Maximilien Abadie (Lectra): l'intelligenza artificiale entra in tutta la filiera della moda
Il rovesciamento del modello per rispondere a dazi, velocità e algoritmi agentici
Siamo davvero convinti che nell'era dei dazi ballerini, delle scosse geopolitiche imprevedibili e delle oscillazioni improvvise dei mercati, le aziende della moda possano ancora permettersi il lusso di programmare le collezioni con un anno di anticipo?
Nella raffinata cornice dell'hotel Raffles Royal Monceau di Parigi, il colosso francese Lectra, gruppo quotato su Euronext da oltre mezzo miliardo di fatturato e presente in più di 100 Paesi con 2.800 dipendenti, ha presentato Apogy, la nuova piattaforma cloud destinata a riorganizzare lo sviluppo prodotto e scardinare le vecchie abitudini industriali.

A tracciare la mappa di questo scenario complesso è stato l'intervento di Daniel Harari, Chairman e CEO del gruppo, che ha dipinto senza filtri la realtà delle catene logistiche e della finanza globale. Tra dazi statunitensi schizzati per le imprese indiane dall'8% al 60% per poi fluttuare continuamente e tariffe doganali per i produttori cinesi balzate dal 40% al 140%, la pianificazione tradizionale si è letteralmente dissolta. A questo si aggiunge un consumatore schizofrenico e ipersettoriale, che nei sondaggi dichiara di voler pagare un premium per capi ecologici, ma poi acquista sui giganti dell'ultra-fast fashion come Shein.
"L'unica certezza oggi è che il mondo sarà incerto. Chi vince non è chi possiede le operation più pesanti, ma chi dimostra di essere più agile", ha scandito Harari, ricordando che nei passati dodici mesi i margini operativi dei terzisti asiatici sono crollati da valori positivi a cifre negative a due cifre. Per non farsi stritolare, la priorità strategica consiste nel ribaltare il modello aziendale, abbandonando la spinta meccanica dei prodotti sul mercato per farsi guidare direttamente dalla domanda reale, riducendo il time-to-market da mesi a meno di due settimane per proteggere la cassa e azzerare l'invenduto. Di fronte a questa tempesta, il CEO ha espresso una posizione chiarissima: "I grandi cambiamenti non nascono dalla tecnologia, ma dai modelli di business; tuttavia, la rivoluzione dell'intelligenza artificiale è così profonda da rappresentare un vero cambio di paradigma, la più grande trasformazione a cui abbia mai assistito nei miei 35 anni alla guida di Lectra". È in questo solco di rottura che fa il suo ingresso Apogy, la prima soluzione cloud pensata per unire stilisti, modellisti, addetti ai materiali e fornitori in un unico ecosistema digitale basato su intelligenza artificiale agentica.
"Non è l'agente contro l'uomo, è la combinazione dei due. Un agente intelligente è come un nuovo dipendente di talento: possiede competenze straordinarie, ma non conosce il contesto aziendale o la strategia. Bisogna insegnarglielo". ha dichiarato Maximilien Abadie, Deputy CEO di Lectra. Qui di seguito l'intervista ad Abadie.
Che cos'è l'AI agentica e come ridisegna i processi aziendali?
Non si tratta semplicemente di porre una domanda a una chat per ottenere un testo o un'immagine, ma di affidare all'algoritmo l'esecuzione strategica e proattiva di un piano di lavoro articolato. L'agente intelligente riceve un obiettivo, disegna la sequenza di azioni necessarie, richiede ulteriori risorse, interpella altri agenti e si confronta con gli specialisti umani per affinare il risultato prima di completare il compito. Non crediamo all'illusione di una scatola nera che sostituisce l'uomo e gestisce d'un tratto un'intera casa di moda senza supervisione. La vera forza sta nel sezionare i flussi, comprendere l'intento creativo del designer e automatizzare progressivamente le singole fasi dell'industrializzazione.
Sviluppata in tre anni attraverso il confronto con decine di clienti e già testata su circa cento realtà aziendali, la piattaforma crea un luogo di co-sviluppo tra brand e subfornitori sulla stessa base dati. I dati parlano chiaro: per i marchi del lusso misuriamo un aumento di produttività del 30% preservando l'esclusività, mentre per i brand a cicli rapidi è possibile moltiplicare da due a tre volte i modelli sviluppati, riducendo le giacenze e aumentando la redditività.
Voi unite software e macchine da taglio: qual è il vostro vantaggio competitivo?
Lectra non è una pura software house SaaS e non è un semplice costruttore di macchinari industriali, ma l'anello di congiunzione tra mondo digitale e manifattura reale. Abbiamo iniziato cinquant'anni fa digitalizando il cartamodello e lanciando la prima macchina da taglio nel 1976, e da allora non abbiamo mai smesso di combinare codice e materia. Questa doppia identità crea un approccio "phygital" capace di annullare i confini tra il disegno a schermo e il prodotto finito, garantendo che le idee più innovative dei brand siano anche fattibili, sostenibili e redditizie sui banchi di confezione.
Un marchio può avere l'ispirazione più brillante del mondo, ma se la filiera non è in grado di produrla con margine, l'innovazione resta un esercizio teorico staccato dal mercato. Le nostre macchine da taglio connesse raccolgono dati direttamente dalle fabbriche fin dal 2007, molto prima che si iniziasse a parlare di Internet delle Cose, e tutta questa conoscenza industriale è oggi incapsulata nel nostro software per garantire perfetta coerenza tra bit e atomi.
In che modo le decisioni iniziali di sviluppo influenzano l'impatto ambientale?
Oltre l'ottanta per cento dell'impatto ecologico di qualsiasi capo di abbigliamento viene deciso proprio durante la fase iniziale di sviluppo prodotto. È in quel momento che si sceglie la forma del capo, la tipologia di tessuto, la quantità di scarto e i volumi delle materie prime da ordinare. Fino ad oggi le aziende hanno lavorato al buio o sulla base di stime storiche imprecise, ordinando materiali in eccesso per paura di eventuali imprevisti lungo la filiera.
Con la nostra piattaforma abbiamo integrato moduli algoritmici capaci di stimare all'istante il consumo esatto di tessuto e le relative emissioni di CO2 per ciascun modello, permettendo ai team di fare vero eco-design sul nascere. Smettere di tirare a indovinare significa ordinare la quantità giusta di materiali, eliminare gli sprechi e proteggere contemporaneamente il pianeta e i profitti. Senza contare che l'ottanta per cento dei dati richiesti dalle nuove normative europee per il Passaporto Digitale di Prodotto è già nativamente pronto e strutturato nella soluzione.
L'automazione rischia di soffocare la creatività o cancellare le figure professionali?
L'effetto è esattamente l'opposto: l'automazione elimina le mansioni ripetitive a basso valore aggiunto per restituire tempo alla vera creatività e all'ispirazione. Quando si parla di moda, la creatività non consiste nel rifare da capo un prodotto iconico già consolidato, ma nell'esplorare nuove idee senza essere soffocati dalla burocrazia operativa. Con lo strumento Match Finder digitalizziamo il patrimonio storico di modelli e tessuti, trasformando in risorsa condivisa una conoscenza che prima restava affidata alla memoria dei singoli.
Un designer può generare rendering fotorealistici in pochi minuti, verificare la fattibilità e trasferire subito l'intento creativo al modellista e al marketing, abbattendo i tradizionali silos aziendali. Non si tratta di sostituire le persone, ma di farle collaborare in modo inclusivo e trasparente, offrendo strumenti all'avanguardia indispensabili per attrarre, valorizzare e trattenere le nuove generazioni di talenti nell'era dell'intelligenza artificiale.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
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BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
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