14/09/2016

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Il buon manager si forma a scuola: le 12 competenze chiave per avere successo

 

Benelli (Executive Hunters): formazione scolastica, determinazione e capacità autocritica tra i fattori indispensabili per fare carriera e vincere la sindrome da superlavoro (workaholism)

"Non sono il master o l'anzianità lavorativa che fanno il manager: il cammino per assumere pienamente un ruolo manageriale non può prescindere dall'acquisizione di una serie di soft skill specifiche". Marina Benelli, partner della società di headhunting Executive Hunters, spiega che per raggiungere lo status di manager sono necessari, da un lato, solidi requisiti di base e, dall'altro, competenze che vanno apprese e sviluppate nel tempo, oltre a una reale disponibilità al cambiamento.

Il buon manager si forma a scuola: le 12 competenze chiave per avere successo

Ecco quali sono e come vanno interpretati.
I requisiti di base
1. Intelligenza critica, cui concorre senza dubbio una formazione scolastica di qualità;
2. Flessibilità mentale, che si allena soprattutto nella negoziazione;
3. Rapidità di apprendimento, quindi curiosità e propensione all'approfondimento;
4. Volontà di mettersi in gioco, cioè a lavorare su di sé.
I soft skill
5. Pensiero convergente: vale a dire processi mentali organizzati, capacità di individuare con chiarezza gli obiettivi, capacità di autoesame, per ammettere gli errori e correggerli quando necessario;
6. Orientamento agli obiettivi: saper selezionare gli obiettivi, concentrarsi su quelli principali e perseguirli con determinazione;
7. Gestione delle priorità: saper gerarchizzare le scelte e agire di conseguenza, senza farsi ingabbiare dalla prassi del "first in first out";

Seguici: 

8. Capacità decisionale: mai scontata, in quanto i processi decisionali sono influenzati sia da fattori interni, quali la coscienza di se e dei propri obiettivi, sia esterni, come le persone coinvolte, le risorse disponibili e così via;
9. Intelligenza emotiva: fattore fortemente soggettivo, più naturale per alcuni, più difficile da gestire per altri;
10. Time management: capacità di organizzare il tempo proprio e quello dei collaboratori in maniera efficiente;
11. Strength management: capacità di dosare le proprie energie, seguendo con passione il proprio lavoro, ma senza incorrere in fenomeni estremi (workaholism o burn out);
12. Capacità di sintesi: la qualità delle comunicazioni è fortemente influenzata dalla capacità di essere al contempo sintetici, chiari ed efficaci.



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