23/10/2019

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Amaplast: incertezza e aspettative sul futuro del comparto

 

Per i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma il primo semestre ha mostrato una contrazione. E la Circular Economy potrebbe cambiare lo scenario

Il difficile momento dell'automotive in Europa - con le immatricolazioni diminuite del 3,2% nei primi otto mesi dell'anno e un ancora più pesante -8,4% in agosto, secondo le ultime statistiche diffuse da Acea-European Automobile Manufacturers Association - è uno dei fattori che stanno condizionando negativamente la filiera italiana della plastica e della gomma.

Amaplast: incertezza e aspettative sul futuro del comparto

Sebbene l'automotive sia la terza applicazione per volumi di materie prime consumati in Italia - alle spalle dell'imballaggio e dell'edilizia - la relativa frenata si ripercuote anche sul commercio estero di macchinari per la lavorazione di plastica e gomma che, al giro di boa di metà anno, rallenta ancora, anche se in misura attenuata rispetto ai mesi precedenti. Infatti, a confronto con il primo semestre 2018, l'import del gennaio-giugno 2019 mostra una contrazione di circa 17 punti (contro il -20% di marzo) mentre le esportazioni segnano un calo nell'ordine del 5% (-8% a marzo).
Il saldo positivo della bilancia commerciale torna però a mostrare un seppur lieve incremento. Questo il quadro che emerge dalle elaborazioni del Centro Studi di Amaplast (associazione che riunisce i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma) dei dati recentemente pubblicati da ISTAT.

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Un fattore importante evidenziato dalle statistiche è la frenata dell'interscambio con il principale e storico partner commerciale dell'Italia ovvero la Germania: infatti, le forniture di macchinari Made in Italy ai trasformatori tedeschi risultano in calo del 26% mentre gli acquisti di tecnologia tedesca da parte delle aziende italiane mostrano una contrazione di un terzo. In effetti, ciò non sorprende e riflette verosimilmente l'indebolimento dell'economia di Berlino in generale e della sua industria in particolare.
Peraltro, anche il commercio estero di macchinari dei concorrenti tedeschi ha subito una flessione lo scorso giugno. Non a caso, ancora prima della pubblicazione dei dati ufficiali di metà anno, l'associazione di categoria aveva corretto il bilancio 2018 e le previsioni per l'anno in corso, dichiarando di attendersi un calo del fatturato di dieci punti, a causa soprattutto della crisi del segmento automotive (particolarmente accentuata nei mesi scorsi in Germania) e delle problematiche correlate all'immagine della plastica. Aspetti questi con cui si confrontano con una certa preoccupazione anche le aziende italiane.

Sul fronte dell'export si rileva, come già accennato, un segno meno per quanto riguarda il relativo valore complessivo ma anche un miglioramento per alcune voci doganali, rispetto ai dati dei mesi precedenti. Per esempio, sono tornate a crescere le esportazioni di stampatrici flessografiche ed estrusori e si è attenuato il calo delle macchine per materiali espansi. Ciò riflette verosimilmente la relativa tenuta del comparto imballaggio a livello internazionale: infatti, tali tipologie di macchinari sono in buona misura utilizzate per la produzione e la finitura di manufatti come film, etichette e altri materiali per packaging.
Naturalmente, però, non bisogna dimenticare che proprio gli imballaggi in plastica sono oggetto delle sempre più stringenti normative in materia di sostenibilità ambientale, in un'ottica di Circular Economy, che potrebbero impattare anche in misura significativa sull'andamento del settore.

Ma torniamo al commercio estero di macchinari, dal punto di vista geografico, a livello di macro-aree di destinazione e seguiamo i dati ISTAT.
L'Europa, ancora di gran lunga il primo quadrante di riferimento, perde un paio di punti di share, in funzione di un calo del valore complessivo del 9% circa, determinato soprattutto dalla contrazione delle vendite nei mercati extra-UE dove spicca il crollo della Turchia (-37%) ma anche il lieve miglioramento della Russia (+2%).
L'area NAFTA continua a rappresentare la seconda destinazione, pur con risultati meno brillanti (+1%) rispetto allo scorso anno, soprattutto a causa della frenata del Messico (-12%) e del Canada (-39%) mentre resta positivo il flusso di vendite verso gli Stati Uniti (+15%). Sottotono, nel complesso, le esportazioni in Sudamerica (-6%), anche se i principali mercati di riferimento risultano in recupero: +5% il Brasile, +18% l'Argentina e +12% la Colombia.

Riprendono vigore le forniture in ambito asiatico (+10% in media), alla luce della progressione del Far East, grazie al trend positivo verso Cina (+39%), Thailandia (+55%), Indonesia (+110%) mentre si indebolisce l'India (-1%), solo per citare le destinazioni di maggiore rilievo, in termini di valore. Al contrario, il Medio Oriente mostra una certa stagnazione (-1%) e in questo caso pesa il crollo dell'Iran (-83%; le vendite si sono praticamente azzerate) e il rallentamento degli Emirati Arabi Uniti (-12%), non compensati dalla ripresa delle vendite in Arabia Saudita (+15%) e Israele (+94%) e dal picco verso il Qatar (+244%).
Arretra sensibilmente il continente africano nel suo complesso, riflettendo la minore domanda sia dai Paesi della fascia mediterranea (-26% in media) sia da quelli del sub-Sahara (-13%). Bene invece la lontana Oceania (+27%), grazie all'incremento delle vendite, pur limitate in valore assoluto, nei principali mercati ovvero Australia e Nuova Zelanda.

In un contesto instabile, condizionato dalle ben note turbolenze internazionali di carattere politico e commerciale, i commenti raccolti dalla Segreteria Amaplast tra le aziende del settore, dopo la pausa estiva, sono poco ottimistici: infatti, si rileva una generale apprensione per la tendenza da parte dei clienti a differire o ridurre gli ordini.
"Le condizioni attuali dei mercati non sono incoraggianti - afferma il presidente Amaplast Dario Previero (nella foto) - ma gli imprenditori del settore ripongono comunque grandi aspettative nel prossimo importante momento di incontro per il comparto: a Duesseldorf, dal 16 al 23 ottobre, con la mostra K, che vede una nutrita presenza di espositori italiani. L'internazionalità dell'evento consentirà alle aziende di incontrare clienti consolidati e potenziali di tutto il mondo, per presentare loro le ultime novità tecnologiche sviluppate - naturalmente all'avanguardia in termini di prestazioni, consumi energetici e soprattutto sostenibilità - che possono svolgere un ruolo di fondamentale importanza nel raggiungere gli obiettivi posti dalle normative in tema di Circular Economy".

Con quasi 400 aziende, di cui circa 330 costruttori di macchine e attrezzature, la partecipazione del nostro Paese è seconda solo a quella dei padroni di casa. Amaplast, che ha svolto un'intensa campagna promozionale a supporto degli espositori italiani, sarà presente al K con uno stand istituzionale (pad. 16, n. A56), per fornire riferimenti sull'industria di settore, distribuire la rivista MacPlas e le prime informazioni su PLAST 2021 (Milano, 4-7 maggio 2021), la cui organizzazione e promozione entrerà nel vivo proprio dopo la mostra tedesca.



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