Dalla sperimentazione alla scalabilità nell'era dell'intelligenza artificiale agentica
Bottero (Microsoft Italia): il passaggio chiave richiede modelli di fiducia e competenze per innovare i processi
Siamo davvero convinti che basti distribuire qualche licenza di chat intelligente ai propri dipendenti per dichiarare completata la trasformazione digitale dell'azienda? Per oltre due anni ci siamo illusi che l'intelligenza artificiale fosse soltanto un brillante assistente individuale, un compagno di scrivania pronto a riassumere documenti o rifinire qualche e-mail. Ma la vera partita, quella capace di scardinare i modelli di business e democratizzare l'innovazione, si gioca adesso: siamo passati dall'era dei chatbot alla nuova frontiera dei sistemi agentici, pronti a fare il loro ingresso nei processi operativi per collaborare direttamente con le persone.

I numeri d'altronde parlano chiaro e descrivono una scossa imminente: secondo le stime di IDC, entro il 2029 saranno attivi nelle organizzazioni mondiali oltre un miliardo di agenti AI , mentre uno studio TEHA dimostra come un'adozione pervasiva dell'IA generativa possa incrementare il PIL italiano del 18% entro il 2040, generandone ben 336 miliardi di euro all'anno.
Eppure, tra l'entusiasmo della teoria e la complessità della pratica c'è un solco profondo che molte imprese faticano a colmare. In Italia il 70% delle organizzazioni sbatte ancora contro il muro della cultura aziendale e della carenza di competenze, mentre quasi una su due trova enormi ostacoli nell'integrare gli algoritmi con i propri sistemi legacy e con i processi reali.
Come si rompe questo stallo? In che modo le aziende possono passare dalla sperimentazione di facciata a una scalabilità guidata, sicura ed economicamente sostenibile? Per comprendere le dinamiche di questa transizione, abbiamo intervistato Annamaria Bottero, Direttore della Divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia.
Dopo due anni di test ed entusiasmo individuale, le aziende si trovano oggi ad affrontare il passaggio decisivo verso la scalabilità.
Qual è lo stato dell'arte dell'intelligenza artificiale nel tessuto produttivo italiano e cosa significa davvero fare il salto verso l'era agentica?
Siamo in un momento straordinario di fermento ma anche di necessario consolidamento. Dopo due anni dedicati alla sperimentazione e all'alfabetizzazione di base, durante i quali Copilot è entrato capillarmente nell'operatività quotidiana delle singole persone, le aziende sono finalmente pronte a passare dai progetti pilota all'utilizzo su scala nei processi industriali e gestionali. Non si tratta più soltanto di capire meglio la tecnologia, ma di inserire gli agenti artificiali all'interno dei workflow aziendali come veri e propri colleghi digitali. La nostra visione mette al centro l'approccio Human in the Loop: l'uomo rimane saldo al comando e mantiene la regia strategica dei processi, ma si avvale di una collaborazione agentica per risolvere problemi complessi, abbattere i costi e guadagnare efficienza. Tuttavia, bisogna essere estremamente realistici nel leggere le diverse velocità del nostro mercato. Se da un lato abbiamo realtà avanzate pronte per la cosiddetta Frontier Transformation, dall'altro assistiamo a ritardi culturali e strutturali che rallentano le PMI, con il 70% delle imprese frenato dalla mancanza di competenze e quasi la metà in difficoltà nell'integrare l'IA con le proprie strutture operative. Il nostro obiettivo, insieme al network di 15.000 partner sul territorio italiano, è guidare le aziende nel ridisegnare da capo i propri processi, fornendo una piattaforma cloud integrata e sicura che va dall'infrastruttura Azure fino ad ambienti dedicati come Copilot Studio, Agent 365 e Microsoft IQ.
Quando si concede autonomia operativa agli agenti digitali, la prima preoccupazione di un CEO riguarda la sicurezza dei dati e la deriva dei costi. Come si costruisce un ambiente aziendale affidabile e governabile senza soffocare l'innovazione?
La risposta si riassume in una parola fondamentale: fiducia. Trust and security rappresenta il pilastro inscalfibile su cui si fonda l'intera architettura dell'IA di Microsoft. Quando un agente intelligente comincia ad operare sui dati aziendali, la governabilità, l'osservabilità e il tracciamento delle risorse diventano asset strategici irrinunciabili. Bisogna sapere con assoluta certezza chi utilizza gli agenti, come li utilizza e, soprattutto, come vengono spesi i soldi. In questa fase il cost management non è un semplice dettaglio contabile, ma una competenza differenziante indispensabile per consentire alla tecnologia di scalare in modo sostenibile senza riservare amare sorprese al bilancio. A tutto questo si aggiunge la necessità impellente di rispettare i requisiti europei sanciti dall'AI Act, che impongono modelli chiari di spiegabilità, trasparenza e tracciabilità originaria del dato. Non possiamo permetterci scatole nere opache nei flussi di lavoro aziendali. Attraverso soluzioni come Agent 365 per la governance enterprise e Microsoft IQ per la connessione contestuale tra persone, informazioni e workflow, garantiamo un ecosistema blindato in cui le imprese costruiscono la propria intelligenza proprietaria mantenendone il pieno controllo e la totale protezione.
Per connettere l'innovazione con il tessuto delle PMI e del Made in Italy avete creato l'iniziativa AI L.A.B. Come funziona questo acceleratore e quali risultati concreti sta portando sul territorio?
L'AI L.A.B. non è un laboratorio teorico o una vetrina accademica, ma una vera e propria architettura integrata di competenze che mettiamo a disposizione del Paese insieme ai nostri partner per far atterrare la tecnologia nei processi produttivi. È un'iniziativa nata tre anni fa che oggi vede la collaborazione attiva di 39 partner di primaria grandezza e che ha già coinvolto oltre 500 aziende e 60 startup, sviluppando più di 230 casi d'uso e 850 progetti concreti, arrivando a formare 1,5 milioni di lavoratori e cittadini. Per rispondere alle esigenze di un mercato estremamente variegato, abbiamo strutturato l'AI L.A.B. su quattro pilastri strategici. Il primo è l'AI L.A.B. for Frontier, dedicato alle grandi organizzazioni che hanno già superato la prima fase di alfabetizzazione e devono accelerare sulla trasformazione agentica, riducendo i costi e aumentando la produttività. C'è poi l'AI L.A.B. for Italy, sviluppato con associazioni di categoria, grandi distributori e università per accompagnare le PMI e proteggere il valore del Made in Italy. Infine, completiamo il raggio d'azione con l'AI L.A.B. for Good per il settore no-profit e l'accessibilità, e l'AI L.A.B. for Startups, dove collaboriamo con i fondi di Venture Capital per sostenere la nuova imprenditorialità nativa AI che sviluppa soluzioni verticali B2B per il nostro canale.
La velocità di aggiornamento delle tecnologie è diventata quasi insostenibile per i modelli formativi tradizionali, in che modo Microsoft supporta i suoi 15.000 partner nell'acquisire competenze e superare l'inerzia dello skilling?
È la sfida più complessa e stimolante che abbiamo di fronte, perché se si resta indietro anche solo di tre o quattro mesi si rischia di perdere due intere generazioni di soluzioni tecnologiche. Per colmare questo ritardo strutturale, abbiamo totalmente unificato e potenziato il nostro pilastro di enablement e skilling, mettendo in campo strumenti innovativi per tutta la nostra rete di partner, che spazia dai grandi system integrator alle boutique di consulenza specializzate nel change management, fino agli ISV, ai distributori e alle startup. Tra le novità principali abbiamo introdotto Agent P, un coach di vendita consulenziale basato su intelligenza artificiale che aiuta i team commerciali dei partner a sviluppare rapidamente competenze e a connettere la tecnologia con il reale valore di business del cliente. Inoltre, attraverso il Partner Skilling Hub, offriamo percorsi di formazione continua, affiancati da certificazioni di altissimo livello come il nuovo badge Frontier Transformation Engineer e la specializzazione Frontier Partner per ingegneri e architetti di soluzioni. Ma la vera chiave di svolta risiede nell'approccio Customer Zero: i partner di maggior successo sono quelli che adottano ed utilizzano le nostre tecnologie d'avanguardia all'interno dei propri processi interni prima ancora di proporle sul mercato.
Tra il dire e il fare la distanza si è azzerata: il mercato chiede soluzioni immediate e scalabili, come si traduce questa urgenza in strategie congiunte di go-to-market e di co-selling tra voi e il vostro canale?
Il modello di co-selling rappresenta da sempre il nostro elemento differenziante sul mercato. Quando Microsoft e i suoi partner si presentano insieme dal cliente, i risultati sono clamorosi: i tassi di successo nelle trattative aumentano dell'84%, la dimensione media dei contratti cresce del 41% e le opportunità condivise registrano un balzo del 55% anno su anno. In Italia questo approccio sta spingendo il business del canale a una crescita a doppia cifra, mentre le transazioni sul Microsoft Marketplace sono aumentate del 150%. Per i partner, il Marketplace è diventato una leva formidabile di internazionalizzazione: basti pensare che ogni dollaro di software venduto sulla piattaforma genera per il partner 6,26 dollari di ricavi aggiuntivi in servizi. Per accelerare ulteriormente questa dinamica e supportare le aziende che necessitano di soluzioni immediate, abbiamo lanciato anche la nostra Frontier Company interna. Si tratta di un team dedicato che lavora in presa diretta al fianco dei partner e delle nostre ingegnerie sui clienti più avanzati, per costruire architetture scalabili ed azzerare i tempi di sviluppo. I risultati ci stanno dando ampiamente ragione: abbiamo chiuso lo scorso anno fiscale collocando l'Italia sul podio mondiale per crescita sia nel mondo Azure che in quello Copilot, e per il futuro puntiamo ad ambizioni di crescita a tre cifre. La trasformazione è in atto e la sfida per il tessuto produttivo italiano è aperta: chi saprà adattarsi e scardinare le vecchie routine guidando il cambiamento otterrà un vantaggio competitivo incolmabile.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
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