27/11/2019

fare

Lo smart working aumenta produttività e soddisfazione del lavoratore

 

Risponde ai fattori abilitanti della digital transformation, genera risparmi del 30% sui costi di gestione degli spazi fisici e migliora anche l'autostima

"Spengo il computer e guardo l'orologio? Sono stato bravo tre ore e cinque minuti: è la durata della mia giornata lavorativa. Una giornata lavorativa di tre ore, penso mentre mi alzo dalla sedia e metto in ordine la piccola scrivania della mia camera. Quattro pareti, un letto, due finestre e un bagno. Ho chiamato questo luogo casa negli ultimi giorni, ma presto mi sposterò altrove. Verso la prossima meta."
Inizia così il libro "Le coordinate della felicità" di Gianluca Gotto, in cui racconta la sua vita di nomade digitale, l'evoluzione, se vogliamo, dello Smart Worker. Gotto lavora per guadagnare più tempo, non più soldi. Il denaro è solo uno strumento, non l'obiettivo finale. Gianluca ha impostato la sua vita interamente sullo Smart Working, lavora da remoto come Web Writer per qualche ora, e questo gli permette di farlo da qualsiasi città del mondo.

Lo smart working aumenta produttivit e soddisfazione del lavoratore

Gli Smart Worker - quei lavoratori dipendenti che godono di flessibilità e autonomia nella scelta dell'orario e del luogo di lavoro, disponendo di strumenti digitali per lavorare in mobilità - sono ormai circa 570mila, in crescita del 20% rispetto al 2018, e mediamente presentano un grado di soddisfazione e coinvolgimento nel proprio lavoro molto più elevato di coloro che lavorano in modalità tradizionale: il 76% si dice soddisfatto della sua professione, contro il 55% degli altri dipendenti; uno su tre si sente pienamente coinvolto nella realtà in cui opera e ne condivide valori, obiettivi e priorità, contro il 21% dei colleghi (dati osservatori.net digital innovation del Politecnico di Milano).
Lo Smart Working è un aspetto dell'azienda moderna che presuppone un grande salto culturale della classe manageriale,  soprattutto nelle piccole e medie imprese che spesso hanno delle strutture legate a modelli comando e controllo che stanno andando verso il disuso.

Seguici: 

Quali sono gli ingredienti dello Smart Working?
- Fiducia, da entrambe le parti: l'azienda che assume e il collaboratore che presta il suo lavoro.
- Capacità di delegare, l'azienda, in questo caso, deve essere in grado di delegare attività anche fuori dal suo controllo quotidiano.
- Flessibilità, un aspetto che riguarda sia il management, come approccio mentale, che dello Smart Worker che deve essere disponibile operativamente ad una certa elasticità operativa.
- Organizzazione, riguarda principalmente il lavoratore che deve possedere una forte capacità di auto gestione che gli permette di raggiungere gli obiettivi aziendali anche fuori dalle mura lavorative.
- Self control, per il controllo delle distrazioni, lavorare da casa, per esempio, spesso mette il lavoratore di fronte a distrazioni (figli che piangono, lavatrici da attivare, vicini di casa a cui rispondere?) situazioni che mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi aziendali, per questo è necessaria una grande autodisciplina da parte dello Smart Worker.

I benefici dello Smart Working
Mariano Corso, Direttore Scientifico dell'Osservatorio sullo Smart Working, rileva che in Italia si registra un incremento di produttività del 15% per lavoratore, di una riduzione nell'ordine del 20% del tasso di assenteismo, di risparmi del 30% sui costi di gestione degli spazi fisici e addirittura di un miglioramento del work-life balance registrato per l'80% degli addetti.
L'importanza del rapporto di fiducia
"Una delle sfide più appassionanti del crescere da 2 a 47 dipendenti in 30 mesi, in due Paesi diversi, è fare in modo che le persone crescano, a loro volta, il più rapidamente possibile", sostiene Daniele Bacchi (nella foto), co-founder di R-Everse, azienda innovativa nel settore del recruiting. "Quello che viene costruito con loro è non solo la crescita professionale ma un rapporto umano e di fiducia, che altrimenti non ci avrebbe portato ad oggi con quasi il 90% dei nostri ragazzi che lavorano in modalità Smart Working. Bruciare le tappe della crescita è molto complicato, anche rischioso. C'è ancora tanto da lavorare ma sembriamo essere sulla strada giusta".

Un'indagine internazionale di PowWonNow del 2017 dimostra come più della metà dei lavoratori dichiari che lavorare fuori dell'ufficio incrementa il livello di motivazione; così come emerge da ricerca della Cardiff University sempre del 2017, che più di un terzo delle persone che lavorano da casa è propenso a lavorare ore extra, rispetto a chi ha la possibilità di lavorare solo dall'ufficio.
R-Everse lo conferma in una recente indagine interna sul clima aziendale, infatti, all'unanimità i collaboratori, hanno dichiarato la propria disponibilità a dare qualcosa in più all'azienda per portare a termine il lavoro.

Lo Smart Working è una modalità di lavoro che mette al centro la persona e la sua libertà. È il trionfo del rapporto di fiducia management vs lavoratore, prima limitato alle mura aziendali. Il nomade digitale come Gianluca Gotto che ha fatto dello Smart Working lo strumento che gli permette di godersi la libertà di viaggiare, è un esempio di come questo modello lavorativo sia in piena evoluzione.



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