22/04/2020

editoriale


No MES no memorandum

Senza andare lontano nel tempo, magari nel 1981 o 1992, ogni 3-5 anni dai nostri partner europei ci viene imposto o sottoposto - per il nostro bene - un accordo che affossa l'Italia. E' ormai oltre un decennio che sotto varie spoglie i Paesi del Nord Europa e la Francia mirano a sottoporci alla sottoscrizione di un memorandum (chiamatelo come volete) che di fatto mira al controllo della nostra politica economica, ma soprattutto al nostro patrimonio privato e al nostro sistema di infrastrutture. La stucchevole e finta discussione dell'Eurogruppo, ha portato all'unica soluzione voluta da Germania, Olanda e Francia (più vassalli): inserire il MES tra le soluzioni per affrontare la crisi pandemica. E con il MES, per suo statuto, c'è il memorandum. E non può essere diversamente. La richiesta anche di un euro al MES attiva il meccanismo delle condizionalità, grazie al quale, in cambio di aiuti economici, ci ritroveremo la Troika (o quale altro organo vogliano mandare) in casa.

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E avremo quindi ceduto il controllo del Paese, visto che per la restituzione del debito applicheranno le stesse ricette viste in Grecia: taglio delle spese statali, taglio degli stipendi, taglio della Sanità, svendita degli asset pubblici, patrimoniale sulle ricchezze mobili e immobili private. Strumenti che sono stati definiti di "tortura fiscale" persino da un economista tedesco. Nel 2011 ci fu la famosa lettera della BCE che, sotto l'attacco ai nostri titoli di stato (innescato dai tedeschi), ci impose la cura Monti. Ora c'è l'emergenza COVID-19 e un Paese chiuso in casa con poca capacità di reagire. E un governo che forse non ha ben compreso cosa sia il trattato del MES (anche se Gualtieri ne era il relatore), che dice di non volerlo utilizzare, ma intanto l'ha accettato come possibile soluzione. Come inserire il cianuro nella cassetta di pronto soccorso: se non serve, perché metterlo dentro?

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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