10/03/2021

economia

High yield globale: da dove viene lo spread?

 

Andrey Kuznetsov (Federated Hermes): se scomponiamo per regione, rating e settore, emerge che i fattori sono molteplici, ma tutti da tenere in considerazione

L'high yield globale sta scambiando in questa fase al punto più basso dell'ultimo anno, di 370 punti base di spread sopra i titoli di Stato.
Immaginando che un investitore compri l'indice globale high yield, è interessante sottolineare cosa stia effettivamente comprando in termini di compensazione per il rischio sottostante di corporate credit.
Se scomponiamo per regione, rating e settore, emerge un quadro più chiaro. Da un punto di vista geografico, l'high yield dei mercati emergenti che non è ancora al punto più ristretto dell'ultimo anno, rappresenta 110 punti base di spread (vale a dire il 30% dello spread complessivo) con la quota rimanente suddivisa tra Stati Uniti (176 punti base, vale a dire il 46%) ed Unione Europea (72 punti base, cioè il 20%).

High yield globale: da dove viene lo spread?

Per quanto riguarda un'analisi effettuata sulla base del rating, la tripla C (cioè il rating più basso) ad ora rappresenta solo il 17% dello spread complessivo (in calo su base annua rispetto ad un livello di oltre il 22% rappresentato nel febbraio del 2020).
Tale movimento rispecchia due aspetti principali: in primo luogo, una ripulitura dell'universo tripla C sulla scia dei default degli ultimi 12 mesi, in secondo luogo, una forte performance dello stesso segmento dopo i risultati delle presidenziali americane (la fascia tripla C globale ha reso più del 17% rispetto ad un rendimento di circa l'8% del mercato messo a segno dal 1° novembre dell'anno scorso).
Con un'analisi su base settoriale, uno sviluppo di certo degno di nota è la flessione su base annua del contributo in termini di spread che viene dal settore energetico e, al contrario, l'aumento registrato da parte del settore immobiliare.

High yield globale: da dove viene lo spread?

Per quanto riguarda il primo, la pulizia del segmento e il rally del petrolio hanno fatto sì che gli high yield nel segmento energetico statunitense fossero scambiati ai livelli più ristretti degli ultimi due anni ed alcuni investitori hanno scelto di travasare in questo settore il trade di reflazione.
Per quanto riguarda il secondo, l'immobiliare dei mercati emergenti e in particolare in Cina, continuano a rappresentare una parte importante dell'universo high yield globale nelle attuali condizioni di mercato.
Andrey Kuznetsov, Senior Portfolio Manager per la divisione internazionale di Federated Hermes


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