03/03/2021

editoriale


Il risparmio figlio della paura

Nel corso del 2020, con l'Italia sferzata dalla pandemia, i depositi sui conti correnti e la detenzione di obbligazioni ha visto un'impennata veramente notevole. Lo testimoniano le statistiche della Banca d'Italia che graficamente mostrano come gli italiani abbiano incrementato il proprio risparmio. A guidare questa tendenza le imprese e le famiglie produttrici (con reddito da lavoro), che hanno di fatto aumentato i loro depositi rispetto al 2019 del 43% e del 26% rispettivamente.

Sostanzialmente, chi ha i soldi non investe e non spende, con conseguente ristagno di consumi. La spiegazione più razionale risiede nell'incertezza della situazione e nella paura per ciò che ci riserva il futuro.

Le aziende non riescono a percepire segnali di fiducia né dal mercato né dal Governo - non si può vivere e lavorare con l'incubo del colore della Regione - ed è troppo presto per intuire cosa potrà fare Draghi per invertire la tendenza.

Seguici: 

Con la pandemia che ancora di fatto paralizza l'economia globale, la ripresa si vedrà forse nella seconda metà dell'anno.
Intanto per ora le imprese guardano più alla sopravvivenza nel breve termine che ai piani di lungo periodo. E quindi di investimenti non se ne parla.

Si ripone enorme fiducia nei vaccini, ma intanto l'intera economia ristagna, in attesa di tempi migliori.

La durezza delle misure di contenimento, prorogate per un altro mese, non sarà d'aiuto neanche per le migliaia di piccole imprese artigiane, commercianti, ristoratori e partite IVA. E questo certamente non potrà far ripartire i consumi. Se poi consideriamo l'intricata questione del blocco dei licenziamenti, che potrebbe toccare circa un milione di persone, è chiaro che più che a spendere le famiglie pensano a risparmiare. Almeno chi può.

Finora il nuovo Governo non è di fatto ancora operativo e - duole dirlo - ma si sta perdendo almeno un mese di tempo. Ogni settimana che passa senza provvedimenti operativi vede chiudere troppe aziende (medie, piccole e micro), che senza aiuti veri non sono in grado di andare avanti.

Sembra che nell'ennesimo decreto Ristori si cambino i parametri di erogazione dei fondi.
Speriamo che questa volta si riesca ad aiutare adeguatamente l'economia reale.

Seguici: 

Dopo dodici mesi di decreti confusi e semi inutili, sarebbe anche l'ora di offrire certezze. 

.



Claudio Gandolfo


BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

Sommario di questo numero