31/03/2021

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Lavoro: la flessibilità è la chiave per non perdere i talenti

 

Mario Derba (Citrix): quando la pandemia sarà finita ci sarà l'opportunità evolvere e sviluppare una nuova generazione di lavoratori capaci di coinvolgersi con le rispettive aziende più a lungo, potendo scegliere di lavorare da dove vogliono

Il remote working non è un fenomeno legato esclusivamente all'emergenza sanitaria ma è destinato a durare ben oltre. Secondo una ricerca di Citrix, l'82% degli intervistati pensa infatti che sarà decisamente più diffuso dopo la fine della pandemia e lo studio mostra che i modelli di lavoro flessibile e da remoto sono essenziali per attrarre e trattenere i talenti. Il 55% del campione pensa infatti che le aziende rischieranno di perdersi i migliori se non sapranno offrire modelli di lavoro flessibile e il 45% che dice che, se dovesse cambiare lavoro, accetterebbe solo ruoli che offrissero la possibilità di un lavoro flessibile o da remoto. Oltre la metà del campione (53%) si spinge oltre e afferma che vorrebbe che le politiche di lavoro da remoto fossero regolate dal Governo.

Il lavoro da remoto durante la pandemia ha migliorato il lavoro e la vita privata

A sorpresa, solo il 21% degli intervistati dice che la pandemia ha avuto un effetto negativo sulla sua carriera, mentre il 28% pensa di aver riscontrato effetti positivi in termini di gestione del tempo, flessibilità e performance in generale. Inoltre, il 41% crede che la vita personale ne abbia beneficiato perché, non dovendo viaggiare per andare e tornare dal lavoro, è stato possibile passare più tempo in famiglia, dedicarsi a un hobby o semplicemente dormire di più. Come risultato, il 52% vedrebbe con favore per dopo la pandemia un modello di lavoro ibrido, che preveda sia la presenza in ufficio sia la possibilità di lavorare da remoto, con solo il 14% che si dice favorevole a tornare a lavorare in ufficio tutti i giorni.

La cultura aziendale deve fare di più per supportare il benessere dei dipendenti.

Nonostante i benefici sperimentati da molte persone grazie al lavoro da remoto, il 36% degli intervistati ha affermato che il suo benessere mentale è peggiorato negli ultimi 12 mesi. Lo studio ha anche evidenziato inoltre che l'89% considera importante che la cultura aziendale promuova il benessere mentale e/o fisico, suggerendo che le aziende dovrebbero ridefinire la loro cultura per offrire un'esperienza utente che assicuri di poter continuare a lavorare in modo produttivo nel lungo termine.

Lavoro: la flessibilit  la chiave per non perdere i talenti

"Nonostante tutte le sfide che la pandemia ci ha costretto ad affrontare, chi lavora in ufficio ha anche potuto riscontrare miglioramenti per la propria vita personale e per la propria carriera, grazie al lavoro da remoto", ha affermato Mario Derba, Area VP Western and Southern Europe di Citrix. "Se le persone riuscissero a vedere il lato positivo di una situazione così difficile, avremmo l'opportunità di far evolvere il lavoro quando la pandemia sarà finita e sviluppare una nuova generazione di lavoratori capaci di coinvolgersi con le rispettive aziende più a lungo, potendo scegliere di lavorare da dove vogliono.
Nel 2020, alcune aziende stavano puntando a sopravvivere, non certo a crescere. Nel 2021, avranno bisogno di spostare l'attenzione dalla pura operatività per dedicare tempo e risorse a identificare i valori più importanti dell'organizzazione in un mondo post pandemico, con una forza lavoro ibrida che dovrà essere supportata e motivata dal proprio datore di lavoro. La cultura aziendale sarà un elemento di differenziazione importante nell'attrarre e nel trattenere i talenti ed è essenziale che sia tra le priorità delle aziende per assicurarsi che siano pronte al futuro
", conclude Derba.


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