11/05/2016

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E' sempre Italia contro Germania

 

Il libro di Francesco Cancellato prova a spiegare come tra i due Paesi debba crescere la collaborazione e non la diffidenza. I tedeschi non devono essere il nostro "nemico" di turno per mascherare l'incapacità di valorizzare le nostre potenzialità. Intervista all'autore 

Uno spettro si aggira per l'Europa. È la germanofobia, la paura per i tedeschi, per la loro ideologia del rigore, le lettere da Bruxelles, i compiti a casa, la fine della crescita a debito. Sono sempre più, in Italia e in Europa, quelli che pensano che se non dovessimo sottostare ai patti scellerati firmati a suo tempo tra Maastricht, Schengen, Bruxelles e Strasburgo staremmo molto meglio.

E' sempre Italia contro Germania

Francesco Cancellato, Direttore de linkiesta.it, ha appena pubblicato "Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione" (Università Bocconi Editore 2016), prova a mettere in dubbio queste certezze: cosa potrebbe succedere grazie alla Germania, mentre siamo impegnati a fare della Germania il bersaglio di ogni nostra frustrazione? E se la via che ci indicano i tedeschi fosse davvero quella da percorrere? E se quello che crediamo essere il nostro nemico fosse in realtà un gigantesco alibi?
"Il libro parte da Berlino, il 9 novembre 1989, nella notte in cui cade il Muro e in cui la Germania ricomincia a costruire la sua inesorabile egemonia su tutto ciò che lo circonda. Un'egemonia fatta di leader politici come Helmut Kohl, Gerhard Schroeder e Angela Merkel, la cui qualità nessun altro Paese è in grado di vantare, e delle loro scelte, sovente coraggiose e lungimiranti" ci racconta l'autore.

E' sempre Italia contro Germania

"Il Fattore G, che dà il titolo al libro, è proprio quell'addendo in più di cui potremmo giovarci se invece di contrapporci alla Germania finissimo per contaminarci un po' di più - afferma Cancellato - o a riconoscere le contaminazioni che già esistono ed esaltarle nel contesto della nostra strategia di crescita, dalla nuova manifattura italo-tedesca alla medesima istanza di emanciparci dalle fonti energetiche fossili, dalla possibilità di un esercito europeo al bisogno di trovare una nuova strategia per fronteggiare, contemporaneamente, l'immigrazione e la crisi demografica. Sino, in ultimo, alla necessità di far parte di un'unica Europa, politica e federale".
Come è nata l'idea del libro?
Credo che il più grande difetto del nostro Paese sia l'auto-indulgenza. Sappiamo valorizzare pochissimo le nostre enormi potenzialità, ma nello stesso tempo tendiamo a nascondere i nostri difetti dietro a un alibi, o a un nemico. Quell'alibi, o nemico, oggi si chiama Germania. Alternativamente la minaccia che vuole conquistarci tutto, o l'egemone riluttante che non vuole prendersi le sue responsabilità. Tutto il contrario di tutto, insomma. Abbastanza per provare a mettermi nei panni di un tedesco e di capire il suo punto di vista. Il risultato è nel libro.

Seguici: 

Perché sostiene che l'Italia abbia bisogno di una Germania forte?
Rispondo con un dato. Appena le esportazioni tedesche hanno rallentato, negli ultimi quattro trimestri, le esportazioni italiane sono progressivamente diminuite, diventando componente negativa della crescita del Pil. La Germania è il nostro principale partner commerciale, quindi, ma non solo. È anche l'unico Paese, perlomeno tra i padri-fondatori dell'Europa, che vuole davvero un'Europa unita, politica. E non sono speculazioni o retroscena, ma ogni intervista che i suoi leader hanno rilasciato, da Kohl a Schroeder, da Schauble a Merkel a metterlo nero su bianco.
Ci potrebbe fare alcuni casi imprenditoriali di successo grazie ad un rapporto di qualità con il mondo tedesco?
Un decimo del valore di ogni automobile tedesca è frutto di componenti italiane. Buona parte dell'elettromeccanica e dell'automazione industriale italiane, due tra le filiere che sono andate meglio in questi anni di crisi, hanno una storica interdipendenza con le analoghe imprese tedesche. E la via tedesca alla manifattura del futuro - quella definita come industria 4.0 - è perfetta per le nostre necessità produttive. Basta andare a vedere lo stabilimento di Sant'Agata Bolognese in cui si produrrà la Urus di Lamborghini. Lamborghini che è di proprietà di Audi, tedesca.

Quali motivi possono spingere a ritenere che la Germania possa continuare ad esercitare un ruolo guida nell'UE?
Se non lo fa, l'Europa muore. E se l'Europa muore sono guai per tutti. Anche per loro.
Quali saranno nei prossimi mesi i momenti chiave del confronto UE-Germania?
La questione dei profughi è solo la prima di tante. Fino a che l'Europa rimarrà l'ibrido che è oggi ogni momento sarà un momento chiave.
Autore: Francesco Cancellato
Titolo: Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione
Editore: Università Bocconi Editore
Pagine 132
e-pub http://ow.ly/4nh4Iy

@federicounnia - Consulente in comunicazione



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