25/11/2020

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Paolo Picazio (Shopify): per le PMI sta avvenendo il passaggio dall'eCommerce al social selling

In pochi click si può vendere online, ma la sola presenza non garantisce le vendite, è solo l'inizio. Solo che la fase di partenza oggi può essere rapida e poco costosa

Se c'è un qualcosa che la pandemia ha cambiato probabilmente per sempre è la necessità per le imprese, di qualsiasi d tipo e di qualsiasi ordine di grandezza, di dotarsi di sistemi di vendita online. Abbiamo incontrato Paolo Picazio, Head di Shopify Italy, per capire come stanno facendo tante PMI italiane ad entrare nel mercato dell'online.
Partiamo da qui: cos'è Shopify?
Shopify è una multinazionale canadese, fondata nell'ormai lontano 2006 e che da qualche anno insomma opera anche anche in Italia. Abbiamo sviluppato una piattaforma che permette a chiunque, anche senza conoscenze tecnologiche, di creare il proprio eCommerce.

Paolo Picazio (Shopify): per le PMI sta avvenendo il passaggio dall'eCommerce al social selling

Un argomento decisamente trendy per le imprese italiane in questo momento.
Quest'anno, in tutto il mondo e soprattutto in Italia - che da sempre è stata la Cenerentola se comparata alla Francia, la Spagna o la Germania - si è sviluppato tantissimo interesse per l'eCommerce. Abbiamo visto tantissimi imprenditori approcciarsi alla nostra piattaforma che ad oggi conta più di un milione di imprenditori in tutto il mondo.
Qual è il punto di forza di Shopify?
Dall'idea alla realizzazione si passa piuttosto celermente e questa è la nostra caratteristica principale. La semplicità e la rapidità di utilizzo sono i nostri punti di forza apprezzati soprattutto dagli imprenditori italiani, che sappiamo avere un'età media un po' più alta rispetto al resto d'Europa. Si è portati a credere che l'eCommerce sia un progetto completo e c'è bisogno di tante competenze, ma in realtà non è così. I tempi sono sono cambiati e oggi una soluzione come la nostra semplifica i processi e abbatte questa barriera e fa sì che chiunque riesca a creare la propria vetrina online. Questo sicuramente è il primo passaggio, ma un altro punto fondamentale è la prevedibilità della spesa, nel senso che anche qui c'è un po' questo luogo comune di credere che per creare un sito internet serve un investimento di decine di migliaia di euro, per non parlare di soluzioni complesse. In realtà, oggi si può fare molto spendendo una cifre ragionevole, adeguata soprattutto alle PMI che non dispongono di tante risorse. Le esigenze solitamente sono di creare siti di eCommerce abbastanza semplici, rapidi e veloci e il costo è di poche decine di euro al mese.

Paolo Picazio (Shopify): per le PMI sta avvenendo il passaggio dall'eCommerce al social selling

Un investimento contenuto, ma come fate?
Shopify si inserisce nel contesto della subscription economy, tutti quanti siamo abituati già abituati a pagare un abbonamento per le varie Spotify, Netflix, ecc. e offriamo i servizi con un canone mensile, molto chiaro, senza sorprese. Inoltre, l'eCommerce è internazionale, quindi si possono aprire dei mercati immaginabili.
Quali sono i settori più interessanti?
Le imprese italiane del food e del fashion, poi il design, ma sono già categorie di imprese italiane molto apprezzate in tutto il mondo. L'avvicinamento all'eCommerce avviene in due passi: si crea fondamentalmente una propria presenza online, con un certo livello di personalizzazione e customizzazione, che si effettua molto semplicemente con la tecnica del "drag and drop", ossia spostare e inserire oggetti nelle pagine web, senza dover saper programmare. Io dico sempre che creare un sito di eCommerce su Shopify è un po' più complesso di gestire una pagina su un social media. Il secondo è inserire i prodotti da vendere.

Seguici: 

La pandemia ha accelerato questo processo: cosa avete riscontrato?
In Italia l'avvicinamento all'eCommerce è avvenuto molto più velocemente e anche in quantità maggiore rispetto ad altri Paesi. Noi ogni giorno monitoriamo il numero di eCommerce che vengono creati sulla nostra piattaforma e con il primo lockdown la velocità con cui gli imprenditori italiani sono andati online è stata quattro volte più rapida rispetto agli imprenditori inglesi e due volte più rapida rispetto agli imprenditori tedeschi. Certo, partivamo sicuramente più indietro, ma la reazione c'è stata, le nostre imprese hanno lavorato sulla resilienza ma anche combattendo la fragilità del business aprendo un canale di vendita online. Abbiamo visto andare online macellerie e pasticcerie, perché avevano la necessità di restare in contatto con i propri clienti e questo era il canale migliore. L'imprenditore italiano è capace di adattarsi alle difficoltà e l'ha dimostrato.

L'eCommerce richiede un certo livello di preparazione?
Assolutamente, infatti noi puntiamo molto sulla formazione. Noi da un lato investiamo tantissimo nell'italianizzare la piattaforma e far sì che sia quanto più vicina alle esigenze degli imprenditori italiani, dall'altra parte operiamo nell'ottica dell'educazione, che passa dalla creazione della consapevolezza che oggi fare l'eCommerce è molto più semplice e meno costoso rispetto al passato. Questo è un argomento importante perché non c'è ancora questa percezione. Abbiamo attivato moltissime partnership per raggiungere i clienti e migliorare questa percezione, penso a Facebook con cui abbiamo lanciato i Facebook Open Business Days qualche settimana fa, piuttosto che con associazioni come Confcommercio con cui realizziamo iniziative per essere vicini agli imprenditori.

Shopify è una piattaforma che favorisce il "glocal"?
Sì, perché un impresa può rivolgersi al proprio territorio o al mondo intero. Shopify si concentra nel permettere di creare un sito eCommerce velocemente, ma anche di mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni possibili per vendere i propri prodotti. Non è che poi, una volta costruito l'eCommerce si vende automaticamente, bisogna portare traffico, utenti, e creare connessioni. Creare delle campagne di pubblicità sui social, per esempio, è un'operazione fondamentale. Non basta creare un sito, ma occorre renderlo visibile. Non è un aspetto da dimenticare perché è determinante per avere successo.
E se pensiamo al black friday, ormai in arrivo?
Abbiamo fatto uno studio, chiedendo ai consumatori online quanti di loro sono pronti e cosa si aspettano dal black friday di quest'anno. Il dato piu più eclatante che è emerso è che il black friday viene associato generalmente all'informatica e all'elettronica di consumo, ma oggi se la giocano alla pari con il fashion e l'abbigliamento. Il 56% degli intervistati ha dichiarato che spenderà per questi due settori in egual modo. C'è poi da sottolineare che la ricerca ha mostrato che non c'è una vera barriera d'età, mentre prima si era portati a ritenere i giovani sotto i 35 anni ad essere i maggiori fruitori dell'eCommerce, ora troviamo che non esistono barriere anagrafiche. Certo, i giovani sono meno appassionati dei negozi fisici rispetto alle altre fasce d'età ma la percezione è cambiata con il lockdown. Un altro elemento importante è che tutti prediligono la spedizione gratuita.

Ma l'acquisto d'impulso è sparito?
Assolutamente no, si è spostato anche online, come dimostra l'integrazione di Shopify con Instagram, dove l'utente vede un messaggio e può acquistare in prodotto in un attimo. Negli USA i nostri ingegneri e quelli di Facebook hanno lavorato per creare un'esperienza d'acquisto semplice ed immediata, questo è un cambiamento di paradigma importante all'interno delle abitudini d'acquisto delle persone.



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