Il 2025 segna la ripresa della mobilità elettrica in Europa e Italia
Chiesa (Politecnico di Milano): I dati mostrano chiaramente come il mercato della mobilità elettrica sia ancora piuttosto policy-driven, con un legame evidente tra immatricolazioni e andamento della normativa
Il 2025 è stato l'anno in cui la mobilità elettrica ha invertito la rotta sia in Europa che in Italia. In Italia le immatricolazioni hanno raggiunto 193000 unità, suddivise in 98000 BEV e 95000 PHEV, portando la quota di mercato al 12,6%, un rialzo di circa cinque punti percentuali rispetto al 2024. A livello continentale, la quota è salita a 26,8% (contro il 22,7% dell'anno precedente) con 3,9 milioni di veicoli elettrici immatricolati, di cui 2,6 milioni BEV e 1,3 milioni PHEV.
Il Smart Mobility Report 2026, redatto da Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, segnala anche un incremento delle infrastrutture di ricarica: a fine 2025 l'Europa contava circa 1,3 milioni di punti pubblici (+23% rispetto al 2024) e l'Italia 77.000 (+17%). La crescita è più marcata per le colonnine fast-charging.

Il target PNIEC di 6,6 milioni di veicoli elettrici entro il 2030 appare sempre più distante. Con il ritmo attuale (scenario BAU) si prevede di raggiungere solo 3,1 milioni, mentre gli scenari Boosted e Decarbonization prevedono rispettivamente 3,6 milioni e 4,2 milioni. Le differenze si ampliano entro il 2035, con 11,4 milioni di veicoli elettrici nello scenario più ambizioso, pari al 28% del parco circolante.
"I dati mostrano chiaramente come il mercato della mobilità elettrica sia ancora piuttosto policy-driven - conferma Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy e responsabile del report - con un legame evidente tra immatricolazioni e andamento della normativa. Per questo, è fondamentale il ruolo delle politiche europee e nazionali nell'accelerare la transizione verso l'elettrico: servono stabilità, chiarezza e meccanismi di supporto pluriennali per sostenere gli investimenti degli operatori. Al contrario, la contemporanea revisione di numerosi provvedimenti e l'incertezza sull'esito delle proposte legislative - ciò che purtroppo sta accadendo ora - riducono la prevedibilità del quadro regolatorio".
L'accelerazione del mercato è coinciduta con l'entrata in vigore dei nuovi limiti alle emissioni per le nuove immatricolazioni, stabiliti dal Regolamento (UE) 2019/631. Nei veicoli commerciali leggeri la quota elettrica è passata dal 7% al 12% in Europa (dal 2% al 5% in Italia); nei veicoli industriali da 3,5 a 16 tonnellate, da 8,6% a 15,4% in Europa (dal 3,9% all'11% in Italia).
L'offerta di BEV è anch'essa in espansione: a giugno 2026 erano disponibili 183 modelli in Italia (+49% rispetto all'anno precedente), concentrati nei segmenti C-F. Tuttavia, la penetrazione nei segmenti A e B rimane limitata, mentre le importazioni di auto cinesi verso l'UE hanno toccato i 13,8 miliardi di euro nel 2025, invertendo il saldo commerciale di 5,4 miliardi.
Il quadro normativo europeo è oggetto di una revisione profonda, con il Pacchetto Automotive che introduce flessibilità sugli standard emissivi. La proposta di revisione del Regolamento 2019/631 potrebbe ridurre la quota di BEV dal 100% al 89% delle immatricolazioni, mentre le flessibilità preliminari del Parlamento europeo la abbasserebbero al 58%. Questo comporterebbe un aumento delle emissioni di CO2 associate alle PHEV, passando da 2,35 a 8,92Mt.
Le flotte aziendali, che rappresentano il 46% delle immatricolazioni in Italia e percorrono tre volte la media nazionale, sono cruciali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Una survey di Energy&Strategy su 219 imprese mostra che solo il 14% delle grandi aziende ha già una quota di veicoli a zero emissioni conforme alle ambizioni europee; il 37% non ha ancora introdotto nessuna BEV. Tuttavia, il 79% degli utilizzatori di BEV nelle flotte le reinserirebbe e il 60% ha riscontrato benefici economici. Incentivi all'acquisto e misure fiscali sono indicati come leve principali per accelerare l'elettrificazione.
Il riciclo delle batterie diventa strategico per ridurre la dipendenza europea da materie prime critiche. In Europa operano 24 startup fondate tra il 2016 e il 2026 nel riciclo del litio; il 43% degli operatori fisici adotta un modello integrato di pretrattamento e recupero. Nel 2025 erano attivi circa 200 impianti con una capacità di pretrattamento di 3,5Mt e di trattamento di 2,9Mt, a cui si aggiungono 7Mt di nuova capacità in fase di progettazione o espansione.
Il rapporto delinea infine scenari di diffusione: i punti di ricarica pubblici passerebbero da 77.000 nel 2025 a 93.000 (scenario BAU), 103.000 (Boosted) e 113.000 (Decarbonization) entro il 2030, per salire a 130.000, 160.000 e 175.000 rispettivamente nel 2035. La quota di dispositivi fast-charging dovrebbe raggiungere il 30% nel 2030 e il 35% nel 2035, mentre la ricarica privata passerebbe da 630.000 punti nel 2025 a 2,4-2,9 milioni nel 2030 e a 5,2-6,3 milioni nel 2035, a seconda dello scenario.

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