24/06/2020

idee

Il grido di aiuto delle imprese italiane

 

Secondo quanto comunicato dall'Istat, tra marzo e aprile oltre il 50% di fatturato in meno per 4 imprese su 10. E un'impresa su due vede una crisi di liquidità

Più che un comunicato sembra un bollettino di guerra quello comunicato dall'Istat. "Situazione e prospettive delle imprese nell'emergenza sanitaria COVID-19" è il titolo della rilevazione condotta tra l'8 e il 29 maggio 2020, con l'obiettivo di raccogliere valutazioni direttamente dalle imprese in merito agli effetti dell'emergenza sanitaria e della crisi economica sulla loro attività.
I dati mostrano una situazione drammatica da qui a pochi mesi, e da cui sarà difficile uscire senza una vera politica fiscale da parte del governo. Diventa difficile immaginare come le imprese, dalle medie fino alle micro, possano rimanere in piedi. Servono scelte coraggiose e immediate, che non passino dai tempi tecnici degli aiuti della UE, sotto qualsiasi forma.

Il grido di aiuto delle imprese italiane

Non è pensabile parlare di 2021 (il Recovery Fund sarà attivo dopo giugno!) quando una quota enorme delle aziende a stento arriverà a fine 2020. Ma passiamo ai dati Istat.
Secondo le rilevazioni, oltre la metà delle imprese (37,8% di occupati) prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020.
Il 38,0% (con il 27,1% di occupati) segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito (DL 18/2020 e DL 23/2020).
Riorganizzazione di spazi e processi (23,2% delle imprese) e modifica o ampliamento dei metodi di fornitura dei prodotti/servizi (13,6%) le principali opzioni adottate per far fronte alla crisi.
Il 45,0% sono le imprese sospese fino al 4 maggio.

Seguici: 

Il 22,5% ha aperto prima del 4 maggio dopo un iniziale periodo di chiusura.
Il 70,2% sono le imprese che hanno fatto ricorso alla Cig o a strumenti analoghi.
A marzo/aprile la quota di personale in lavoro a distanza arriva all'8,8% (dall'1,2% di gennaio/febbraio).
Il 42,6% delle imprese ha chiesto un nuovo debito bancario.
Il 24,1% fa fronte alla crisi di liquidità utilizzando i margini disponibili sulle linee di credito.
La rilevazione ha interessato un campione di circa 90 mila imprese con 3 e più addetti, rappresentative di un universo di poco più di un milione di unità appartenenti ai settori dell'industria, del commercio e dei servizi, corrispondenti al 23,2% delle imprese italiane, che producono però l'89,8% del valore aggiunto nazionale, impiegano il 74,4% degli addetti (12,8 milioni) e circa il 90% dei dipendenti. Sono quindi un segmento fondamentale del nostro sistema produttivo.

Un sistema che grida disperatamente aiuto.
Claudio Gandolfo



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