone di transito.

Le merci in questione vanno da beni di lusso e prodotti industriali (quali macchinari, componenti di ricambio o sostanze chimiche) ad articoli di consumo con un impatto sulla sicurezza personale (come prodotti farmaceutici, alimenti e bevande, attrezzature mediche o giocattoli). I contraffattori ricorrono sempre più a piccole spedizioni, in parte per l'aumento del commercio elettronico oltre che per ridurre il rischio e le conseguenze finanziarie di un'eventuale individuazione.
I marchi maggiormente danneggiati dalla contraffazione sono registrati soprattutto nei Paesi membri dell'OCSE e dell'UE, come Stati Uniti (20%), Italia (15%), Francia e Svizzera (12%), Giappone e Germania (8), Regno Unito (4%) e Lussemburgo (3%).
Tuttavia la relazione evidenzia altresì che le violazioni riguardano in misura crescente le economie emergenti, a riprova del fatto che la contraffazione rappresenta un rischio per le società innovative a prescindere dalla loro ubicazione.

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I dati analizzati nel documento, forniti dall'Organizzazione mondiale delle dogane, dalla direzione generale della Fiscalità e dell'unione doganale della Commissione europea e dai servizi statunitensi delle dogane e della protezione delle frontiere, tratteggiano un'immagine precisa dell'impatto economico della contraffazione e della pirateria sugli scambi internazionali a livello mondiale.
Secondo il direttore esecutivo dell'EUIPO, António Campinos, "la proprietà intellettuale (IP) genera valore per le imprese e le economie, e l'efficace tutela e applicazione della PI aiutano a promuovere l'innovazione e la crescita economica. Ai governi di tutto il mondo occorrono dati affidabili e oggettivi per poter valutare il pericolo posto dalla contraffazione e dalla pirateria a livello nazionale, dell'UE e internazionale. Questa relazione fornisce loro un contributo per lo svolgimento di tale compito".

La relazione è stata preparata nell'arco di 18 mesi ed è frutto della stretta collaborazione tra l'EUIPO e l'OCSE. Allo stesso tempo l'EUIPO conduce una serie di studi per quantificare l'impatto economico della contraffazione in settori chiave nell'UE.
Qui il report OCSE completo: http://www.oecd.org/governance/trade-in-counterfeit-and-pirated-goods-9789264252653-en.htm

 



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