30/11/2016

economia

Investimenti: attenzione alla routine

 

Le Menestrel (La Financière de l'Echiquier): questa situazione (con tassi negativi o pari a zero) è un'anomalia che genera comportamenti sempre più pericolosi man mano che ci si abitua. Quelli che danno vita a bolle speculative

L'appetito degli investitori per le obbligazioni non si smentisce, a giudicare dall'impressionante volume raggiunto dalle ultime emissioni. Appena qualche giorno fa, Danone ha emesso oltre 6 miliardi di euro di debito con scadenze che vanno dai 2 ai 12 anni. Un comodo cuscinetto che permette al direttore finanziario del gruppo alimentare di dormire sonni tranquilli: remunererà i sottoscrittori a un tasso dello 0,17% l'anno per 4 anni e dell'1,20% per i prossimi 12 anni. Non ha certo di che preoccuparsi! E gli Stati non sono da meno: l'Austria approfitta di questo periodo benedetto per gli obbligazionisti per collocare con successo obbligazioni a 70 anni a un tasso pari a... 1,55%.

Investimenti: attenzione alla routine

La ricerca del rendimento a basso rischio è diventata talmente una consuetudine che i più saggi la qualificheranno ormai come una condotta ad alto rischio.
Si potrà sempre argomentare che a fronte dei tassi negativi anche di -0,40% con cui viene remunerato il denaro depositato in banca, anche un unico basis point di interesse, finché di segno positivo, non è da buttar via. Ricordiamoci che questa situazione (con tassi negativi o pari a zero) è un'anomalia che genera comportamenti sempre più pericolosi man mano che ci si abitua. Il meccanismo in atto assomiglia infatti in tutto e per tutto a quelli che danno il via alle bolle speculative: "So che il prezzo di questo asset è assurdo, ma continuerà così ancora per un po', quindi partecipo anche io". Un atteggiamento che ricorda i giorni migliori della bolla di internet, senza il frenetico entusiasmo della corsa alle azioni.

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Questa stravaganza obbligazionaria si contraddistingue soprattutto perché si tratta di un'azione "pilotata" dai banchieri centrali. Ma si possono davvero pilotare simili eccessi? Una cosa è certa: le banche centrali hanno ormai deciso di dirigere gli investitori verso una nuova realtà, somministrando concise dichiarazioni fatte di parole ben scelte in tempi ben precisi. E così, la Banca centrale europea (BCE) ha di recente lasciato filtrare la parola tapering, mentre l'americano Richard Fisher ha dichiarato: "Policymakers did not anticipate the scope of easy money on the financial service". In altre parole: ci siamo spinti probabilmente un po' troppo in là con le politiche monetarie ed è giunto il momento di riportare i tassi a livelli più ragionevoli.
Le conseguenze di una risalita dei tassi sono fondamentali per la gestione obbligazionaria - e noi ci siamo premuniti riducendo decisamente la duration dei nostri portafogli -, ma attenzione: queste conseguenze si allargheranno ad altre asset class, la maggior parte delle quali è infatti valutata sulla base di modelli di attualizzazione estremamente sensibili alle variazioni dei mercati obbligazionari.

Il recente e netto disinteresse per i titoli growth (influenzati negativamente da un aumento dei tassi) a vantaggio dei titoli value (meno sensibili al fenomeno e in alcuni casi, come per esempio quelli bancari e assicurativi, influenzati positivamente) è una buona illustrazione di questa rotazione legata a una correzione delle anticipazioni. È un segnale al quale occorre prestare attenzione, una traduzione in linguaggio borsistico del messaggio lanciato dai banchieri centrali che abbiamo appena esposto.
Oggi nessuno può sapere se assisteremo a una correzione progressiva o brutale dei mercati del credito. Il primo scenario è infinitamente più favorevole ai mercati azionari, ma entrambe le prospettive sono accomunate dal fatto che impongono una nuova vigilanza alle nostre proiezioni e attualizzazioni future. La musica della BCE risuona ancora, ma non ci lasceremo stordire da questo valzer dei tassi bassi. Infrangiamo la routine e agiamo già come se il denaro avesse un prezzo.

Didier Le Menestrel, Presidente di La Financière de l'Echiquier



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