06/11/2019

idee

E se Trump avesse dato una mano all'export Made in Italy?

 

Nussbaumer (ExportUSA): i nuovi dazi alle importazioni imposti dagli Stati Uniti sono un inaspettato regalo per cibo, olio e vino italiani

Dal 18 ottobre sono in vigore i dazi su alcuni prodotti europei, perché - all'inizio del mese - il WTO ha riconosciuto l'illegittimità dei sussidi pubblici a favore di Airbus. Una sentenza che consente agli USA di applicare dazi supplementari sulle importazioni di merci dall'Europa, per compensare i torti subiti. L'aumento dei dazi import americani, però, rappresenta - per certi versi - un aiuto all'export e all'economia italiana nel suo complesso perché gli aumenti interessano l'olio spagnolo ma non l'olio italiano, il vino francese e il vino spagnolo, ma non quello italiano e alcuni prodotti industriali tedeschi, ma non italiani.

E se Trump avesse dato una mano all'export Made in Italy?

Ma quali sono le conseguenze reali per l'export italiano in America?
Le conseguenze dei dazi americani sulle esportazioni italiane di Olio d'oliva in America. I nuovi dazi sull'import di olio sono passati al 35% per la Spagna, ma non per l'Italia. Nel 2018 le esportazioni di olio d'oliva dalla Spagna in America sono state pari a 252 milioni di dollari. A seguito dei nuovi dazi americani sull'import di olio dalla Spagna i prezzi al consumatore dell'olio iberico in America potrebbero aumentare, in media, del 13-14%. È plausibile che a seguito dell'aumento di prezzo le vendite di olio spagnolo scenderanno e che parte di questo calo sia compensato dall'olio italiano? È ovvio. Vogliamo dire un 20%? Sì, anche perché l'Italia è al primo posto per l'export di olio in America per cui le connessioni commerciali per prendere vantaggio da questa situazione ci sono. Possiamo ipotizzare 50 milioni di dollari di vendite in più per l'olio italiano in America.

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Le conseguenze dei dazi americani sulle esportazioni italiane di vino in America. Nel 2018 le esportazioni di vino francese in America sono state pari a un miliardo di dollari a cui si aggiungono 171 milioni di esportazioni di vino dalla Spagna e 90 milioni di dollari per le importazioni di vino tedesco. In totale, le vendite di vino in America di provenienza francese, tedesco e spagnolo ammontano a 1.250 milioni di dollari. È probabile che, anche in questo caso, le vendite di vino italiano in America aumentino per un effetto sostituzione dovuto all'aumento dei prezzi al consumo sul mercato americano del vino francese, spagnolo e tedesco. Ipotizziamo un 20% di effetto sostituzione in ragione dei fortissimi contatti che le aziende vinicole italiane hanno con la distribuzione in America. Cosa significa? Un possibile aumento di vendite di vino italiano negli USA pari a 250 milioni di dollari.

Le conseguenze dell'aumento dei dazi sulle esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in America. Per questi prodotti si è scatenata una grande polemica da parte delle associazioni di categoria del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano le cui esportazioni in America sarebbero colpite al cuore dall'aumento dei dazi. Le esportazioni di Parmigiano Reggiano negli USA si aggirano attorno ai 10 milioni di chili all'anno, per un valore stimato di 120 milioni di dollari, mentre per quelle di Grana Padano siamo sui 90 milioni di dollari all'anno. In totale stiamo parlando di un fatturato export di circa 210 milioni di dollari. Se ipotizziamo - ma non è detto - di perdere anche il 50% di vendite, siamo a 105 milioni di dollari di perdita di fatturato export. Dopo l'aumento dei dazi, i prezzi su Parmigiano e Grana Padano sono aumentati di $1.50 per il Parmigiano Reggiano e di +$0.80 per il Grana Padano. Davvero pensiamo che un aumento di prezzo al pubblico di questa entità possa determinare il crollo totale delle vendite di Parmigiano e di Grana in America? Io direi proprio di no. Consideriamo poi che chi ha sempre scelto un prodotto come il Grana o come il Parmigiano - con una storia ed una identità ben precise - e apprezza i loro gusti difficilmente si accontenterà di altro, a maggior ragione se l'aumento di costo è irrisorio.

Le imitazioni americane dei nostri prodotti - il "Parmesan" ed il "Parmesanito" - vogliono somigliare al Parmigiano e al Grana, ma non saranno mai la stessa cosa. Questi due prodotti, secondo alcuni esponenti delle associazioni di categoria, trarrebbero un enorme vantaggio da questo aumento selettivo dei dazi. Ma la situazione non è proprio così: mezza libbra di "Parmesan" made in America costa adesso $5.99 al pubblico. La metà del Parmigiano Reggiano italiano. Appare evidente, dunque, che il Parmesan americano non ha bisogno di aiuto sul prezzo perché costa già adesso la metà.
Le conseguenze dell'aumento dei dazi sulle esportazioni di liquori italiani in America. Il fatturato totale dell'export di liquori dall'Italia negli USA vale circa 190 milioni di dollari. Anche qui i dazi aumenterebbero del 25%. Siamo convinti che l'elasticità della domanda al prezzo per liquori - come per esempio il Campari o l'Aperol - sia piuttosto bassa. Non ci sono sostituti per questi due prodotti e coloro che li apprezzano continueranno ad ordinarlo anche se il prezzo dovesse aumentare. Ciò premesso, comunque, possiamo ipotizzare che l'Italia perda 25 milioni di dollari di vendite di liquori in America per effetto dell'aumento dei dazi.

Alla luce di tutto questo, credo sia ragionevole stimare che l'aumento dei dazi all'importazione attuato dall'Amministrazione Trump comporterà per l'Italia un calo di esportazioni di 150 milioni di dollari (di formaggi e liquori), ma genererà un aumento delle esportazioni italiane per 320 milioni di dollari (di vino, olio, beni industriali ed altre categorie di prodotti di minor valore) con una crescita netta di esportazioni italiane per 170 milioni di dollari anno.
Muriel Nussbaumer, CEO di ExportUSA



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