22/01/2020

idee

La deflazione salariale ci rende più poveri non più competitivi

 

Un Prodi gongolante annuncia che ormai il costo del lavoro in Italia è solo di 2,5-3 volte superiore a quello cinese e grandemente inferiore a quello tedesco e francese. Noi siamo disperati e lui è se ne vanta

Nei giorni scorsi Romano Prodi ha rilasciato un'intervista a tutto campo al Corriere della Sera e - sarà forse l'età, oppure l'ormai consolidata abitudine di molti operatori dei media a fare interviste "in ginocchio" - si è lasciato sfuggire qualche pensiero decisamente urticante per chi ogni giorno deve lavorare e lottare per l'occupazione.

La deflazione salariale ci rende pi poveri non pi competitivi

Per l'ex premier "l'economia deve essere il vero campo da gioco (ndr: europeo). Prendiamo il costo del lavoro. Attualmente quello italiano è grandemente inferiore rispetto a quello tedesco e francese. E possiamo dire che è meno lontano da quello cinese: un tempo il nostro era 40 volte il costo orario del lavoro di Pechino, ora 2,5-3 volte. Non siamo a costo pari, ma ci stiamo avvicinando e bisogna preparare il futuro".
Stiamo parlando della stessa persona che nel 1999 dichiarò che "Con l'euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più"? Aver accettato la moneta unica ha quindi portato 20 anni dopo al risultato di avere stipendi da fame, un mercato del lavoro quasi senza tutele e un welfare ormai per larghi tratti smantellato, e se ne vanta pure. Prodi ne è ben conscio, auspicando che la deflazione salariale prosegua. Peraltro, la scelta di paragonare l'Italia alla Cina, nota nel mondo per il rispetto dei diritti umani, il Paese dove i lavoratori si suicidano per i turni massacranti, non può esser casuale.

La scelta di paragonare l'Italia alla Cina, nota per il rispetto dei diritti umani, non e' casuale

Ora, questo signore che è stato la mente dello smantellamento dell'IRI, l'uomo che insieme a Ciampi e Amato ha voluto l'Italia nell'euro, che da europeista convinto è diventato dal 2012 un grande fan della Cina (grande sponsor della Via della Seta), ci sta prospettando un futuro da schiavi e nessuno ha nulla da ridire? Tutti pesci in barile come le (sue) sardine?
Prodi ha svenduto le aziende italiane e adesso sta sperando anche di svenderne i lavoratori, i pochi con tutele.
Altro che raffinata mente politica. Ma come si può seguire e omaggiare un uomo che ha distrutto, e ne auspica un futuro ancora peggiore, il proprio Paese?
Claudio Gandolfo


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