11/05/2016

economia

Commissione Europea: tenere la rotta fra rischi elevati

 

Secondo le previsioni economiche per il 2016, ci sarà una crescita dell'1,6% nella zona euro e dell'1,8% nell'UE. Dombrovskis: risolvere i problemi di debito pubblico e privato, vulnerabilità del settore finanziario o perdita di competitività

Le previsioni indicano che la crescita economica in Europa resterà modesta a causa del rallentamento registrato da partner commerciali fondamentali e visto che cominciano a scemare alcuni dei fattori che l'hanno sostenuta finora. Di conseguenza, nel periodo 2015-2017 il PIL dovrebbe continuare a crescere a tassi modesti nella zona euro. Nelle previsioni economiche di primavera la Commissione indica per la zona euro una crescita del PIL dell'1,6% nel 2016 e dell'1,8% nel 2017, a fronte dell'1,7% del 2015 (le previsioni d'inverno indicavano 1,6% per il 2015, 1,7% per il 2016 e 1,9% per il 2017). Per l'UE è prevista una flessione della crescita del PIL, che dal 2,0% dell'anno scorso scenderà all'1,8% nel 2016 per poi risalire all'1,9% nel 2017 (le previsioni d'inverno indicavano 1,9% per il 2015, 1,9% per il 2016 e 2,0% per il 2017).

Commissione Europea: tenere la rotta fra rischi elevati

Rendendo più facile e meno costoso l'accesso ai finanziamenti la politica monetaria molto accomodante ha creato le premesse per una ripresa degli investimenti. Quest'anno la crescita della zona euro dovrebbe poter contare sul sostegno di una politica di bilancio favorevole. Tuttavia, nonostante il nuovo calo dei prezzi del petrolio a inizio 2016 abbia prolungato l'effetto di stimolo sul reddito reale disponibile, via via che i prezzi del petrolio risaliranno questo sostegno perderà gradualmente vigore. Analoga la situazione del corso dell'euro: sebbene il deprezzamento del passato rechi ancora un qualche giovamento alle esportazioni della zona euro, il recente apprezzamento della moneta potrebbe esporre maggiormente la zona euro agli effetti del rallentamento della crescita esterna.
Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: "L'Europa prosegue sulla via della ripresa economica, ma il contesto mondiale è diventato meno favorevole. La crescita futura dipenderà sempre più dalle possibilità che noi stessi ci creeremo. Per molti Paesi questo implica un'intensificazione dell'impegno di riforma strutturale per risolvere problemi annosi: livello elevato del debito pubblico e privato, vulnerabilità del settore finanziario o perdita di competitività. Un'azione politica risoluta per riformare e ammodernare le nostre economie è l'unica strada verso una crescita forte e sostenibile, maggiore occupazione e buone condizioni sociali per gli europei".

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Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha affermato che "In Europa la crescita tiene nonostante il più difficile contesto mondiale. Segnali indicano che gli sforzi politici profusi stanno gradualmente concretandosi in maggiore occupazione e in un sostegno agli investimenti. Ma per combattere le disuguaglianze dobbiamo fare molto di più. Nella zona euro la ripresa resta disomogenea, sia tra gli Stati membri sia tra i più deboli e i più forti nella società. Questo è inaccettabile: occorre un'azione risoluta dei governi, individuale e collettiva".
Le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero crescere entro il 2017
Nel periodo contemplato dalle previsioni la crescita economica dovrebbe aumentare o rimanere sostanzialmente stabile nella maggior parte degli Stati membri. L'anno prossimo le economie di tutti gli Stati membri dovrebbero registrare un'espansione, seppur con una crescita ancora disomogenea nell'UE.

Secondo le previsioni, nel 2016 le esportazioni nette della zona euro continueranno a frenare la crescita; i loro effetti si neutralizzeranno poi nel 2017. La crescita dipenderà quindi dalla domanda interna; l'anno prossimo la crescita degli investimenti dovrebbe salire al 3,8% tanto nella zona euro quanto nell'Unione europea, mentre è attesa una flessione del consumo privato determinata dalla minore crescita del reddito reale conseguente al previsto aumento dell'inflazione.
Mercato del lavoro ancora in miglioramento
Il mercato del lavoro dovrebbe restare su un percorso di miglioramento a ritmo blando, spinto dalla reazione ritardata al miglioramento della congiuntura e dalla crescita contenuta dei salari. In alcuni Stati membri la creazione netta di posti di lavoro trova sostegno anche nelle riforme del mercato del lavoro varate negli ultimi anni e nelle misure di politica di bilancio. Nonostante la prevista permanenza di disparità sul mercato del lavoro ancora per qualche tempo, nella zona euro il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 10,3% nel 2016 e quindi al 9,9% nel 2017 rispetto al 10,9% del 2015. Per l'UE nel suo insieme la disoccupazione dovrebbe scendere dal 9,4% del 2015 all'8,9% nel 2016 e all'8,5% nel 2017.

La politica di bilancio resta favorevole alla crescita, migliorano le prospettive di bilancio
Stando alle previsioni, grazie alla crescita economica e ai bassi tassi di interesse il disavanzo pubblico aggregato continuerà a diminuire quest'anno e il prossimo sia nella zona euro sia nell'UE. A politiche invariate, il disavanzo pubblico nell'insieme della zona euro dovrebbe scendere dal 2,1% del PIL del 2015 (2,4% nell'UE) all'1,9% nel 2016 (2,1% nell'UE) e all'1,6% nel 2017 (1,8% nell'UE). Quest'anno l'orientamento di bilancio della zona euro dovrebbe risultare lievemente espansivo. Al tempo stesso il rapporto debito/PIL nella zona euro dovrebbe proseguire la graduale discesa dal 94,4% del 2014, attestandosi al 91,1% nel 2017 (85,5% nell'UE).
Prezzi dell'energia ancora determinanti per l'inflazione

I prezzi del petrolio sono scesi nuovamente a inizio 2016 trascinando l'inflazione al di sotto dello zero. Stando alle previsioni, nel breve periodo l'inflazione resterà prossima allo zero perché i prezzi dell'energia sono inferiori a quelli di un anno fa. Sono deboli anche le pressioni esterne sui prezzi, per effetto dell'euro in lieve apprezzamento e dei prezzi alla produzione piuttosto contenuti a livello mondiale. L'inflazione dovrebbe registrare un aumento più accentuato nel secondo semestre di quest'anno, via via che risaliranno i prezzi dell'energia e che il maggiore vigore della domanda interna trainerà i prezzi. Le previsioni indicano per la zona euro un'inflazione dei prezzi al consumo dello 0,2% quest'anno (0,3% nell'UE) e dell'1,4% nel 2017 (1,5% nell'UE).
Prospettive ancora tenui di crescita mondiale

L'anno scorso il rallentamento dell'economia nei mercati emergenti ha rallentato la crescita al di fuori dell'UE al ritmo probabilmente più lento dal 2009 (3,2% nel 2015). Le prospettive di crescita del PIL sul piano mondiale si sono ulteriormente attenuate dopo che il rallentamento ha colpito anche grandi economie avanzate; sulle aspettative di una modesta ripresa planano forti incertezze. Secondo le previsioni l'economia mondiale crescerà del 3,1% nel 2016 e del 3,4% nel 2017.
Rischi ingenti per le prospettive economiche in Europa
Sulle previsioni aleggiano grandi incertezze. Tra i rischi esterni si annovera la possibilità che un ulteriore rallentamento della crescita nei mercati emergenti, in particolare in Cina, provochi ricadute più pesanti o si riveli peggiore del previsto. Grande resta l'incertezza legata alle tensioni geopolitiche, le cui ripercussioni sulle economie europee potrebbero essere più negative del previsto. La crescita europea potrebbe risentire anche di oscillazioni repentine dei prezzi del petrolio o di turbolenze sui mercati finanziari. Inoltre, restano ingenti i rischi associati all'evoluzione interna all'UE, ad esempio riguardo al ritmo di attuazione delle riforme strutturali e all'incertezza circa l'esito del referendum sulla permanenza nell'UE indetto nel Regno Unito. Per converso, l'impatto positivo delle riforme strutturali potrebbe rivelarsi più incisivo del previsto, così come più efficace del previsto potrebbe dimostrarsi la trasmissione all'economia reale di politiche monetarie molto accomodanti.



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