18/12/2019

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Trupia (Banca Sistema): il factoring aiuta le imprese creditrici della PA

E' uno strumento che aiuta le aziende a gestire i ritardi dei pagamenti, che sostiene le imprese finanziando loro fatturato verso la Pubblica Amministrazione

Quando si parla di pagamenti della PA si tocca un nervoo scoperto per moltissime aziende fornitrici. I ritardi nei pagamenti sono ormai stranoti, e questo mette in difficoltà le imprese che vedono però nel factoring un alleato finanziario. Ne abbiamo parlato con Andrea Trupia, Direttore Commerciale Factoring, Banca Sistema.
Cos'è Banca Sistema?
E' una banca nata nel 2011, quotata in Borsa, e oltre ai conti correnti ha come focus ha quello del factoring nella Pubblica Amministrazione. Oltre a questo fa altre due cose: la cessione del quinto e il pegno. Quindi ad oggi il nostro proposito è quello di sostenere le imprese finanziando loro fatturato verso la PA.

Trupia (Banca Sistema): il factoring aiuta le imprese creditrici della PA

Situazione attuale del mercato del factoring
Il factoring in Italia è sempre cresciuto negli ultimi anni. E' un mercato importante che raffrontato con il resto d'Europa, vede il nostro Paese al terzo posto dietro Gran Bretagna e Francia. E' un mercato sano poiché soprattutto se si confrontano le sofferenze bancarie rispetto ad altri mercati finanziari il factoring va sempre meglio. Per quanto riguarda i dati factoring EU, i volumi totali al 2018 sono 1.7 trilioni di euro, mentre in Italia i volumi sono pari a 240 mld.
Il factoring verso la Pubblica Amministrazione: perché c'è questa problematica?
L'Italia è tristemente nota per i ritardi dei pagamenti della PA. Questo riguarda sia il mondo non sanitario, sia quello delle forniture di beni e servizi sanitari. L'Italia a differenza di altri Paesi, e similmente a Grecia e Spagna, è sempre stata ritardataria nei pagamenti.

Questo è un motivo per cui le aziende medio-piccole cercano di finanziare il proprio circolante, quindi di trovare soggetti specializzati come Banca Sistema, oppure altre società di factoring o altre banche, che possano finanziare i loro crediti al momento dell'emissione.
Le grandi aziende, che possono essere le multinazionali o società quotate, non hanno un problema di liquidità ma un problema di rating, di indici. Questo perché il responsabile della branch italiana spesso si confronta con aziende sparse in tutto il mondo che difficilmente comprendono come mai in Italia i tempi di pagamento hanno una media di circa 120 giorni. Poi dipende molto da settore a settore, da regione a regione, e anche dalla dimensione del credito?
Quindi il factoring è uno strumento che aiuta le aziende a gestire i ritardi dei pagamenti.

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Qual è la vostra offerta?
Ciò che facciamo sia per i crediti commerciali, sia per quelli fiscali - un tema molto cresciuto negli ultimi tempi con l'arrivo dello "split payment" - è di ricevere la fattura e anticipare il flusso di pagamento da parte del debitore, quindi della Pubblica Amministrazione. In alcuni casi anche di aziende private, ma il nostro focus è la PA.
Quindi il cliente, che è il fornitore della PA, cede a noi il credito, finanziamo la fattura e poi saremo i soggetti titolati per ricevere il pagamento dalla PA. In questo modo riusciamo anche a finanziare le aziende medio-piccole, poiché il focus è più sulla fornitura che sul merito creditizio dell'azienda stessa.
In termini di split payment, quali sono le principali criticità emerse?
Lo split payment è stato introdotto qualche anno fa (NDR: La Legge di Stabilità 2015, Legge 190/2014, pubblicata con G.U. n°300 del 29 dicembre 2014, ha introdotto un nuovo regime IVA denominato "split payment" da utilizzarsi a partire dal 1° gennaio 2015 in caso di cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di enti pubblici), ed è poi stato allargato. Riguardava la sola PA mentre adesso comprende anche una gran parte delle aziende quotate. Ciò significa che il debitore quando deve pagare invece di versare l'imponibile più l'IVA, paga solo l'imponibile, mentre l'IVA la trattiene per versarla direttamente all'erario.

Il primo problema per le aziende a questo punto è che se prima potevano finanziare il valore completo della fattura ora può finanziare solo l'imponibile. Quindi si configura un deficit di finanza.
L'altro problema e che per tutte le aziende, anche quelle che erano strutturalmente in un equilibrio finanziario nel mondo dei crediti fiscali e dell'IVA (a credito e a debito), si trovano in molti casi strutturalmente a credito. Il che vuol dire che quell'IVA che prima potevano compensare adesso devono andarne a chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate. A parte le difficoltà o il pudore di chiedere il rimborso, in ogni caso i tempi di pagamento di questo credito IVA varia a seconda delle Agenzie delle entrate e a seconda degli importi. I crediti fiscali annuali vengono pagati a circa un anno. Quelli da split payment variano dai quattro ai sei mesi ma possono arrivare anche a 8-9.

Questo quando una situazione è "serena". Se invece, come accade talvolta, ci sono dei contrasti con l'Agenzia delle Entrate, magari per pretese ingiustificate, questo può rischiare di immobilizzare i rimborsi. E questo è complicato.
Dal nostro punto di vista quello che facciamo è ricevere la dichiarazione IVA e anticipare il credito all'azienda in "pro soluto", quindi a titolo definitivo. Questo permette alle aziende di recuperare la liquidità che avevano perso con lo split payment e di avere un rapporto più sereno con il credito fiscale.
Quali sono le tipologie di aziende e clienti che si rivolgono a Banca Sistema?
Abbiamo un po' di tutto. Abbiamo le PMI che si rivolgono a noi soprattutto nell'ambito del credito certificato. Quindi quando emettono una fattura possono inserirla nel portale del MEF (creato circa due anni fa), ottenere la certificazione di quel credito, con la promessa di pagamento che può essere massimo a 12 mesi. Questo aiuta le PMI a rendere più bancabili i loro crediti, poiché è un credito in teoria già certificato e verificato dal debitore su cui c'è una promessa di pagamento. E su questo noi operiamo molto con l'impegno di sostenere le PMI.

Poi abbiamo le medie imprese, che operano in tutti i settori - dalla logistica alla gestione delle mense, al comparto ospedaliero - dove più che altro il tema è di "cash-in cash-out", cioè di andare a portare a casa le fatture che vanno ad emettere. In questo caso prevale il tema della liquidità e anche qui siamo molto forti.
Infine, c'è il mondo delle multinazionali, che è tipicamente il nostro segmento, in cui abbiamo lavorato tanto, dove con alcune aziende abbiamo fatto factoring nel mondo per la prima volta con Banca Sistema in Italia. Qui il tema è soprattutto quello degli indici, dare una certa continuità agli incassi e di non avere una posizione finanziaria netta esuberante a quella che è quella in altri Paesi nel mondo.

 



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