10/03/2021

editoriale


Servono aiuti veri, non ridicoli ristori

Se Atene piange Sparta non ride.
Nonostante l'ostentazione di ottimismo che arriva dalla Commissione Europea, i Paesi stanno attraversando una profonda crisi.
La pandemia combattuta a colpi di lockdown sta mettendo in ginocchio le economie, prova ne sia il crollo generalizzato dei consumi.
Ultimo dato arrivato riguarda le vendite al dettaglio in Germania, che su base annua sono crollate di un 8,7% contro un aumento dell'1,7% previsto. Le vendite non alimentari sono calate del 16,4%.
Aspettiamo dall'Istat il dato italiano, e poi quelli di Francia e Spagna, che non saranno particolarmente diversi.
Se si chiudono le attività, si confina la gente in casa, se si riducono le occasioni acquisto, da un lato si lasciano praterie infinite al commercio elettronico (che ha vissuto il 2020 come un anno storico di boom), e dall'altro si penalizza tutto quello che è il settore dei servizi.
E i dati dei PMI Markit lo confermano, visto che la fiducia europea delle aziende del Manifatturiero è ai massimi da tre anni, mentre quella del comparto servizi è decisamente in picchiata.
Pensiamo a Paesi come l'Italia o la Francia (e ancora di più Spagna, Portogallo e Grecia) che, oltre che dal commercio al dettaglio, dal turismo ricavano una gran fetta del PIL.
La differenza però la fanno gli interventi statali, che dopo la decisione di ottobre della Commissione Europea di consentire erogazioni a pioggia alle attività produttive, ha visto Germania e Francia ricoprire letteralmente di fondi le proprie aziende di qualsiasi dimensione, mentre da noi siamo ancora alle prese con i Ristori, che neanche coprono le spese vive.

Seguici: 

Intere categorie messe sul lastrico per incapacità di spesa.
Il Commissario Verstager ha di fatto consentito ogni tipo di aiuti di stato, ma a Roma non se ne sono accorti.
Giusto per fare un esempio: le casse di Lufthansa sono state rimpinguate da 9 mld di euro.
L'intera vicenda della crisi Alitalia, è costata allo stato circa 7 miliardi in più anni.
Purtroppo non vi è alcuna proporzione nelle erogazioni tra ciò che è stato fatto all'estero e in Italia.
E temiamo che non sia una questione di autorizzazioni di Bruxelles (che pure ci sono, se le richieste vengono fatte secondo le regole), ma proprio di incapacità nella modalità di affrontare la crisi, nella scelta di come far arrivare soldi all'economia reale.
Non servivano bonus fiscali, ma accrediti sui conti correnti delle aziende.
Siamo l'unica nazione con l'obbligo della fatturazione elettronica.
Lo Stato sa tutto di noi e ha le coordinate per muoversi di conseguenza.
Invece si è scelto di fare poco e male.
Vedremo come si muoverà il governo Draghi.  

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Claudio Gandolfo


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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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