09/11/2016

economia

Mercati Emergenti: nel III trimestre il sentiment e' ancora forte

 

Mobius (Franklin Templeton): molti investitori sono alla ricerca di rendimenti maggiori e la percezione del rischio verso la classe di attivi è in miglioramento

I mercati azionari globali sono cresciuti nel terzo trimestre in un contesto di dati macroeconomici generalmente positivi ed una politica monetaria accomodante in diverse regioni. Tuttavia, le incertezze sul momento in cui la Federal Reserve (Fed) statunitense deciderà di operare l'aumento dei tassi di interesse ed i timori che aleggiano attorno allo storico voto del Regno Unito per uscire dall'Unione europea (UE) hanno pesato con una certa intensità sul sentiment di mercato.

Mercati Emergenti: nel III trimestre il sentiment e' ancora forte

In termini generali, sia i mercati azionari emergenti che quelli sviluppati hanno messo a segno una progressione; i titoli dei mercati emergenti hanno in generale sovraperformato gli omologhi dei mercati sviluppati, poiché il miglioramento dei fondamentali e maggiori rendimenti hanno spinto i flussi di fondi verso i mercati emergenti. L'indice MSCI Emerging Markets ha reso il 9,2%, superiore al 5% guadagnato dall'MCSI World, entrambi in termini di dollari statunitensi.
La Fed ha mantenuto i tassi di interesse invariati in occasione della riunione di settembre, ma ha suggerito che la possibilità di un aumento dei tassi è adesso concreta.
Altri sviluppi chiave sono stati l'approvazione del programma Shenzhen-Hong Kong Stock Connect, il voto del Parlamento indiano a favore della riforma fiscale su beni e servizi ed il procedimento di impeachment a carico del Presidente del Brasile Dilma Rousseff.

Seguici: 

Nel frattempo, le quotazioni del greggio sono rimbalzate a fine settembre, in quanto l'OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries) ha deciso di procedere ad un taglio della produzione.
I mercati asiatici hanno continuato a crescere, rendendo la regione il miglior mercato emergente in termini di performance nel trimestre. I mercati di Cina, Taiwan, Hong Kong e Corea del Sud hanno tutti messo a segno rendimenti a due cifre ed anche Indonesia, Thailandia ed India hanno registrato una crescita. Filippine e Malesia sono stati i mercati più deboli ed hanno chiuso il trimestre in flessione. Hong Kong ha beneficiato dei flussi netti originati dal collegamento di sharetrading con Shanghai e dalla forza nei settori del gioco d'azzardo ed immobiliare. I mercati cinesi hanno registrato una progressione ed i dati macroeconomici hanno continuato a mostrare miglioramenti. A Taiwan, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi in occasione della riunione di fine periodo, mentre i dati del PIL del secondo trimestre della Corea del Sud sono stati rivisti al rialzo.

In America Latina, il Brasile si è distinto per una robusta performance, in quanto gli investitori hanno applaudito l'impeachment della Rousseff e accolto Michel Temer come presidente ufficiale del Paese. La debolezza del peso ed una politica monetaria più serrata, tuttavia, hanno indotto il mercato messicano al declino nel trimestre. L'incertezza attorno al referendum per la pace ha contenuto gli utili in Colombia, mentre i bassi prezzi del rame ed un'economia debole hanno indotto il governo cileno ad annunciare un bilancio restrittivo per il 2017, che inciderà sulla fiducia degli investitori.
Il mercato ungherese ha beneficiato di un'accelerazione della crescita del PIL nel secondo trimestre e di bassi tassi d'interesse, mentre un rimbalzo delle quotazioni del petrolio negli ultimi due mesi del trimestre, un taglio dei tassi d'interesse ed una crescita economica nel secondo trimestre migliore del previsto hanno sostenuto i titoli russi. Un colpo di Stato fallito, l'imposizione di uno stato d'emergenza per tre mesi e la debolezza della lira hanno causato il ristagno dei titoli turchi nei mercati globali.

Cosa ci aspetta per il futuro
Continua a migliorare il sentiment verso i mercati emergenti, in quanto molti investitori sono alla ricerca di rendimenti maggiori e la percezione del rischio verso la classe di attivi è in miglioramento. Un rimbalzo delle valute dei mercati emergenti, l'attenuazione delle preoccupazioni per un hard landing in Cina, interessanti valutazioni e fondamentali economici solidi in molte economie sono alcuni dei fattori che hanno continuato a sostenere la performance dei mercati emergenti.
Le società che operano nei settori dei consumi e dell'IT sono particolarmente attraenti per noi nel contesto attuale, soprattutto poiché la tecnologia sta diventando sempre più integrante e competitiva nei mercati emergenti. Riteniamo, inoltre, che i titoli di materie prime selezionate manterranno valutazioni interessanti, soprattutto perché i prezzi delle materie prime danno segni di aver raggiunto i livelli minimi. I prezzi del petrolio, ad esempio, sono attualmente superiori rispetto ai recenti cali.

In molti Paesi, inoltre, la crescita del PIL registra un lento miglioramento e, nel giro dei prossimi anni, paesi come Russia e Brasile potrebbero registrare i più notevoli miglioramenti in termini relativi.
Nel complesso, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita dei mercati emergenti del 4,4% nel 2016 ed un'accelerazione al 4,9% nel 2017; in confronto, si prevede un'espansione dei mercati sviluppati dell'1,8% nel 2016 e dell'1,9% nel 2017.
Nonostante alcuni timori sui potenziali aumenti futuri dei tassi di interesse da parte della Fed, riteniamo che questa condizione sia stata ampiamente scontata dai mercati. Tuttavia, aumenti maggiori o più rapidi del previsto potrebbero determinare una maggiore volatilità a breve termine.
Mark Mobius, Executive Chairman di Franklin Templeton Emerging Markets Group



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