13/05/2020

editoriale


La patrimoniale mascherata (e mirata)

E' iniziata la Fase 2, che dopo quasi due mesi di chiusure forzate ha consentito ad alcune aziende di riprendere. Nel frattempo, tutte le nazioni europee si sono attrezzate per inondare di liquidità e garanzie (vere) imprese e famiglie.
E mentre qualcuno mette nel sistema-Paese migliaia di miliardi, da noi si ragiona su 55 miliardi a maggio, che fanno seguito ai 25 di marzo. Troppo poco e forse troppo tardi.
Già perché nel frattempo gli italiani non pensionati, non statali e non in smartworking - a parte le poche aziende strategiche sempre aperte - non hanno ricevuto nulla o quasi.
Due mesi senza stipendio o CIG per i dipendenti o incassi zero nel caso di imprese, commercianti, artigiani e liberi professionisti.
Milioni di persone che per vivere hanno attinto ai propri risparmi.
Pur non andando direttamente allo Stato, possiamo considerarla come una patrimoniale, visto che alla fine ogni famiglia avrà qualche migliaio di euro in meno in tasca? Certamente sì, e pure selettiva, anche se non colpisce gli immobili, ma direttamente i risparmi e la liquidità privata.
Una larga fetta di popolazione rischia così di veder finire i propri soldi
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A pensar male, si potrebbe affermare che nel mirino ci siano finite quelle categorie non proprio affini ideologicamente a questo esecutivo, che si dimostra sempre più incapace nell'affrontare la situazione.
E la questione del MES, perseguito pervicacemente contro gli interessi del Paese, ne è l'emblema. Persino Lagarde l'ha definito obsoleto e inadeguato: "adesso c'è il PEPP", ha dichiarato.
Basterebbe semplicemente fare come gli altri Paesi, monetizzare il debito e utilizzarlo per imprese e cittadini. La BCE ha già detto che per questa pandemia hanno allentato i vincoli. Quindi perché continuare a impoverire gli italiani e mettere a serio rischio di chiusura le nostre imprese? 
Chi ci vuole sul lastrico?
E perché aspettare la sentenza della Corte Costituzionale tedesca?

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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