22/04/2020

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Internet ha retto il lockdown, ma gli operatori dovranno cambiare il business model

Spada (Eolo): è giunto il momento di dare all'infrastruttura internet la dignità di servizio essenziale

Internet è diventato lo strumento fondamentale per il lavoro dei colletti bianchi, per gli studenti, per il commercio e per molte altre attività. Ma cos'è successo quell'otto marzo 2020 a livello di rete? Ne abbiamo parlato con Luca Spada, Presidente e Fondatore di Eolo.
Cos'è accaduto su internet in questo periodo?
E' successa un po' una rivoluzione. Il lockdown, prima italiano e che poi ha coinvolto tutto il mondo ha cambiato la fisionomia di internet. Ha generato un aumento a seconda dei casi tra il 50 e 80 per cento del traffico internet in una notte. Quello che solitamente era l'aumento fisiologico tra un anno e l'altro, è capitato in poche ore.

Internet ha retto il lockdown, ma gli operatori dovranno cambiare il business model

Eppure la rete ha retto.
Il traffico sulla rete tende sempre ad aumentare perché comunque c'è sempre chi utilizza lo streaming oppure perché i contenuti sono per definizione via via sempre più pesanti. Gli operatori del settore seguono delle politiche di aggiornamento espansione della rete e queste avvengono a ciclo continuo, ma tra il 9 e il 10 marzo c'è stato questo picco pazzesco di traffico generalizzato. Il grafico di consumo di banda di un giorno qualunque in epoca pre-COVID-19 era che alla notte traffico quasi a zero e poi inizia a salire verso il mattino, c'è un piccolo buco che la pausa pranzo e poi il grafico risale il suo al pomeriggio, scende un attimino per cena e poi c'è il mega serale. Di solito, al pomeriggio c'era il doppio del traffico del mattino e alla sera tre volte il traffico del pomeriggio. Oggi invece abbiamo un mattino e un pomeriggio che si sono molto livellati grazie all'uso massiccio della rete per lo smartworking e ce ne siamo accorti noi che siamo un operatore prevalentemente per privati e serviamo zone che non sono le grandi città, dove solitamente le persone risiedono ma probabilmente lavorano altrove.

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E come avete fatto a reggere l'urto?
Per fortuna internet è stata pensata originariamente per essere molto resiliente, ma tutti gli operatori sono dovuti correre ai ripari, potenziando gli apparati dei data center, le fibre ottiche e i ponti radio che portano in giro la banda e ripetitori e le antenne, visto che noi portiamo internet in questa maniera. Ci si può immaginare la situazione di short di alcuni apparecchiature, perché comunque alcuni componenti arrivano dalla Cina, quindi da un paese che era bloccato in quarantena e Wuhan è il fulcro per il il silicio. Come se non bastasse, c'è stato un blocco delle dogane e quindi le merci rallentavano a circolare. Infine, tutte le problematiche della circolazione delle persone all'interno del territorio. Per fortuna è uscito tempestivamente il decreto Cura Italia, con l'articolo 82 che ha sancito il fatto che gli operatori di telecomunicazioni sono una considerati una filiera fondamentale del Paese e quindi abbiamo potuto far spostare le nostre persone sul campo per sistemare i vari problemi o semplicemente poter fare manutenzione.

Quindi tutto bene, no?
Il dramma, tra virgolette, è che in Italia internet si paga flat e quindi sostanzialmente gli operatori si sono visti aumentare in maniera immediata i costi, perché con quel traffico bisogna investire per fare funzionare tutto al meglio, ma con gli stessi ricavi. Per l'amor di Dio, noi siamo sicuramente estremamente più fortunati rispetto ad altre filiere come il turismo o ristoranti e bar che si sono visti azzerare il fatturato da un giorno all'altro, noi il fatturato non l'abbiamo azzerato, ma abbiamo avuto un'esplosione dei costi per mantenere una qualità decente della rete. In una notte è cambiato proprio il modello di business e, oltretutto, in Italia, e so di dire una cosa sgradevole ma che è bene che si sappia, i costi della connettività sono fra i più bassi in Europa. Una connessione fissa nel nostro Paese vede un imponibile sui 16-17 euro al mese, cioè mezzo caffè al giorno per una connessione che ormai diventata un servizio assolutamente basilare e al centro di choi lavora o vuole semplicemente divertirsi, per studiare, per comprare e via di seguito. Paradossalmente, qualsiasi famiglia spende molto di più in servizi in abbonamento mensile che si appoggia sulla connessione che la connessione stessa. In Germania, Svizzera o Regno Unito, una connessione costa 40-50 euro al mese. Da qui si capisce quanto sia difficile far quadrare i conti.

Ma vi vediamo particolarmente attivi.
Come tutti gli operatori ci siamo rimboccati le maniche e stiamo potenziando laddove è possibile. Certo, sarebbe bello avere qualche intervento anche del governo. Per esempio, abbiamo chiesto di avere più risorse a livello di frequenze perché noi possiamo impegnarci a raddoppiare gli investimenti e inserire nuove macchine per gestire il traffico, ma c'è bisogno che il ministero rilasci agli operatori nuove frequenze radio in modo da aumentare la capacità di banda disponibile, le cosiddette corsie autostradali di internet. Internet è nata intrinsecamente ridondata ed è molto resiliente, ma è chiaro che ci sono dei rallentamenti. Nonostante tutto, la rete non si è spenta ed è stata la prova dei fatti più concreta che potevamo avere che è stata pensata veramente bene.

Come manager, cosa ha imparato da questa situazione?
Abbiamo tutti quanti sottovalutato il problema e ci ha colti impreparati. La lezione che ci portiamo a casa, come azienda, è quella di preparare delle procedure per gestire le emergenze. Abbiamo sempre ragionato in termini di emergenze informatiche, tanto che il nostro centro dati è ridondato e distribuito su più città in modo da avere un disaster recovery per qualsiasi evenienza. Abbiamo anche il disaster recovery per gli uffici, quindi se un ufficio diventasse inagibile ci sposteremmo in un altro e tutti i collegamenti internet sono ridondati. Ma per tutto il resto non abbiamo mai pensato a una come gestire un'emergenza come questa. Siamo abituati a pensare che quando c'è un'emergenza, questa impatta su una serie di cose, come un terremoto che rende inagibile una sede, una ruspa che sradica mega fasci di fibre ottiche. Ora abbiamo affrontato una serie di problematiche che si sono verificate tutte insieme, cioè il virus ha creato tutta una sommatoria di emergenze che erano fuori da ogni ragionevole previsione. Ci siamo trovati con persone bloccate a casa, merci bloccate in giro, un aumento del traffico e l'impossibilità di intervenire sulle macchine. Dal nostro punto di vista, le nuove procedure di crisis management e di gestione delle crisi dovranno essere molto più allargate per pensare che possa accadere qualcosa che riesca ad impattare contemporaneamente su vari aspetti, perché la novità è stata la contemporaneità di una serie di blocchi eterogenei tra loro.



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