28/12/2016

economia

2017: politica fiscale e populismo al centro dell'attenzione

 

Dwane (AllanzGI): l'Europa dovrà affrontare un anno di incertezza politica alimentata dalla Brexit, in uno scenario economico globale poco dinamico e sottotono. Prosegue la financial repression, e speranze ed attenzione si sposteranno dalla politica monetaria

Mentre i mercati si lasciano alle spalle un altro anno tumultuoso, gli investitori dovrebbero tenere sotto osservazione l'ascesa delle politiche populiste, la riaffermazione della Cina quale motore della crescita globale e la rinnovata attenzione alla spesa pubblica in un contesto di tassi di interesse ancora bassi. L'outlook di AllianzGI prevede un 2017 caratterizzato da crescita a livello nominale e bassi rendimenti, confermando nuovamente la nostra tesi, da tempo sostenuta, dello scenario di financial repression. Gli investitori guardano ormai al nuovo anno e alcuni fattori risultano determinanti per comprendere la futura direzione dei mercati e delle economie. Ecco i principali temi strategici per il prossimo anno secondo Neil Dwane, Global Strategist di AllianzGI.

2017: politica fiscale e populismo al centro dell'attenzione

1. Crescita economica globale: ancora modesta, lenta e sottotono
Gli investitori devono aspettarsi una crescita ancora contenuta, considerando che gli USA stanno entrando nella fase finale del ciclo economico, il Giappone deve fare i conti con l'invecchiamento della popolazione e l'Europa con le conseguenze del voto sulla Brexit. Alla fine USA e UE dovrebbero riuscire ad evitare la recessione, pur rimanendo bloccate nella fase di espansione economica più debole finora registrata. Le economie emergenti dovrebbero progredire ulteriormente, grazie al ribilanciamento della Cina e alle riforme attuate in gran parte dell'Asia.
2. Banche Centrali: nel complesso tassi bassi più a lungo
Ci aspettiamo che la Federal Reserve aumenti i tassi in modo modesto, inducendo le Banche Centrali dei mercati emergenti a ridurre i propri tassi di interesse a fronte di cali dell'inflazione. La Banca Centrale Europea e la Banca del Giappone dovrebbero mantenere politiche monetarie accomodanti. Il picco nella liquidità globale è ormai superato, con le Banche Centrali che si sono spinte oltre le politiche di tassi negativi per iniziare a sostenere la spesa pubblica.

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3. Cina: ancora protagonista, Asia nel complesso interessante
Il contributo principale alla crescita globale proviene ancora dalla Cina, che, con il processo di rapida urbanizzazione, evidenzia un aumento della domanda di petrolio e prodotti di consumo e una diminuzione di quella di materie prime industriali. Permangono le preoccupazioni sulla situazione di bilancio, ma la politica "One Belt, One Road" per l'espansione degli scambi commerciali e degli investimenti potrebbe costituire il nuovo Piano Marshall di cui il mondo ha bisogno dopo la crisi finanziaria globale. Con i significativi passi avanti di India e Indonesia sulla strada delle riforme, l'Asia offre il migliore equilibrio tra crescita e investimenti.
4. Petrolio: verso l'equilibrio tra domanda e offerta
Da diverso tempo riteniamo improbabile una stabilizzazione del prezzo del petrolio a livelli troppo bassi per un periodo prolungato, e abbiamo iniziato a ricevere le prime conferme in merito a questa nostra posizione. Le quotazioni contenute del greggio hanno infatti comportato un calo delle spese per investimenti nel settore, favorendo il riequilibrio tra domanda e offerta. Riteniamo che una lieve ripresa del prezzo del barile nel 2017 dovrebbe sostenere gli investimenti nel comparto petrolifero e l'inflazione globale, ma crediamo che non darà avvio a un nuovo "shale boom" negli USA. L'offerta rimarrà sotto pressione a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, America Latina e Africa.

5. Politica: è in atto un cambiamento ed emergono nuove tendenze
Numerose tendenze verso la deregulation si sono susseguite nel corso del 2016, con l'avanzata di nazionalismo e politiche populiste: la Brexit, Bernie Sanders e Donald Trump, sono tutti esempi significativi. Nel 2017 ci aspettano importanti appuntamenti elettorali in Europa: la politica dovrebbe pertanto restare un fattore rilevante in materia di investimenti, ma alcuni investitori potrebbero semplicemente prendere le distanze da determinati mercati indipendentemente dalle valutazioni. Anche la politica monetaria assumerà un carattere più "politicizzato", man mano che verrà inglobata in misure governative esplicitamente dominate dalla politica fiscale. Quanto all'orientamento dei governi nel destinare la liquidità iniettata dalle Banche Centrali, riteniamo che nei prossimi anni per molti Paesi la spesa per le infrastrutture nazionali e per la difesa rimarrà in primo piano.

Secondo Dwane, "per molti aspetti il 2017 non dovrebbe essere diverso dal 2016: in linea generale, a seguito dei bassi rendimenti di mercato, gli investitori che non assumeranno rischio in misura sufficiente non potranno ottenere risultati soddisfacenti. Inoltre, la performance di lungo periodo del passato, che molti investitori sperano di rivedere ancora, sembra essere esattamente questo: qualcosa che appartiene al passato. In futuro sarà necessario ricercare in modo attivo ed incisivo le opportunità di crescita del capitale e di reddito, in attesa di una svolta nel ciclo economico. I rendimenti complessivi di mercato di molte asset class (Beta) potrebbero ridursi ancora: in assenza della crescita degli utili attesa dai mercati, i rendimenti non possono scendere ulteriormente e non può esserci un rerating dei titoli azionari. Assumersi un certo rischio di credito e di duration - e utilizzare strategie focalizzate sui dividendi - può contribuire a proteggere il potere di acquisto dei propri risparmi a fronte degli effetti dell'inflazione, che fa lentamente aumentare la spesa sanitaria, per l'istruzione e il costo della vita.

Data la maggiore volatilità del Beta, gli investitori dovranno valutare attentamente i propri obiettivi in termini di crescita del capitale (attraverso asset reali come azioni growth e investimenti immobiliari), rispetto al proprio fabbisogno in termini di reddito (che può essere soddisfatto con asset nel fixed income e a duration breve in Asia, USA e mercati emergenti). Gli investitori possono quindi ricorrere in modo appropriato alle strategie attive per generare rendimenti superiori al mercato (Alfa). Un livello significativo di diversificazione attraverso gli investimenti alternativi può fornire un contributo rilevante", conclude Dwane.

 



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