Ottobre2012

economia

Basso il rischio di inflazione

 

Keating (Credit Suisse): Alta disoccupazione, società con eccessive capacità, domanda troppo debole, e la competizione è eccessivamente agguerrita

Le azioni hanno evidenziato un rialzo dopo le promesse di Bernanke e Draghi per uno stimolo e un sostegno, e siamo dell’idea che, da ultimo, esse cresceranno ulteriormente. Ma una politica monetaria accomodante equivale all’inflazione? Riteniamo che la domanda dipenda da quando e da dove si guardi. L’inflazione dei prezzi al consumo “tradizionale” negli USA e in Europa è improbabile per un certo periodo di tempo. I tassi di disoccupazione sono nella maggior parte dei casi troppo elevati, le società hanno eccessive capacità, la domanda è troppo debole, la competizione è eccessivamente agguerrita.

Basso il rischio di inflazione

Ma, in aree meno “tradizionali”, sono già presenti dei segnali di pressione sui prezzi. I prezzi dei metalli di base hanno registrato dei rialzi consistenti dopo gli annunci delle banche centrali, mentre i prezzi petroliferi potrebbero beneficiarne. I prezzi delle abitazioni in molte città tedesche stanno crescendo, mentre quelli negli USA sembrano aver raggiunto un minimo, e prevediamo che, in entrambi i casi, si registrerà un significativo rialzo nei prossimi due anni.
Ciò inizialmente è positivo per l’economia più in generale, ma è anche un indicatore anticipatore di un processo pluriennale verso rialzi dei prezzi al consumo generali. Forse questo avverrà prima in ambiti speciali, come i servizi tedeschi associati al settore immobiliare, diffondendosi tra un paio d’anni ad alcuni mercati emergenti e produttori di commodity, e poi magari tra quattro o cinque anni ampiamente in Europa e negli USA, una volta che la pressione deflazionistica per via dell’eccessivo debito da ultimo calerà. Le banche centrali cercheranno di porre termine a questa situazione invertendo l’afflusso di liquidità, sebbene il rischio è che agiscano in ritardo. Pertanto sembra che, per l’inflazione “tradizionale”, ci vorrà ancora molto tempo ed essa potrebbe non crescere molto, sebbene essa probabilmente emergerà in qualche forma.

Pertanto sembra che, per l\'inflazione \"tradizionale\", ci vorra\' ancora molto tempo ed essa potrebbe non crescere molto

Per gli investitori, ciò suggerisce un’evoluzione della strategia nel corso di diversi anni, favorendo già ora le obbligazioni nominali a breve termine piuttosto che quelle a lungo termine e prediligendo progressivamente le diverse classi di asset “reali” che più verosimilmente verranno avvantaggiate in ogni fase. Ciò potrebbe comprendere un’esposizione verso il settore residenziale USA e le azioni. Successivamente potrebbe corrispondere alle obbligazioni indicizzate all’inflazione, una volta che i rendimenti reali saranno saliti, forse tra diversi anni.  
Giles Keating, Head of Research for Private Banking and Asset Management di Credit Suisse

 

 


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